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Capifrazione, assessore Dal Pont al consigliere Rasera Berna: “Nessun pasticcio: basta leggere meglio gli atti”

Marco Dal Pont, assessore alle Politiche sociali del Comune di Belluno

L’assessore Marco Dal Pont replica alle osservazioni fatte dal consigliere Francesco
Rasera Berna di Insieme per Belluno Bene comune sull’elezione dei capifrazione

In riferimento agli articoli diffusi dagli organi di informazione che riportano le
perplessità evidenziate dal Consigliere Francesco Rasera Berna del gruppo Insieme
per Belluno Bene comune, sulle elezioni dei capifrazione, l’assessore Marco Dal Pont,
che ha, tra le altre, la delega ai rapporti con le frazioni, replica quanto segue:

“Evidentemente il Consigliere Rasera Berna non riesce proprio a farsene una ragione
e attacca ancora una volta il progetto delle frazioni, da lui avversato fin dal principio.
Voglio però rassicurare tutti i cittadini e dare qualche spiegazione: le elezioni dei
capifrazione si svolgeranno secondo le modalità approvate dal Consiglio comunale.
La prima cosa che il Consigliere contesta è che ci sono molte frazioni con un
candidato unico, come se tale circostanza possa essere imputata all’Amministrazione
comunale. L’impegno a ricoprire l’incarico di capofrazione è un impegno di puro
volontariato e, in quanto tale, è rimesso alla esclusiva volontà dei singoli a
candidarsi.
Vengono poi definite “strampalate”, in modo irrispettoso nei confronti del Consiglio
comunale, le regole che disciplinano l’elezione del capofrazione. Il Consigliere parte
infatti da una visione burocratica di questa iniziativa e vuole replicare le elezioni
comunali, parlando di tessere elettorali e di obblighi vari.
Il regolamento, invece, inverte il ragionamento, capovolgendo il rapporto
Comune/Cittadino per cui tutti i cittadini della frazione che si presenteranno
all’elezione senza ulteriori adempimenti e saranno ammessi al voto. In caso di
contestazione del voto decideranno i presidenti e, in caso di dissenso tra i due
presidenti, prevarrà l’ammissione al voto. Né capisco perché un cittadino dovrebbe
andare a votare in un’altra frazione. In questa logica, l’invito a portare la carta
d’identità non è un obbligo, ma, appunto, una facoltà.
Invito, infine, il Consigliere comunale a leggere meglio il Regolamento, poiché per la
frazione di Levego non vi è alcuna deroga al regolamento, bensì l’applicazione
dell’articolo 6, comma 6, che prevede proprio l’ipotesi che non vi siano candidati. A
tale proposito resto in attesa (se non ho capito male) che pervenga il quesito scritto.
L’atto con il quale il Sindaco ha convocato le elezioni, infine, di cui il Consigliere non
comprende la tipologia, è un provvedimento amministrativo attuativo dell’articolo 6,
comma primo, lettera b).
Nessun pasticcio, quindi, – conclude l’assessore Dal Pont –  se solo si leggessero meglio gli atti”.