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Il Riformismo in Ugo La Malfa  *di Luigi Filippo Daniele

Luigi Filippo Daniele

Nel novembre del 1968, durante il XXX Congresso nazionale del Partito Repubblicano Italiano, Ugo La Malfa, leader di spicco del liberalismo progressista italiano, pronunciò un discorso destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia politica del nostro Paese. Quelle parole, dense di pragmatismo e visione, restano oggi di straordinaria attualità, soprattutto per chi crede nella possibilità di riformare la società a partire dai suoi modelli esistenti, senza cadere nelle tentazioni dell’ideologia astratta o del populismo reazionario.

La Malfa invitava a non opporsi in modo aprioristico alla società del benessere e dei consumi, ma a criticarne gli squilibri. La sua critica era rivolta a una società in cui i consumi individuali prevalgono sui bisogni collettivi e in cui il potere è gestito in forme autoritarie, quasi feudali. Questo richiamo a un equilibrio tra i diritti individuali e le necessità della comunità rappresenta una lezione preziosa, oggi più che mai, in un’epoca in cui la polarizzazione politica tende a creare fratture insanabili.

L’eredità intellettuale di Ugo La Malfa deve essere un invito a costruire una politica di sinistra – o, più in generale, una politica progressista – che non si limiti a contrapporsi al sistema con proposte vaghe o utopistiche. Al contrario, proponeva di partire dal modello esistente, riconoscendone pregi e difetti, per avviare un processo di riforma capace di delineare una nuova società.

Questo approccio riformista è particolarmente importante per i liberali democratici, che devono trovare un equilibrio tra le esigenze del mercato e quelle dello Stato sociale. La Malfa ci insegna quindi che il progresso non può essere il frutto di slogan o promesse irrealizzabili, ma deve nascere dalla capacità di incidere sulle strutture esistenti, trasformandole gradualmente attraverso politiche mirate e responsabili.

Ecco quindi che le parole di La Malfa trovano eco anche nelle battaglie che portiamo avanti oggi come Generazione Europa Liberali e Democratici Bellunesi.
Le nostre sfide sono molteplici: dalla necessità di un welfare più equo ed efficace, alla tutela dell’ambiente, alla creazione di infrastrutture che favoriscano uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Riformare il presente senza distruggere il passato, bilanciare il consumo individuale con i bisogni collettivi e contrastare le derive autoritarie restano obiettivi centrali per chiunque voglia costruire una società più giusta e democratica. È necessario ispirarsi al metodo di La Malfa, basato su un pragmatismo intelligente e su una visione che non rinuncia ai propri ideali ma li rende concretamente applicabili.

Noi Riformisti in un periodo in cui le democrazie liberali sono sotto pressione e i populismi minacciano di erodere le conquiste sociali e civili degli ultimi decenni, dobbiamo riconoscere il discorso di Ugo La Malfa come un invito a recuperare una politica della responsabilità. Non c’è spazio per il dilettantismo o l’improvvisazione: il cambiamento vero nasce da una lucida analisi dei problemi e dalla capacità di individuare soluzioni realizzabili.

Come La Malfa, crediamo – come Liberali e Democratici – che il futuro debba essere costruito con strumenti concreti, capaci di rispondere alle sfide del presente senza cedere a nostalgie del passato o fantasie irrealizzabili. Questo è il messaggio che Generazione Europa vuole portare avanti, convinta che le radici della nostra storia politica possano offrirci lezioni preziose per affrontare le sfide di oggi e di domani.
Ugo La Malfa non è solo una figura del passato, ma una guida per il futuro. La sua lezione resta viva e rappresenta un faro per chiunque creda che la politica sia, prima di tutto, servizio, visione e capacità di costruire un mondo migliore. Dobbiamo costruire un’ alternativa Riformista, Democratica, Liberale per un futuro più prospero.

Luigi Filippo Daniele