È stata presentata oggi, martedì 15 ottobre, nella Sala Giunta del Comune di Belluno – alla presenza dell’Assessore alla Cultura Raffaele Addamiano, della stampa, e del co-direttore artistico di TIB Teatro Vassilij Gianmaria Mangheras, che firma unitamente a Daniela Nicosia, anche il format Giovedì Giovani H21 – la trentaduesima edizione di Comincio dai 3, stagione di teatro per le Nuove Generazioni 24-25.
In apertura l’Assessore ricorda che iniziative come questa, che puntano al coinvolgimento delle giovani generazioni e delle loro famiglie, fanno bene alla città, e ne sottolinea l’approccio poliedrico quanto a offerta e a messaggi, sottolineando che quando, come nel caso del Tib, competenza e passione si accompagnano questo rappresenta un valore aggiunto per il lavoro culturale.
Vassilij Mangheras illustra la stagione nel dettaglio, una stagione che si rivolge a più fasce di pubblico: scuole (dall’infanzia alle superiori) e famiglie (alla domenica pomeriggio) adolescenti, giovani e adulti (il giovedì sera: format Giovedì Giovani H21) con un’ampia offerta di spettacoli – tra cui il singolare progetto speciale per le scuole superiori di Teatro a scuola La chiave a Triangolo dedicato a Franco Basaglia nel centenario della nascita – e che si arricchisce quest’anno di corsi di formazione per insegnanti educatori e genitori, con formula intensiva nei weekend alla Casa delle Arti; corsi pomeridiani gratuiti di fotografia, creazioni installazioni artistiche, organizzazioni eventi culturali, sempre alla Casa delle Arti nell’ambito del progetto Creativity House, oltre alla scuola triennale di Teatro AttoZero per bambini, giovani e adulti, a testimoniare una progettualità e un impegno a tutto tondo, in particolare con e per i giovani, di Tib Teatro. Particolari le tematiche trattate dai differenti spettacoli della stagione, declinate in modalità diverse a seconda dell’età degli spettatori. Ecologia, lavoro, giustizia, diversità, accoglienza, relazioni sono i temi principali di questa trentaduesima edizione per la quale sono attualmente previste 27 repliche degli spettacoli in cartellone, destinate ad aumentare in considerazione delle tante richieste già pervenute dalle scuole che registrano il sold-out per alcuni spettacoli.
SCUOLE A TEATRO
In apertura di stagione il 13 e 14 novembre per le scuole primarie andrà in scena Jim e il pirata rivisitazione di Pandemonium Teatro del classico della letteratura per ragazzi “L’Isola del tesoro”. Il capolavoro di R.L. Stevenson è qui trasformato in azione e narrazione, immergendoci sapientemente attraverso la spasmodica ricerca della mappa del Capitano Flint e il celeberrimo rapporto tra il giovane Jim Hawkins e il contraddittorio e carismatico Long John Silver, in una grande e bellissima storia di formazione. In scena, un attore si prepara a raccontare la sua storia cantando un canto di mare. Un ultimo saluto al porto sicuro, e via. L’ancora si solleva, gocciolante e piena di alghe. Le catene cigolano, sciabordano le onde, il vento gonfia le vele, la terraferma è sempre più lontana… E la storia è quella di Jim Hawkins, un ragazzino che parte per un’avventura. Destinazione? Un’isola lontana e misteriosa, dove giace il tesoro del temibile pirata Flint. Il bottino di una vita di scorribande. Durante il viaggio Jim incontrerà personaggi indimenticabili, scoprirà il valore della libertà e imparerà a fidarsi di chi merita la sua fiducia. Un’avventura senza tempo, che racconta di mare e di vento, di gioia e di paura, di avidità e di coraggio.
A seguire, il 19 e 20 novembre, le scuole dell’infanzia potranno assistere allo spettacolo Punto e Punta, una divertente favola sul giorno e la notte, sulla convivenza tra diversi e il rispetto dell’altro, con burattini, pupazzi mossi a vista, videoproiezioni, dove non mancheranno momenti di partecipazione attiva da parte dei piccoli spettatori. Lo spettacolo ha vinto il “Premio Rosa d’Oro” al XXX Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi Città di Padova e il Primo Premio Festival “Briciole di Fiabe”, Arezzo 2012.
