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Dazi, Berton: “Belluno, provincia esposta. Ora è il momento del buon senso e della responsabilità”

Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 31 marzo 2025 – La nuova politica dei dazi statunitensi preoccupa il mondo imprenditoriale bellunese. Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, lancia un appello alla politica affinché si agisca con responsabilità e unità: “Belluno è una delle province italiane maggiormente a rischio nella guerra dei dazi: siamo patria dell’export e del Made in Italy. Proprio per questa nostra specificità manifatturiera, chiediamo alla politica – a tutti i livelli – la massima responsabilità. È il momento del buon senso: l’Europa deve avere una voce sola. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare ogni forma di panico. Il nostro sistema in questi anni ha dimostrato una forza e una resilienza straordinarie, innovando prodotti e puntando su nuovi mercati”.

Le parole della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti arrivano mentre si attendono le decisioni definitive del Presidente degli Stati Uniti sui nuovi dazi, che potrebbero colpire duramente l’export italiano e, in particolare, quello della provincia di Belluno.

Una provincia ad alto rischio

Secondo uno studio condotto da Prometeia su dati Istat per Il Sole 24 Ore, il Bellunese è la quarta provincia italiana più esposta alla nuova guerra commerciale. Il valore dell’export locale rappresenta il 69,4% del PIL provinciale: in altre parole, su 100 euro di PIL, quasi 70 provengono dalle esportazioni, molte delle quali dirette proprio negli Stati Uniti. “È chiaro che siamo preoccupati e che ci attendiamo dalla politica una risposta forte, che non può prescindere da una posizione unitaria dell’Europa nei confronti dell’Amministrazione statunitense. Come detto dal nostro Presidente Emanuele Orsini, non si può procedere in ordine sparso”, sottolinea Berton.

Nuovi strumenti per la manifattura europea

La presidente ribadisce la necessità di un’azione concreta a sostegno della manifattura, attraverso strumenti finanziari innovativi e politiche di investimento mirate. “Manifatture, filiere e mercati europei sono connessi: da questo dato oggettivo non possiamo prescindere”, afferma Berton, che richiama l’urgenza di accelerare sulle transizioni digitale e green. “Bisogna fare presto e dotare la manifattura europea di nuovi strumenti finanziari e di risorse vere. Indipendentemente dai dazi, vanno sostenute le politiche di innovazione. L’impresa deve tornare a investire in maniera forte per rimanere al passo coi tempi e con i principali competitor, Usa e Cina in primis”.

Sostenere il mercato interno europeo

Oltre a una strategia chiara per l’export, Berton richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare il mercato interno europeo, proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie e contenendo il rischio di nuove spinte inflazionistiche. “Allo stesso tempo, serve ridare dignità al mercato interno europeo sostenendo il potere d’acquisto delle famiglie e ‘sminando’ il terreno da nuove spirali inflattive, soprattutto alla voce energia”, avverte.

L’appello della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti è chiaro: servono risposte urgenti e un fronte compatto per affrontare una sfida che potrebbe avere ricadute pesanti sul tessuto economico locale e nazionale.