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Ambiente. Cristina Guarda (Verdi/ALE): «Lobby industriali e Pfas, il vero scandalo a Bruxelles»

Cristina Guarda, eurodeputata

25 gennaio 2025 – «Negli ultimi giorni, la destra ha cercato di gettare ombra sui fondi europei destinati alle associazioni ambientaliste, definendoli “occulti” e parlando di uno “scandalo”. Tuttavia, la vera questione è un’altra: le potenti lobby industriali che difendono i veleni, come i Pfas, rappresentano la reale minaccia per la democrazia europea. Ed è questo il vero scandalo, scoperchiato dal Forever Lobbying Project grazie al lavoro di 46 giornalisti, che hanno passato al setaccio oltre 14.000 documenti inediti. Dall’inchiesta emerge che nel solo 2023 le aziende chimiche hanno aumentato i fondi per il lobbying del 34%. E una multinazionale come DuPont ha raddoppiato il proprio budget».

Così Cristina Guarda, deputata dei Verdi al Parlamento europeo, in una nota a commento dei presunto scandalo sui “fondi green” dell’Unione europea. «Questi fondi, come quelli del programma LIFE, sono tra i più trasparenti e rigorosamente rendicontati. Dal 1992, LIFE ha sostenuto oltre 5.500 progetti in tutta Europa, contribuendo a salvare aree naturali e a promuovere la transizione ecologica. Dove sarebbe lo scandalo?», aggiunge l’eurodeputata.

«Le lobby industriali, invece, agiscono nell’ombra, influenzando il processo decisionale e rallentando norme cruciali come la Nature Restoration Law. Sono a loro a dover essere fermate. Le grandi aziende e le associazioni di categoria, specie nel settore della plastica, utilizzano metodi di disinformazione e pressione già visti con il tabacco e i combustibili fossili», prosegue Guarda. «Nel 2024, l’Unione europea ha destinato 700 milioni all’intero programma LIFE. Nello stesso anno, le lobby industriali hanno speso più di un miliardo per difendere interessi privati, inquinando il processo democratico. Dobbiamo proteggere la nostra democrazia e sostenere il cambiamento necessario per affrontare la crisi climatica», conclude Guarda.