
Borgo Valbelluna, 8 febbraio 2025 – Alle ore 8.30 di oggi, i ragazzi delle classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado di Lentiai sono saliti entusiasti sul pullman scolastico e, con la solita allegria che contraddistingue gli adolescenti, per recarsi all’incontro con Daniele Matterazzo. All’iniziativa promossa da Camminando, intervengono anche i ragazzi delle classi omologhe del plesso di Mel.
Daniele Matterazzo è giovane atleta di Legnaro (Padova), che conduce una normale vita lavorativa, ma è noto soprattutto come guida ambientale ed escursionistica oltre che viaggiatore camminatore con disabilità fisica. All’età di 14 anni, infatti, un brutto incidente in motorino gli compromette l’uso del braccio e della mano sinistra. E’ l’inizio di un viaggio dentro se stessi che lo porta dal considerare la sua disabilità come un macigno nerastro, alla consapevolezza di una vita che, seppur “trasformata”, può essere energizzante e soddisfacente. Questo percorso di rinascita ha il suo momento topico nel Cammino di Santiago, intrapreso quasi per sopravvivenza, dopo aver visto in televisione il film The Way (regia di Emilio Estevez). In seguito, si succedono altre imprese, come il percorrere, rigorosamente in solitaria, la Via Francigena (dal Passo di San Bernardo a Roma), Parigi – Padova nel 2023, o lo Iceland Traverse nel 2024. Egli si porta sempre dietro quella difficoltà fisica che però, a poco a poco, diventa risorsa e motivo di fiducia in se stessi e nella vita.
Svoltasi in collaborazione con il festival Camminando. Esperienze, sensazioni, emozioni, questa promettente occasione è inserita nell’ambito del progetto scolastico “Integralmente Sport e Cultura”.
In classe, con la guida della docente di educazione fisica, gli studenti hanno preso informazioni su molti atleti diversamente abili che stanno dimostrando grinta e passione, collezionando una vittoria dietro l’altra. Hanno perciò già constatato come la disabilità costituisca un ingrediente che non penalizza l’entusiasmo di fare sport.
Eppure, ascoltando il camminatore padovano, non sono stufi, non si sentono “già informati su tutto”, ma interessatissimi e seguono con ammirazione le varie vicissitudini raccontate da Matterazzo. A dir la verità, li ha proprio conquistati, forse perché immedesimati in un certo senso in lui che, francamente, si è presentato come uno studente che aveva difficoltà a stare con i piedi sotto i banchi: “le mie materie preferite erano due: l’educazione fisica e il guardare fuori dalla finestra”. L’empatia si toccava con mano quando Daniele ha raccontato dell’incidente accadutogli e le sue perplessità, le sue delusioni e il suo sentirsi sempre inadatto; fanno presa sui ragazzi anche la paura di incontrare l’orso polare all’ Artic Circle Trail (2024) o la bici riadattata alle necessità del percorso intrapreso, oppure il cibo liofilizzato preparato poco prima di partire.
Al motto di “la vita non si sceglie. Si vive”, il trentaquattrenne campione sprona i ragazzi ad avere fiducia in se stessi, a non chiudersi in casa, ma ad uscirvi perché l’outdoor profuma di meraviglia e benessere per mente e corpo. Vivere esperienze pratiche ed emozionanti è una sorta di panacea per tutti i mali. .
Ma cosa farne dei benefici trovati con queste esperienze? Al rientro da Santiago de Compostela, dopo un periodo di riposo, lo sportivo decide di ricambiare a modo suo coloro che lo hanno sostenuto durante la cura e la lunga riabilitazione. Diventa così un fundreiser sportivo, unendo alle sue avventure “salutari” in solitaria una raccolta fondi a scopo umanitario.
Con un applauso scrosciante si conclude l’intervento del camminatore padovano. Le domande si fanno sempre più numerose, calzanti e pertinenti. Appare chiaro che questa testimonianza di inclusione sportiva e solidale ha appassionato il giovane pubblico intervenuto. Divertente ma formativo il momento in cui alcuni volontari, su richiesta di Matterazzo, hanno provato ad allacciarsi le scarpe con una mano sola.
Alle 11, chi a piedi e chi in pulmino, si rientra in classe con tanti commenti da condividere con i docenti in servizio. Incoraggiante, a detta di un insegnante, capire come quella testimonianza sia stata loro un esempio pratico di vita da vivere appieno. Alcuni si sono ricordati di quanto aveva condiviso pochi attimi fa il camminatore: “Nel camminare verso Santiago ho visto un albero che quasi mi assomigliava. Un evento traumatico lo aveva scalfito, strappandogli quasi completamente un grosso ramo. Però la pianta continuava a vivere, fiducioso nel futuro e quel ramo diventava un valora aggiunto, non una condanna”. Lo sport forse è uno strumento privilegiato per cercare di scoprire e scoprirsi ed andare avanti con passione e vitalità.
Prossime mete per il 2025 l’Ironman 70.3 e il Crossing Serek. Forza Daniele! Tifiamo per te!