Per le scuole secondarie di primo grado il 27 e 28 novembre Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, compagnia d’eccellenza nel panorama teatrale italiano proporrà Il gioco dei destini scambiati. Partendo dalla “Repubblica” di Platone, lo spettacolo riprende la rappresentazione classica dell’aldilà e dell’assunzione del proprio destino come scelta e non come imposizione celeste. Centrali sono il tema del libero arbitrio e della predestinazione: quanto delle nostre azioni e della nostra vita è di nostra responsabilità e quanto siamo influenzati dalle condizioni in cui nasciamo e viviamo? In scena un sovrano, dopo una vita di conquiste, si prepara al suo ultimo giorno di vita. Al suo fianco c’è il più fedele dei suoi schiavi, ma quando si tratta di fare l’ultimo gesto, ovvero di mettere sotto la lingua del re la moneta che gli permetterà di pagarsi il viaggio nell’aldilà, lo schiavo aspetta. Aspetta, finché il re riapre gli occhi e, ritornato dal regno dei morti, racconta allo schiavo tutto quello che ha visto. In modo dinamico e divertente, lo spettacolo affronta il tema della giustizia e della tirannia, della libertà, della responsabilità e di come si resiste alla violenza.
Tra novembre e dicembre, per le scuole secondarie di secondo grado TIB Teatro in coproduzione con la compagnia Piccoli Principi proporrà La chiave a triangolo, un progetto speciale – nato a Belluno, presso la Casa delle Arti – dedicato a Franco Basaglia nel centenario della nascita, da realizzarsi a scuola per un massimo di due classi a replica. Per sei anni, dal 1975 al 1981, Alessandro Libertini – autore, regista e interprete di fama internazionale – ha insegnato educazione artistica nei corsi di Scuola Popolare dell’Ospedale Psichiatrico Chiarugi di Firenze, meglio conosciuto col nome di manicomio di San Salvi. Gli allievi erano pazienti dell’ospedale, uomini e donne di età compresa tra i sedici e gli ottant’anni, la maggior parte lungodegenti analfabeti o analfabeti di ritorno. Frequentare questi corsi dava loro la possibilità di ottenere un diploma di scuola elementare. Da questa straordinaria esperienza nasce l’idea dello spettacolo. Uno spettacolo che non si limita a raccontare i fatti che hanno caratterizzato quella singolare esperienza educativa, ma che vuole affrontare alcuni dei temi che l’hanno attraversata, tutti temi ancora oggi di grande attualità: il rapporto tra istituzione e malattia mentale, la criminalizzazione e l’idealizzazione del matto, l’attrazione e la repulsione per il diverso, i possibili confini tra normalità e follia, il delirio come fonte d’ispirazione artistica. Intrecciando diverse tecniche teatrali – teatro di narrazione, teatro d’oggetti, teatro dei burattini – lo spettacolo accosta parole a immagini visive e sonore con lo scopo di evocare argomenti ed atmosfere inerenti al tema della diversità. La chiave a triangolo si propone di fornire allo spettatore spunti di riflessione sul proprio personale rapporto col diverso, sulla propria personale anormalità, sulla propria parte di follia.
La programmazione per le scuole riprenderà poi il 4 e 5 febbraio con lo spettacolo per le scuole dell’infanzia Farfollie di Teatro dell’Argine, una storia fantastica con oggetti, disegni, magie di carta, proiezioni e giochi di colori, un affascinante e divertente spettacolo dai tre anni sulla creazione di farfalle, che incanterà i più piccoli. C’era una volta… niente. Ma proprio niente niente. Solo una pagina bianca. Un grande foglio vuoto.
Ma un bel giorno arrivarono i Disegnatori di Tutte le Cose e grazie alla loro immaginazione e alla loro fantasia iniziarono a creare. E crearono proprio tutto: i mari, le montagne, gli animali, gli alberi. Ma in particolare c’erano due Disegnatori che si erano messi in testa di creare gli insetti, con pezzi di carta, luci, fili, fogli, matite e tanta tanta voglia di giocare. Inventarono insetti striscianti, volanti, pungenti, insetti neri, colorati… insetti fantastici, insetti folli! E un bel giorno, quasi senza accorgersene, arrivò… una buona idea. Sembrava una follia. E invece… era una Farfollia. Colorata, libera, leggera. Da non poterla afferrare. Da lasciarla volare. C’erano una volta Una e Altro, due Disegnatori di Tutte le Cose che un bel giorno inventarono le Farfollie.
