
Venezia, 18 marzo 2025 – Con 22 milioni e 737 mila presenze turistiche nel 2024, il litorale dell’Alto Adriatico – che comprende Cavallino, Bibione, Jesolo, Caorle ed Eraclea – conferma il proprio ruolo di primo piano nel panorama turistico nazionale. Il dato è in linea con il record dell’anno precedente, a testimonianza di una costante attrattività della destinazione.
Crescita nei mesi di spalla: il turismo si allunga oltre l’estate
Se la stagione estiva (maggio-settembre) ha registrato 21 milioni e 590 mila presenze (+0,1%), una delle tendenze più significative è l’andamento positivo dei mesi primaverili e autunnali. Con 1 milione e 147 mila presenze fuori dall’alta stagione, si conferma un progressivo allungamento del periodo turistico, nonostante un lieve calo rispetto al 2023 (-4,1%).
L’analisi della Fondazione Think Tank Nord Est, che ha studiato i flussi turistici dell’area negli ultimi 25 anni, evidenzia un’evoluzione importante: dal 1999 al 2016, solo una volta il turismo in bassa stagione aveva superato il milione di presenze (nel 2007), mentre dal 2017 tale soglia è stata oltrepassata con costanza, ad eccezione del biennio pandemico 2020-2021.
Alta stagione: maggiore distribuzione dei flussi tra maggio e settembre
Negli ultimi due anni si è assistito a una diversa distribuzione del turismo estivo. Rispetto al periodo 1999-2019, le presenze sono aumentate del 40% a maggio e del 25% a settembre, mentre nei mesi centrali dell’estate si registrano variazioni minime: giugno +3%, luglio -1%, agosto -3%. Complessivamente, il periodo maggio-settembre ha generato oltre un milione di presenze in più rispetto alla media storica.
I dati evidenziano anche un forte incremento nei mesi primaverili e autunnali: aprile +37%, marzo +11%, ottobre +95%, novembre +20%. Molto positivi anche i numeri del periodo natalizio, con dicembre a +120% e gennaio a +27%.
Le prospettive: investire nella destagionalizzazione
Secondo Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est, questi risultati confermano la qualità dell’ospitalità turistica dell’Alto Adriatico e l’efficacia degli investimenti pubblici. “Le opportunità di crescita più interessanti riguardano la primavera e l’autunno, periodi chiave per la competitività e la sostenibilità del turismo costiero ed entroterra” afferma Ferrarelli.
Per consolidare questa tendenza, il presidente suggerisce progetti territoriali ambiziosi: “Bisogna intercettare nuovi target di turisti, rilanciando i collegamenti via mare e integrando le offerte con il cicloturismo, le esperienze culturali e le visite naturalistiche.”
L’Alto Adriatico si conferma dunque non solo una destinazione leader nel turismo balneare, ma anche un’area con grandi potenzialità di sviluppo in chiave sostenibile e destagionalizzata.
