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Sala intitolata al prof. Bartolomeo Zanenga e Sala Bianchi intitolata a Eliseo Dal Pont. Lettera aperta al sindaco di Belluno

Egregio Signor Sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin

nei giorni scorsi si è tenuta a Palazzo Crepadona di Belluno una riuscita manifestazione per l’intitolazione di una sala in memoria del Prof. Bartolomeo Zanenga, personaggio illustre e noto, nel Bellunese e non solo, per le sue ricerche storico-letterarie e per la sua attività politica e militare.

Probabilmente a causa dell’infelice scelta dell’orario prescelto per l’evento, i relatori non hanno avuto la possibilità di accennare con sufficiente compiutezza ai numerosi aspetti dell’ intensa e lodevole vita vissuta dal Prof. Zanenga, dimenticando la sua appartenenza al Rgt. Arditi Paracadutisti nel 1943, all’eroica difesa di Roma nel 1944, alla resa concessa con gli Onori delle armi al suo reparto il 5 maggio 1945 e, soprattutto, alle sofferenze patite nel campo di concentramento americano di Coltano di Pisa in compagnia del grande poeta Ezra Pound. Certamente impossibile sarebbe invece stato dedicare uno spazio sufficiente alla Sua attività letteraria che non poco riguardo ha dedicato alla sua “Piccola patria” bellunese.

Nel corso della riuscita manifestazione, alla quale ho avuto l’onore di partecipare, ho avuto modo di raccogliere alcuni commenti di persone presenti che non hanno potuto non accostare l’omaggio decretato a questo illustre bellunese con il permanere nel Comune da lei gestito di una sala dedicata dalle precedenti amministrazioni ad un personaggio di differente vaglia.

Il riferimento è a quella “Sala Bianchi” dedicata molti anni fa a certo Eliseo Dal Pont, partigiano, colpevole e pubblicamente reo confesso dell’accertato massacro di centinaia di militari prigionieri, civili e donne incinte nelle stragi di Lamosano, Cansiglio (BL) e Valdobbiadene (TV) durante la guerra e oltre, crimini ai quali fu messa fine solo dopo l’intervento delle autorità militari americane, come ho già documentato nelle mie ricerche storiche.

Lei intuirà, Signor Sindaco, che quella sala intitolata ad un assassino, che già molte proteste ha sollevato nel passato, non è da mettersi in relazione a scontri o simpatie politiche, ma al permanere di una situazione di illegalità dal momento che l’esaltazione della figura e delle gesta di un criminale di guerra, seppur condita da ipocriti e demagogici richiami alla democrazia, alla libertà e alla Costituzione, rappresentano un palese reato punibile ai sensi delle vigenti leggi.

Mi auguro e Le chiedo, soprattutto e anche a nome di molti parenti in vita delle vittime di quelle stragi, che la Sua Amministrazione voglia provvedere ad eliminare una stortura che non rende omaggio né alla decenza né alla Storia.

RingraziandoLa per avermi letto, voglia gradire i miei più distinti ossequi.

Antonio Serena

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