In scena per le scuole primarie l’11 e 12 febbraio Grogh, storia di un castoro trasposizione dell’omonimo romanzo di Alberto Manzi, che narra la storia di Grogh e della sua colonia di castori, delle sfide che quotidianamente questi piccoli roditori devono affrontare: costruiscono dighe per ripararsi dalle piene del fiume, e capanne per difendersi dalle bestie feroci. Ma di fronte al fuoco e al gelo, e al più implacabile dei predatori – l’uomo – al coraggioso Grogh non resta che mettersi alla guida del suo popolo per portarlo in salvo e liberarlo. Un’avventura, quella di Grogh, che ci parla di libertà, altruismo e coraggio, che racconta il sacrificio, lo spirito di gruppo e la resistenza, in una storia in difesa della natura e dei suoi abitanti.
Sarà di teatro civile la seconda proposta per le scuole secondarie di primo e secondo grado, il 13 e 14 febbraio, con Omertà, spettacolo di Barabao Teatro che è stato presentato anche al Senato della Repubblica. Omertà è un racconto, un viaggio attraverso l’intreccio di storie così incredibili da non poter sembrare vere, pur essendolo. Quattro vite, quattro persone che segnano la storia con le loro azioni. Giovanni Falcone, giudice di Palermo, ha come obiettivo di vita colpire il cuore, l’onore e le tasche di chi tiene sotto scacco la Sicilia e l’Italia intera. Tommaso Buscetta, il boss dei due mondi, facente parte della Mafia perdente, chiede di poter parlare proprio con il giudice per vendicare la morte dei suoi familiari, permettendo così a Falcone e al Pool Antimafia di poter istruire il Maxiprocesso alla Mafia, forse il più grande processo penale mai celebrato al mondo. Michele Greco, detto il Papa per le sue capacità di mediazione tra le famiglie mafiose. Totò Riina con la sua fame di arrivare, di comandare, di combattere tutti coloro che tentano di fermare la sua ascesa. Quattro personaggi che affrontano, percorrono e sviluppano la loro esistenza, nella quale il confine dall’essere vittime o carnefici è molto sottile. Una ricostruzione accurata in cui l’attore, Ivan Di Noia, passa da un personaggio all’altro con un cambio di giacca, dando vita a tutte le voci, a tutti gli interessi in gioco. Sfilano i noti e gli ignoti. Sullo sfondo del palcoscenico si muove lo Stato, nella sua doppia veste di chi lo sa servire, e di chi lo umilia con il compromesso. Uno spettacolo che tra spazio scenico, personaggi, stili, ritmo e immagini, in modo incisivo e diretto ridesta il ricordo dello spettatore che ha vissuto quel periodo storico, e risveglia un senso della memoria nel giovane spettatore, non presente all’epoca, arrivando quindi al cuore di tutti. Con un linguaggio teatrale pregnante, denso ed efficace quest’opera di teatro civile raccoglie la sfida di ridare vita alle parole di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”.
FAMIGLIE A TEATRO
La programmazione domenicale per le famiglie inizierà domenica 24 novembre con L’orso felice, spettacolo per tutti che nel 2023 ha vinto In-box verde ed è stato premiato come miglior spettacolo allo “Young & kids” FIT Festival di Lugano. L’Orso felice è un orso che ha nelle tasche (non sapete che gli orsi hanno le tasche?) un foglio. Questo foglio contiene una domanda: Tu sei me? e tre indizi: 1. sono un orso molto gentile, 2. sono un orso felice, 3. e sono anche molto bello. Da qui l’Orso Felice parte ad esplorare la Fantastica Foresta tra alberi che crescono se non li guardi e silenzi. Imparerà a riconoscere i diversi tipi di silenzio: il piccolo silenzio delle foglie, quello profondo della terra, l’antico silenzio degli alberi. Farà la conoscenza della Mucca Mollacciona e del Penultimo Pinguino, e scoprirà che è molto meglio annusare i fiori che contarli e che per andare avanti, certe volte, è anche necessario perdersi! Uno spettacolo che racconta ai più piccoli senza retorica, con leggerezza e poesia, una storia universale sulla ricerca dell’identità: ogni bambino è unico e guardandosi allo specchio può dire “questo sono io”, come l’orso felice.
