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La leggenda del carro armato nascosto in Nevegal

Sarebbe accaduto durante la Seconda guerra mondiale. La provincia di Belluno con provvedimento del 10 settembre del 1943, in vigore dal 18 settembre, era sotto il dominio tedesco del Terzo Reich (insieme alle province di Trento e Bolzano, Operationszone Alpenvorland – O.Z.A.V.), con a capo Franz Hofer, commissario supremo o Gauleiter con pieni poteri.

In provincia di Belluno nacquero varie formazioni partigiane in opposizione all’occupazione tedesca. Ebbene, secondo una leggenda, poiché non c’è documentazione certa che lo provi, dei partigiani sarebbero riusciti ad impossessarsi di un carrarmato tedesco che avrebbero nascosto in Nevegal. Se escludiamo i carri armati pesanti Panzer 3, Panzer 4 e il famoso Tiger che non arrivarono nelle nostre zone, rimangono i carri armati leggeri Panzer 1 e Panzer 2 che però vennero impiegati in Polonia, Francia e nei Balcani.

E’ più probabile quindi, volendo assecondare tale leggenda, che si trattasse del veicolo corazzato leggero tedesco Sd.Kfz. 222. Un mezzo da ricognizione della Wehrmacht impiegato in Italia e nei Balcani dal 1943 al 1945 nelle operazioni di occupazione e contrasto alle formazioni partigiane.

Il Leichter Panzerspähwagen Sd.Kfz. 222, così si chiamava il veicolo, prodotto dal 1937 al 1943 in circa 1800 esemplari, era dotato di un cannone da 20 mm con 200 munizioni e da una mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm coassiale con 1000 colpi. Il mezzo, con corrazzatura frontale di 14,5 mm., laterale di 8 mm. e posteriore di 5 mm. pesava 4.2 tonnellate ed era spinto da un motore Motore Horch V8 a benzina da 3,5 litri poi aumentato a 3,8 litri che erogava una potenza di 90 CV a 3.600 giri/min. Aveva un cambio manuale di 5 marce oltre alla retromarcia con trazione integrale e poteva raggiungere gli 80 km/h su strada e 40 km/h su terreno accidentato, con un’autonomia di circa 300 km su strada e 180 km su fuori strada.

Non dovrebbe essere molto difficile per un satellite individuare con precisione il carrarmato. Ce ne sono centinaia in orbita che dall’inizio della guerra in Ucraina, ad esempio, una volta al giorno controllano gli spostamenti di veicoli ed eserciti, e sono utilizzati anche alle associazioni umanitarie per evacuare i civili.