Non si sono ancora spenti i riflettori sull’ennesimo medico che se ne va e del nuovo bando di concorso per l’assunzione del nuovo Direttore del CSM – Centro salute Mentale dell’Ospedale S.Maria del Prato di Feltre, che già sono arrivate allarmanti notizie ai tanti familiari che hanno i loro cari in Cura per la salute mentale.
Se è vero che anche l’unica psichiatra a tempo pieno se ne andrà a marzo…. allora siamo alla frutta!!
Ad andarsene non è più solo “chi può” ma anche chi “non ne può più” … e noi utenti con loro!
Questa dottoressa, arrivata nell’ottobre 2022 come specializzanda, andava già a coprire i “buchi” lasciati da altri tre psichiatri.
Noi utenti e ancora prima cittadini che, onorando i propri impegni verso lo Stato e la società, vogliamo essere ripagati nei servizi essenziali e fra questi c’è la SANITA’. Non c’è poi Salute senza Salute Mentale!
Non possiamo più aspettare!
La psichiatria di Feltre c’è ed esiste perchè ci sono malati che hanno bisogno di essere curati, così come qualsiasi altro reparto e conseguente malattia.
Forse ce ne occupiamo poco, ci fa paura e preferiamo rimanerne “fuori” , ma invece tutti e tutte possiamo avere bisogno dei servizi che se ne occupano!
Lo abbiamo sempre detto : parliamo di una malattia che si manifesta ad ogni età , senza distinzione di genere, di vari stadi, e che richiede equipe e bravi medici (psichiatri inclusi) .
Per questo affermiano che se non si ha il coraggio di scrivere REPARTO CHIUSO, quel reparto e i suoi servizi devono funzionare e devono porre al centro il malato!
Medici e personale sanitario stanchi, poi, non possono lavorare bene con pazienti “ancora più stanchi” (talvolta di vivere!).
Quando la ULSS1 Dolomiti perde un operatore sanitario (questo – dal 2023 è il 3° psichiatra in pochi mesi a Feltre, ma altri psichiatri se ne sono andati via dagli altri Ospedali bellunesi) per DIMISSIONI VOLONTARIE, causa trasferimento nel privato o in altra struttura pubblica, non ci si può appellare al “ tutti utili e nessuno indispensabile” perchè i sanitari che svolgono professioni di servizio, sono da un lato lavoratori e lavoratrici ESSENZIALI a cui si toglie adeguato riconoscimento sociale ed economico e dall’altra sono indspensabili per le terapie. E’ poi necessaria la loro presenza continua soprattutto quando lavorano con malati la cui diagnosi porta a cure protratte per molto tempo (e a volte non si arriva alla guarigione) .
Azioni di miglioramento sono possibili anche da dentro affinchè il personale sanitario scuota la politica!
Accanto – come sempre – avranno noi utenti e le persone di questa provincia.
La preoccupazione dei familiari delle persone con problemi mentali nasce anche dal fatto che le informazioni non vengono condivise con loro e, anzi, le apprendono dai giornali e non dai responsabili del servizio. Questo modo di fare mina la fiducia che dovrebbe essere fondamentale in un settore così delicato e fragile.
Lanciamo così un appello “TUTTI UTILI E TUTTI INDISPENSABILI “ e l’INVITO ad essere presenti per un breve flash mob Al nuovo ingresso dell’Ospedale S.Maria del P. di Feltre
VENERDI’ 7 FEBBRAIO ALLE ORE 08.00.
Estendiamo l’invito anche agli utenti, familiari e comitati presenti in provincia, affinchè davanti ai CSM di Agordo, Belluno e Pieve di Cadore si faccia lo stesso presidio !
Per chiedere :
– A Feltre, alla dottoressa dimissionaria di ritornare sui sui passi
– Ai Sindaci e alla Conferenza dei Sindaci di preoccuparsi del tema
– Alla Dirigenza ULSS1 e ai Dirigenti e Funzionari di prendere in mano questo disagio crescente di mancati servizi per la Salute Mentale (non solo a Feltre ma anche in tutta la provincia di Belluno).
Tutto non si risolve con l’equipe (lavoro meraviglioso che va costruito e coltivato) e ancora meno – per quanto riguarda la psichiatria – con l’uso della sola telemedicina: il corpo di una persona in difficoltà anche mentale, se visto nella sua interezza, rivela ciò che sta succedendo; una visita accurata in studio e per i tempi necessari può permettere di fare diagnosi.
Non possiamo più aspettare che, come succede sempre più spesso, che una ragazza di 20 anni ,a seguito di una crisi depressiva (come è successo nei giorni scorsi di nuovo in provincia) , arrivi a “spegnere la luce” per sempre . Anche lei era UTILE E INDISPENSABILE.
Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute
Giù le mani dalla Sanità bellunese


