La storia degli ultimi 60 anni del Gruppo alpini di Salce “Generale Pietro Zaglio” e la vita della periferia bellunese raccontata per immagini, con episodi di quella generazione che ha ricostruito l’Italia dalle macerie della Seconda guerra mondiale. Un nome per tutti, Mario Dell’Eva, giornalista, socio fondatore del Gruppo e artefice del periodico trimestrale “Col Maor” che ha diretto per una quarantina d’anni.
Il libro è stato curato dal consigliere del Gruppo Michele Sacchet, con l’organizzazione generale del consiglio direttivo del Gruppo, e sarà presentato il prossimo fine settimana, sabato 26 ottobre con inizio alle 20:30 al Teatro Comunale di Belluno nel corso della serata condotta da monsignor Bruno Fasani, già direttore del giornale dell’Ana “L’Alpino”.
“60 anni di alpinità” con sottotitolo “Anniversario dalla fondazione, 1964 2024 – Salce, i volti i luoghi, la vita, gli alpini”, il libro, dato alle stampe grazie alla generosità degli sponsor, apre con la prefazione dello stesso Sacchet, alla quale seguono i messaggi di auguri per il 60mo del Gruppo, delle autorità, il presidente della Provincia Roberto Padrin e il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, con gli interventi del presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero, del presidente di Sezione Lino De Prà e del capogruppo di Salce Stefano Brancher.
Sfogliando le pagine del libro troviamo le foto storiche in bianco e nero della frazione di Salce, con riferimenti ai ritrovamenti di reperti archeologici del periodo neo-eneolitico di circa 4000 anni fa, l’antica strada romana Feltria-Bellunum, il patriota e pittore Luigi Speranza (Salce (Belluno) 1819 – 1879), le fotografie delle ville, delle case padronali e dei rustici del paese. Del secolo scorso sono riportati i vari episodi storici, sempre legati alla frazione di Salce e dintorni. Come l’inaugurazione nel 1934 della casa dell’Opera Nazionale Dopolavoro in località San Fermo con la visita del ministro dell’Educazione nazionale Ercole e le visite di Achille Starace, segretario del Partito nazionale fascista e nel 1923 la prima visita di Benito Mussolini a Belluno seguita da quella del 1938. Non potevano mancare le immagini festose delle adunate, ma anche l’impegno nel sociale e l’attività del gruppo di protezione civile. E altro ancora, in questo album di ricordi di come eravamo e di come siamo.
