Un romanzo delicato, che ci fa scoprire ancora una volta l’essenzialità dell’amore nella nostra vita e nella vita dell’umanità. Gianfranco Tarbelli, autore bellunese, torna in libreria con un romanzo breve dal titolo “La duna di sabbia” (Campedel Editore).
La duna di sabbia è il racconto di un amore. Potrebbe apparire qualche cosa di ovvio, di scontato, di detto e ridetto mille volte. Ma la profondità con cui Tarbelli racconta questo amore è certamente rimarcabile. Mi immagino l’umanità come una Duna di sabbia – scrive Tarbelli – un’immensa meravigliosa duna che cambia forma in continuazione, animata da forze che spostano l’infinità di piccoli granelli che si urtano, si spingono l’un l’altro e si influenzano reciprocamente senza sapere dell’esistenza degli altri granelli. Ecco questa duna di sabbia che è l’umanità, ha una rete di relazioni e questa rete di relazioni si fonda sull’amore. L’amore è raccontato in quest’opera attraverso il viaggio dei due protagonisti, Anna e Michele, che partono da Padova e percorrono tutta la Francia dalla Costa Azzurra, Lione, la Normandia, Parigi, e si fermano e godono, esteticamente delle bellezze della natura e delle bellezze dell’arte. Ma che significato ha questo andare? In questo peregrinare, come dice Tarbelli, i vari momenti del viaggio corrispondono agli stati d’animo e alla e all’amore che nasce e si sviluppa dei protagonisti. Dice ad un certo punto il protagonista: non amo viaggiare per collezionare luoghi, ma per scoprire nuovi aspetti di me e della vita. E allora i singoli luoghi francesi e in parte anche italiani, sono lo specchio della vita dei due protagonisti che scoprono il loro profondo amore, vedendo se stessi, nelle bellezze, soprattutto della Francia e quindi nello spirito della civiltà Europea.
* recensione del professor Francesco Demattè


