
Venerdì 28 marzo 2025, i sindacati FIM, FIOM e UILM hanno proclamato uno sciopero unitario di otto ore con manifestazioni territoriali in tutta Italia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) Federmeccanica-Assistal, scaduto il 30 giugno 2024 e ancora in attesa di una trattativa concreta. La giornata di mobilitazione porterà a un totale di 24 ore di sciopero dall’inizio della vertenza, dopo le precedenti astensioni dal lavoro di dicembre, gennaio e febbraio. I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo negoziale basato sulla piattaforma rivendicativa approvata dal 98% dei lavoratori e delle lavoratrici la scorsa primavera.
Alla protesta nazionale si uniranno anche le piccole e medie imprese metalmeccaniche, a seguito della rottura delle trattative con Unionmeccanica-Confapi. Il settore metalmeccanico in Italia conta circa 1,7 milioni di addetti e rappresenta una componente strategica del PIL nazionale. Nel bellunese, sono coinvolti direttamente circa 4.500 lavoratori con contratto dell’industria metalmeccanica, che salgono a 6.000 includendo l’indotto. Un comparto che spazia dalle fonderie alla laminazione, dalle catene di montaggio all’informatica e alle tecnologie avanzate. Per i sindacati, il riconoscimento della dignità e del valore di questi lavoratori passa necessariamente attraverso un adeguamento salariale in linea con il costo della vita.
A Belluno, il corteo partirà tra le 9:00 e le 9:30 dai cancelli della Epta di Limana, per dirigersi fino alla rotatoria principale del paese e fare ritorno al punto di partenza, dove si terranno gli interventi dei lavoratori e delle lavoratrici, seguiti dalle conclusioni dei segretari generali di FIM, FIOM e UILM.

Stefano Bona, segretario generale della FIOM di Belluno, ha dichiarato: “Le metalmeccaniche e i metalmeccanici della provincia sciopereranno per ottenere un contratto che garantisca aumenti salariali adeguati a tutelare il potere d’acquisto. Da quattro mesi Federmeccanica rifiuta il confronto e continua a ignorare le richieste dei lavoratori. Non ci fermeremo il 28 marzo: se la controparte non tornerà a negoziare, continueremo la mobilitazione, anche se ciò comporta sacrifici per i lavoratori. Invitiamo istituzioni, studenti, pensionati e associazioni a unirsi a noi: il rinnovo del CCNL è cruciale non solo per l’industria metalmeccanica, ma per l’intero panorama contrattuale italiano.”
