
Nel novembre del 1968, durante il XXX Congresso nazionale del Partito Repubblicano Italiano, Ugo La Malfa, leader di spicco del liberalismo progressista italiano, pronunciò un discorso destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia politica del nostro Paese. Quelle parole, dense di pragmatismo e visione, restano oggi di straordinaria attualità, soprattutto per chi crede nella possibilità di riformare la società a partire dai suoi modelli esistenti, senza cadere nelle tentazioni dell’ideologia astratta o del populismo reazionario.
La Malfa invitava a non opporsi in modo aprioristico alla società del benessere e dei consumi, ma a criticarne gli squilibri. La sua critica era rivolta a una società in cui i consumi individuali prevalgono sui bisogni collettivi e in cui il potere è gestito in forme autoritarie, quasi feudali. Questo richiamo a un equilibrio tra i diritti individuali e le necessità della comunità rappresenta una lezione preziosa, oggi più che mai, in un’epoca in cui la polarizzazione politica tende a creare fratture insanabili.
L’eredità intellettuale di Ugo La Malfa deve essere un invito a costruire una politica di sinistra – o, più in generale, una politica progressista – che non si limiti a contrapporsi al sistema con proposte vaghe o utopistiche. Al contrario, proponeva di partire dal modello esistente, riconoscendone pregi e difetti, per avviare un processo di riforma capace di delineare una nuova società.
Questo approccio riformista è particolarmente importante per i liberali democratici, che devono trovare un equilibrio tra le esigenze del mercato e quelle dello Stato sociale. La Malfa ci insegna quindi che il progresso non può essere il frutto di slogan o promesse irrealizzabili, ma deve nascere dalla capacità di incidere sulle strutture esistenti, trasformandole gradualmente attraverso politiche mirate e responsabili.
Ecco quindi che le parole di La Malfa trovano eco anche nelle battaglie che portiamo avanti oggi come Generazione Europa Liberali e Democratici Bellunesi.
Le nostre sfide sono molteplici: dalla necessità di un welfare più equo ed efficace, alla tutela dell’ambiente, alla creazione di infrastrutture che favoriscano uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
Riformare il presente senza distruggere il passato, bilanciare il consumo individuale con i bisogni collettivi e contrastare le derive autoritarie restano obiettivi centrali per chiunque voglia costruire una società più giusta e democratica. È necessario ispirarsi al metodo di La Malfa, basato su un pragmatismo intelligente e su una visione che non rinuncia ai propri ideali ma li rende concretamente applicabili.
Noi Riformisti in un periodo in cui le democrazie liberali sono sotto pressione e i populismi minacciano di erodere le conquiste sociali e civili degli ultimi decenni, dobbiamo riconoscere il discorso di Ugo La Malfa come un invito a recuperare una politica della responsabilità. Non c’è spazio per il dilettantismo o l’improvvisazione: il cambiamento vero nasce da una lucida analisi dei problemi e dalla capacità di individuare soluzioni realizzabili.
Come La Malfa, crediamo – come Liberali e Democratici – che il futuro debba essere costruito con strumenti concreti, capaci di rispondere alle sfide del presente senza cedere a nostalgie del passato o fantasie irrealizzabili. Questo è il messaggio che Generazione Europa vuole portare avanti, convinta che le radici della nostra storia politica possano offrirci lezioni preziose per affrontare le sfide di oggi e di domani.
Ugo La Malfa non è solo una figura del passato, ma una guida per il futuro. La sua lezione resta viva e rappresenta un faro per chiunque creda che la politica sia, prima di tutto, servizio, visione e capacità di costruire un mondo migliore. Dobbiamo costruire un’ alternativa Riformista, Democratica, Liberale per un futuro più prospero.
Luigi Filippo Daniele