Domenica 8 dicembre Teatro del Buratto e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia porteranno in scena Ti vedo. La leggenda del basilisco, dai 4 anni. In un tranquillo villaggio arriva una creatura terrificante e gli abitanti spaventati non vogliono più uscire di casa. Ma questa creatura è davvero un mostro o forse è solo incapace di cambiare la sua natura? Forse, inconsapevole di come gestire il suo potere, ne è imprigionato. Solo un bimbo, curioso e incauto, osa incontrare il Basilisco, protagonista terribile e mortale di molte leggende. Tra il piccolo eroe e il mostro nascerà un’amicizia. Attraverso la conoscenza, il coraggio, l’incontro e anche un pizzico di magia, si troverà una nuova soluzione ad una vecchia leggenda. Un bellissimo abito-fiaba, indossato dagli attori e abitato da pupazzi animati costituisce l’imponente singolare scenografia in cui si dispiega la storia narrata dagli attori-animatori all’interno di questa suggestiva montagna di stoffa rossa che occupa l’intero palcoscenico!
Dopo la pausa natalizia gli appuntamenti con le domeniche a teatro riprenderanno il 19 gennaio con il ritorno a Belluno di un’altra storica compagnia d’eccellenza, Teatro Giocovita, apprezzata per il suo suggestivo teatro d’ombre, con Piccolo Asmodeo, spettacolo dai 5 anni. Nelle viscere della terra, dove la luce del sole non arriva mai, abita Piccolo Asmodeo. Asmodeo è buono, troppo per poter vivere nel mondo dei Fuochi e dei Sospiri. Essere cattivo non gli riesce e nemmeno gli interessa, e questo per la sua famiglia è un problema. Asmodeo viene perciò sottoposto a una prova e mandato in superficie, nel mondo della Luce, con una missione. “Entro questa sera dovrai convincere almeno una persona a darmi la sua anima!” gli dice il padre. In una girandola di incontri di ogni tipo, Asmodeo capisce che non riuscirà mai in un compito che non sente per niente suo. Ed è in quel momento che incontra Kristina… Una favola sul bene e sul male di Ulf Stark – uno dei più affermati scrittori contemporanei per ragazzi – raccontata con sottile ironia ma anche con poesia. Un affascinante, straordinario spettacolo che parla ai bambini di temi importanti, che fa ridere, pensare e forse anche commuovere.
Domenica 16 febbraio sarà la volta di A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino, divertente spettacolo dai 3 anni in su di Teatro del Buratto. In un posto molto caldo e molto lontano vive una giraffa: le piace camminare, mangiare foglie e cantare. Però non conosce nessuno e si sente sola. Decide allora di lanciare un messaggio al vento, inviando una lettera alla prima creatura che la riceverà. La lettera arriva ad un pinguino “inventore” che sogna di volare. I due decidono così di incontrarsi a “metà strada”. Ma come è fatta una giraffa? Pinguino non ne ha mai vista una. E come è fatto un pinguino? Giraffa non lo sa. Non resta che immaginare il proprio amico. Attraverso un carteggio esilarante i due provano a descriversi, sarà così possibile finalmente riconoscersi e trovarsi: la loro differenza inizialmente li scoraggia e li divide, ma con un po’ di tenacia scopriranno che le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose. Uno spettacolo all’insegna del gioco, della leggerezza e del divertimento!
