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Cavarzano, Baldenich, centro città. Un futuro diverso * di Christian De Pellegrin

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Io sarò domani quello che scelgo di essere oggi. Questa frase vale anche per la politica. Il
quartiere di Cavarzano si è sviluppato a partire dagli anni 20 del secolo scorso, fu pensato
come una città giardino.

Si pensò quindi ad un nucleo abitativo formato da residenze unifamiliari, attorniate dal verde, collegate tra loro, con servizi, negozi, chiesa, e zone produttive, in modo tale da rendere questi centri completamente autosufficienti.
Successivamente si è sviluppato in un popoloso quartiere nella immediata periferia della
città. Quello che il quartiere è oggi lo si deve a come è stato pensato più di cento anni fa.
Quello che scegliamo di fare oggi deciderà come sarà il quartiere domani.

Uno dei principali problemi delle città contemporanee è lo sviluppo abitativo e commerciale
sfrenato nelle periferie, che minimizza quello che viene definito il centro delle città, il che
provoca l’abbandono e, a sua volta, genera spazi che minacciano la qualità della vita cittadini.
Il funzionamento ottimale delle città si genera attraverso la convivenza e la relazione tra i suoi abitanti e lo scambio di diverse attività che possono andare perse a causa del mancato
corretto sviluppo. Anche a Belluno il centro è poco abitato e lo sviluppo commerciale in via
Vittorio Veneto e via Tiziano Vecellio è stato negli anni per davvero importante, causando un congestionamento del traffico lungo la statale, con tutte le criticità che abbiamo ogni giorno.
In realtà, se iniziamo a immaginarlo oggi il futuro potrà essere diverso, possiamo sfruttare gli spazi che già abbiamo nelle città, pensati in passato per uno stile di vita che forse non esiste più, ma che si prestano a essere migliorati. Adattarli a ciò che si vive oggi e si vivrà in futuro, introdurre spazi pubblici con vegetazione, tra le altre strategie; evitare di lasciare vuoti urbani.
L’obiettivo è riciclare ciò che esiste per dargli una seconda possibilità e permettere a quegli
spazi di essere nuovamente abitati, donando allo stesso tempo un miglioramento della
qualità della vita delle persone. Migliorare la qualità della vita dei cittadini e della vita delle
città in quanto tali.

Io sarò domani quello che decido di essere oggi, per cui la piazza di Cavarzano di domani
potrà essere un triste parcheggio oppure avere uno spazio, anche piccolo, ma libero ,
moderno e usufruibile dagli abitanti, il parco di Bologna potrà essere inclusivo ma con le
volanti della polizia locale che lo attraversano dato lo spostamento della caserma della
polizia locale all’interno del parco cittadino, oppure potrà essere un luogo sicuro e le volanti
potrebbero essere sistemate da un’ altra parte, si può avere un turismo che naviga a vista
oppure si può avere una progettazione turistica che permetta di conoscere qualche mese
prima tutti gli eventi in programma in citta e così via per tutte le altre problematiche del
comune.

È un approccio nella pianificazione e nell’intervento dello spazio urbano caratterizzato da un
basso costo, ripeto basso costo, a differenza di quello che pensa il consigliere Soccal e la
maggioranza , rapidità nell’esecuzione, reversibilità e dalla partecipazione dei cittadini nel
processo decisionale. L’obiettivo è trasformare la città per renderla più piacevole,
accogliente, sostenibile e sicura, partendo dal riesame dell’uso e dell’occupazione degli spazi pubblici.
Quello che per qualcuno è fumo negli occhi per altri può essere il futuro, lo stare al passo con i tempi, provare a migliorare continuamente.
Serve un’altra visione del futuro di questa città, più vivibile, più moderna , più vivace.

Christian De Pellegrin
Segretario PD circolo Oltrardo