
Continuano i lavori per garantire la sicurezza dell’abitato di Perarolo di Cadore, minacciato dalla frana della Busa del Cristo e da potenziali rischi idraulici sul torrente Boite. Gli interventi, che complessivamente ammontano a 7,5 milioni di euro, sono stati finanziati dalla Regione Veneto e sono gestiti dal Genio Civile e da Veneto Strade.
Per quanto riguarda i lavori a cura del Genio Civile di Belluno, l’intervento si concentra sul ripristino delle briglie e controbriglie lungo il Boite e su altre opere di mitigazione del rischio idraulico nel nodo critico di Perarolo. Questi lavori, per un valore di 4 milioni di euro, hanno subito ritardi a causa di un Accertamento Tecnico Preventivo deciso dal Tribunale di Belluno, avviato su ricorso di una ditta che gestisce alcune centraline idroelettriche presenti nell’area dei lavori. La vicenda, conclusasi a settembre 2024, ha stabilito che i danni lamentati dalla ditta non erano riconducibili ai cantieri del Genio Civile. Con il via libera, i lavori sono ripresi alla fine di settembre 2024, ma sono stati sospesi a metà dicembre per condizioni meteo avverse. La ripresa è prevista nelle prossime settimane e si punta a concludere il cantiere entro l’estate 2025, salvo imprevisti.
Parallelamente, Veneto Strade coordina un secondo intervento mirato alla ricostruzione delle opere di sostegno dell’argine destro del Boite per un tratto di circa 200 metri. Il progetto prevede la demolizione di strutture esistenti e la costruzione di un nuovo muro in cemento armato rivestito in pietrame, con l’aggiunta di colonne in jet-grouting per proteggere l’argine dall’erosione. Inoltre, verrà realizzato un materasso in massi legati di 5 metri di larghezza e 2 di profondità lato fiume. Il costo di questo intervento è di 3,5 milioni di euro, che si sommano ai precedenti 1,2 milioni spesi per opere di somma urgenza. Dopo il completamento del progetto e i necessari passaggi in conferenza di servizi, il cantiere aprirà il 3 febbraio 2025, con conclusione prevista per l’estate 2026.
Questi interventi rappresentano un passo cruciale per la tutela del territorio e della comunità di Perarolo di Cadore, in un’area storicamente esposta a rischi idrogeologici.