Il finale di stagione, per le famiglie, vedrà domenica 16 marzo lo straordinario spettacolo Dire fare baciare lettera testamento firmato da Valeria Raimondi e Enrico Castellani (Babilonia Teatri) per Teatro Koreja. Il palco sarà invaso da una travolgente ondata di schiuma, da nuvole di farina e da chilometri di sciarpe di lana. Nell’inconfondibile stile di Babilonia Teatri – compagnia d’eccellenza veneta – si dispiega una singolare proposta di gioco per uno spettacolo che abbraccia, sopraffà, sorprende, emoziona potentemente. Un invito a scoprire le possibilità del fare, da soli o insieme. Lo spettacolo, attraverso scene che si susseguono con ritmo irresistibile e incalzante, racconta di come è bello uscire quando piove, impastare acqua e farina per fare un pane a forma di drago, sporcarsi le mani con la terra per piantare un albero… Racconta di come il gioco per un bambino sia importante e necessario quanto l’aria che respira, dei mondi che il gioco contiene e dischiude, di come il gioco sia spazio in cui crescere e confrontarsi, conoscere e conoscersi. Dire fare baciare lettera testamento è un’ode al bambino, un canto alla sua bellezza, alle potenzialità che ogni bambino racchiude dentro di sé.
GIOVEDÌ GIOVANI H21
Per la sua terza edizione il format Giovedì Giovani H21 proporrà quattro spettacoli d’eccellenza che affrontano ciascuno una tematica diversa, ma vicina alla sensibilità dei giovani.
Si inizierà giovedì 12 dicembre con La nave dolce, pluripremiata produzione di TIB Teatro, che ripercorre un evento che fa parte ormai della storia d’Italia. L’8 agosto 1991, nel porto di Bari attracca la nave Vlora carica di 20.000 albanesi. Da un lato le autorità governative vogliono quei ventimila rinchiusi nello stadio cittadino. Dall’altro la comunità di Bari accoglie a suon di paste al forno e focacce raccolte tra le famiglie! Una vicenda esemplare che apre lo sguardo sul panorama politico europeo degli anni ’90 e che oggi, in cui ancora integrazione e accoglienza sono categorie messe in discussione, ritrova piena attualità. Nello spettacolo tre voci – quella di chi si mette in viaggio, quella di chi accoglie, quella di chi guarda. Tre lingue: un idioma italo-albanese – il viaggio, le attese, l’approdo – un idioma italo-pugliese – la coscienza critica- l’italiano – lo stupore. Tre punti di vista: un giovane albanese, un barese, un bambino a testimoniare un evento che ha cambiato la storia dell’immigrazione. Una storia che emoziona, che ci riguarda, che vuole ancora essere raccontata.
Giovedì 23 gennaio con grande tenerezza e dissacrante ironia Bidibibodibiboo, in un imponente contesto scenografico tutto bianco, racconterà le scelte e le rinunce, i sogni e le grandi paure di una generazione alle prese con un mondo del lavoro drammaticamente spietato. Francesco Alberici (Premio Ubu 2021 Miglior attore/performer under 35 e protagonista della serie web Educazione Cinica) traccia un ritratto al vetriolo della situazione in cui versa il mondo del lavoro ai giorni nostri, attraverso il racconto delle traversie di un giovane impiegato, assunto a tempo indeterminato da una grande azienda e ritrovatosi all’interno di una competizione psicologicamente sfiancante, basata unicamente sulla performance, che trasforma in un incubo le ore trascorse sul posto di lavoro. Scavando ancora più a fondo lo spettacolo ci racconta dell’impossibilità di parlare di tutto ciò col proprio fratello e con una famiglia incarnata da una figura materna rassicurante e spietata allo stesso tempo. Un’analisi contemporanea sui rapporti di forza esistenti tra grandi aziende e lavoratori/istituzioni, e di narrazioni finalizzate a trasformare in “illogicità” il dissenso e la difformità. Testo finalista alla 56esima edizione del Premio Riccione per il Teatro. Uno spettacolo ricco di colpi di scena, con 5 attori, che vi lascerà senza parole. Una produzione SCARTI in coproduzione con Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Ente Autonomo Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e con il sostegno di La Corte Ospitale.
