
Dal 30 marzo al 13 aprile a Palazzo Doglioni, un’esposizione che esplora il libro come opera d’arte
Belluno, 28 marzo 2025 – Un viaggio affascinante tra arte, parola e materia. È questo il cuore della mostra Attualità di una metamorfosi, che dal 30 marzo al 13 aprile sarà ospitata al piano nobile di Palazzo Doglioni, in via dei Molini 3, a Borgo Piave di Belluno. L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 29 marzo alle ore 17 con un intervento critico di Serena Dal Borgo, presenta i lavori di Flavio Da Rold, Alfonso Lentini e Giorgio Vazza, tre artisti bellunesi di rilievo nazionale e internazionale nel campo del libro oggetto.
Il libro oltre la lettura: tra metamorfosi e sperimentazione
Il libro oggetto è una forma artistica nata nel contesto delle avanguardie del Novecento, che si discosta dal classico libro d’artista per la sua capacità di sottrarsi alla funzione originaria di testo leggibile e trasformarsi in un’opera d’arte autonoma. Attraverso metamorfosi, ibridazioni e stravolgimenti, gli artisti reinventano il concetto di libro, svincolandolo dal suo tradizionale ruolo di veicolo di sapere per farne un’esperienza visiva e tattile.
Questo linguaggio artistico si intreccia con altre sperimentazioni verbo-visive, come la poesia visiva e la scrittura asemica, trovando espressione nelle opere di maestri come Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Bruno Munari, Enrico Baj, Emilio Isgrò, Irma Blank, Giosetta Fioroni, Maria Lai, Mirella Bentivoglio, Yoko Ono, Guy Debord, Joseph Kosuth e Sol LeWitt.
Nell’era digitale, in cui la trasmissione della conoscenza è sempre più smaterializzata, il libro cartaceo assume un nuovo valore simbolico. Il percorso proposto dalla mostra invita a riflettere sul rapporto tra materiale e immateriale, offrendo uno sguardo sulle trasformazioni in atto nel mondo della comunicazione.
Gli artisti in mostra
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Flavio Da Rold (Belluno, 1945), attivo nel panorama artistico dagli anni ’70, è noto per le sue installazioni realizzate con materiali naturali e per la costante ricerca di un equilibrio tra arte e territorio. Ha partecipato alla Biennale di Venezia ed è stato uno dei fondatori della rassegna Portici inattuali.
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Alfonso Lentini (Favara, 1951), trasferitosi a Belluno negli anni ’70, unisce arti visive e scrittura. La sua ricerca si concentra sul valore materico della parola e ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia del 2001.
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Giorgio Vazza (Longarone, 1952), attivo tra disegno, pittura, installazioni e land art, ha esposto alla XLVI Biennale di Venezia e ha realizzato numerose opere pubbliche, tra cui l’installazione DNA Conchiglia Cattedrale, inaugurata nel 2001 da Rita Levi Montalcini.
Un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte contemporanea
La mostra, inserita nella rassegna Libri in Zattera dell’associazione Borgo Piave ETC aps, sarà aperta nei giorni 30 marzo, 5-6-12-13 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16. L’ingresso è libero.
