HomePausa CaffèDomenica alle 10 la cerimonia commemorativa al Bosco delle castagne

Domenica alle 10 la cerimonia commemorativa al Bosco delle castagne

Domenica 9 marzo alle ore 10, presso la stele commemorativa del Bosco dellecastagne, sull’altura a Nord della città, si terrà la cerimonia per ricordare i giovani partigiani che furono impiccati, per rappresaglia dai nazisti.

Questi i loro nomi: Pasi Mario (Montagna), Santomaso Giuseppe (Franco), Bortot
Francesco (Carnera), Boni Marcello (Nino), Bertanza Pietro (Portos), Como Giuseppe
(Penna), Fiabane Ruggero (Rampa), Cibien Giovanni (Mino), Candeago Giovanni
(Fiore), Ioseph, soldato francese sconosciuto. La lapide che ne riporta i nomi recita la
frase “Amarono la libertà più che la vita”.

Alle 10.00 ci sarà la messa con gli onori ai Caduti, l’alzabandiera e la posa di
una corona d’alloro, alla presenza delle autorità, del gonfalone della Città di Belluno,
di quelli di altri Comuni, delle associazioni combattentistiche e delle molte persone
che ogni anno partecipano alla Cerimonia. Dopo l’intervento del vicesindaco Paolo
Gamba, l’orazione ufficiale sarà tenuta da Renzo Savini, presidente dell’ANPI di
Ravenna. Parteciperà anche il Coro della Casa dei Beni comuni.
La cittadinanza è invitata a prendere parte.
Il programma della cerimonia è stato predisposto in collaborazione con ANPI, FIVL e
ISBREC.

 

I fatti

Il 7 marzo 1945 al poligono di tiro di Mussoi (Belluno) un ordigno piazzato dai partigiani provocò la morte di un ufficiale, due sottufficiali ed un militare tedesco, oltre a 14 militari feriti e altri 4 poi deceduti a seguito delle ferite. Il 10 marzo, per rappresaglia, il maggiore Schroeder comandante del battaglione omonimo formato da altoatesini si fece consegnare 10 partigiani detenuti nelle celle allestite dalle SS nella caserma “D’Angelo” di Belluno. Ne voleva uccidere 50, ma il tenente Georg Karl comandante della Gestapo di Belluno gliene concesse 10. Che vennero condotti al Bosco delle Castagne e lì impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà. In quel triste giorno del 1945 si contano però 11 vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona, rientrati in caserma provvidero a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime.

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