Vincitore del Premio Inbox 2024 Molto dolore per nulla in scena giovedì 20 febbraio è un monologo intimo e autoironico, a tratti leggero come una stand-up comedy ma al tempo stesso profondo. Scritto, diretto e interpretato da Luisa Borini Molto dolore per nulla è il racconto di una dipendenza affettiva. Sul palco vuoto, solo una donna vestita di rosso e un microfono con un lungo filo. Tra canzoni celebri che ricalcano stereotipi amorosi si srotola una lista di fidanzati, l’idea dell’amore a tutti i costi, di un idilliaco e favolistico mondo dove trovare riparo dall’angoscia, dal senso di vuoto. Finché ogni tipo di relazione, sentimentale e non, viene contraddistinta dalla paura paralizzante di essere abbandonata, e pian piano si finisce dentro alle maglie di una relazione tossica. È la cronaca della fatica che si fa per crescere, per smarcarsi dai modelli di riferimento e per imparare a rispettarsi per come si è. Ma è anche la storia di quando ci si sveglia, del momento in cui si devono aprire gli occhi per salvarsi.
Il finale di stagione giovedì 20 marzo sarà affidato a una compagnia d’eccezione del panorama italiano, il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt di Bolzano con lo spettacolo Lo specchio della Regina. Fondata da Antonio Viganò nel 2014 – compie quest’anno 10 anni di attività, con 18 creazioni complessive, 704 recite, 9 paesi europei e 4 extraeuropei in cui sono stati invitati, il premio Ubu nel 2018, il premio Hystrio nel 2021, i premi Eolo nel 2016 e 2018 – Teatro la Ribalta è l’unica Cooperativa teatrale professionale italiana costituita in maggioranza da uomini e donne in situazione di disagio psichico e fisico, nei protocolli definite “persone svantaggiate”. Uomini e donne che hanno scelto, dopo 4 anni di attività di formazione e creazione, affiancati dalla Lebenshilfe e dal Fondo Sociale Europeo, di diventare attori professionisti. Lavoratori dello spettacolo a tutti gli effetti, che si confrontano con l’arte del teatro e non chiedono indulgenze al pubblico, ma di essere giudicati solo ed esclusivamente per il loro lavoro. Una novità importante nel panorama culturale italiano con riflessi diretti anche sulle politiche di inclusione sociale. Lo specchio della regina è un appassionante racconto che smonta e rimonta una delle fiabe più celebri di tutti i tempi, donando a tutti, giovani e adulti, una prospettiva del tutto nuova sulla bellezza della diversità, una bellezza che emoziona profondamente. In scena solo la Regina, affaticata dal dover essere sempre “la più bella del Reame” e il suo Specchio che, stanco di dover ripetere sempre “quello che fanno gli altri” cercherà una via di fuga. La Regina, orfana della sua immagine riflessa, dovrà dunque trovare un modo per riconquistare la fiducia dello Specchio. ll testo di Antonio Viganò “Bianca & Neve”, già andato in scena e tradotto in varie lingue, viene reinterpretato dalle coreografie di Eleonora Chiocchini: lo Specchio e la Regina si animano in una danza di relazione, sfumature giocose, a volte litigiose, a tratti misteriose, colorano il loro dialogo che si farà corpo. Sempre complici come può esserlo soltanto uno specchio e l’immagine che esso riflette.
COMINCIO DAI 3 Stagione di Teatro per le nuove generazioni è realizzata da Tib Teatro per la direzione artistica di Daniela Nicosia e Vassilij Gianmaria Mangheras, in collaborazione con Fondazione Teatri delle Dolomiti, con il sostegno del Ministero della Cultura, con il patrocinio del Comune di Belluno, della Regione del Veneto, di Rete Eventi – Provincia di Belluno e la presenza di ABVS. Mediapartner della stagione Radio Belluno e Radio Cortina.
INFORMAZIONI
Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0437 950555 o scrivere a info@tibteatro.it (lun-ven 11-13 / 15-17). Le prenotazioni sono già aperte.
Famiglie a Teatro: campagna abbonamenti dal 15 ottobre
Abbonamenti (per 5 spettacoli): under 14 € 40 / adulto € 60
Biglietti per i singoli spettacoli: under 14 € 10 / adulto € 15
Giovedì Giovani H21: campagna abbonamenti dal 15 ottobre
Abbonamenti (per 4 spettacoli): under 30 € 32 / intero € 48
Biglietti per i singoli spettacoli: under 30 € 10 / intero € 15



