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Online il progetto Filò Ladin, che riunisce 13 musei e Istituzioni locali. Coinvolte le scuole grazie all’adozione del metodo Clil

Belluno, 18 ottobre 2024 – Oggi, è stato ufficialmente presentato il progetto Filò Ladin, promosso dall’amministrazione provinciale di Belluno nell’ambito della legge 482/1999 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”) e sviluppato in collaborazione con il Museo Dolom.it.

Il progetto, nato con l’obiettivo di raccontare la cultura ladina attraverso le varietà linguistiche ladine del Cadore, del Comelico, dell’Agordino e dello Zoldano, coinvolge attivamente 13 istituzioni, tra cui musei e Unioni ladine: il Comune di Val di Zoldo, il Museo del Ferro e del Chiodo, il Museo etnografico di Goima, il Museo Albino Luciani, l’Ecomuseo Valle del Biois, l’Union Ladina Val Biois, il Musla – Moviment de Union e Sensibilisazion Linguistica del Agordin, il Museo geologico di Agordo, l’Union Ladign da Selva, il Museo del Seggiolaio Gosaldo, l’Union Ladina del Cadore de Medo, la Magnifica Comunità di Cadore, e Algudnei – Spazi per la cultura ladina del Comelico.

«La vera ricchezza di Filò Ladin risiede nella preservazione e diffusione di una lingua che altrimenti rischierebbe di scomparire, insieme alla grande varietà, ma allo stesso tempo unità, di termini che comprende» spiegano Fabiana Fazzi, Giacomo Pompanin e Claudia Meneghetti, responsabili del progetto.

Sulla piattaforma https://museodolom.it/filo-ladin/ sono state raccolte numerose parole ladine, ciascuna associata a tradizioni, mestieri, piatti tipici, luoghi, abitazioni e persino fenomeni atmosferici che caratterizzano o hanno caratterizzato le vallate dell’Alto Bellunese. Ogni termine è accompagnato da fotografie, oggetti museali, racconti di vita e di comunità e file audio che ne riproducono la pronuncia corretta. A questo spazio digitale si accompagna un racconto social sulle pagine Instagram e Facebook di Museo Dolom.it, che ogni settimana condividono un nuovo termine.

L’idea alla base del progetto si ispira al termine filò, che indicava il momento della giornata in cui la comunità si riuniva attorno al larìn (focolare) per condividere storie ed esperienze. Filò Ladin mira a riproporre quella condivisione in chiave digitale, partendo proprio dagli aspetti linguistici.

METODO CLIL

La valorizzazione della cultura e della lingua ladina non si ferma qui. Nei mesi scorsi si è concluso il progetto strategico pluriennale “Plurilinguismo, interculturalità e metodologia Clil con il ladino”, presentato nell’ambito della programmazione strategico 2013-2018 del Fondo Comuni confinanti. La metodologia CLIL prevede l’insegnamento di alcune materie in una lingua straniera, e può essere adottata anche per il ladino, come avvenuto nell’ambito del progetto pluriennale, a cui hanno aderito diverse scuole nella parte alta della provincia. «In tal senso – spiegano i responsabili del progetto – “Filò Ladin” può diventare un utile strumento di base per gli insegnanti che intenderanno avviare in futuro corsi Clil in ladino».

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