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Interventi di soccorso

Cortina d’Ampezzo (BL), 21 – 08 – 24   L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Ferrata Lipella, poiché 4 escursionisti milanesi, due genitori e due figli, non erano più in grado di proseguire prima dell’uscita delle Tre Dita. In particolare la figlia 29enne lamentava un dolore al ginocchio. Recuperati dal tecnico di elisoccorso i 4, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio Dibona.

Belluno, 21 – 08 – 24  Questa mattina verso le 8 Falco 2 è volato al Rifugio Pramperet, a Longarone, dove un’escursionista di 77 anni residente in Bahrein aveva accusato un dolore alla schiena, che le impediva di camminare. La donna, che si trovava con la famiglia, è stata accompagnata all’ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino di Agordo è salita in fuoristrada al Rifugio Vazzoler per imbarcare una turista olandese cinquantenne, che si era sentita poco bene, e trasportarla all’ospedale di Agordo. Il Soccorso alpino di Livinallongo è stato inviato nella zona del Bec de Roces ad Arabba, poiché, scendendo in mountain bike, un ciclista di 58 anni di Modena si era fatto male a una gamba. Falco 2 è intervenuto sulla Cima dei Balconi, a seguito dell’infortunio di un uomo colpito da un masso alla gamba e alla spalla dove il sentiero per salire al Cor si avvicina alla parete. L’infortunato, che faceva parte di una numerosa comitiva ed era stato spostato dai compagni in un punto più agevole per il recupero, è stato valutato dal medico – calato assieme al tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri – issato a bordo e portato ad Agordo.

Falco 2 è di seguito decollato in direzione della Forcella della Croda dei Toni ad Auronzo di Cadore. Duecento metri più in basso un 62enne tedesco era scivolato una ventina di metri, per poi precipitare per cinque all’interno del terminale del ghiacciaio tra roccia e neve, riportando un sospetto politrauma. Sbarcati in hovering, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno sceso un tratto di ferrata e di ghiaione, per poi salire 10 metri di nevaio e portarsi sulla verticale al punto di caduta dell’uomo. Poiché era necessario supporto nelle operazioni, l’elicottero ha trasportato in quota una squadra – un’infermiera del Soccorso alpino di Auronzo e due soccorritori della Guardia di finanza. L’infermiera si è quindi unita all’equipe medica, che stava già prestando le opportune cure all’uomo in fondo alla fessura, mentre i soccorritori all’esterno attrezzavano il necessario per il recupero. La barella è stata quindi sollevata verso l’alto per contrappeso. La squadra è stata imbarcata in hovering e riportata a valle. L’infortunato e la compagna sono stati issati con il verricello. Falco 2 si è quindi diretto al San Martino.

Infine, dopo aver perso l’equilibrio ed essere scivolata per alcuni metri, un’escursionista trevigiana di 56 anni ha invece sbattuto la testa. Recuperata da Falco sulla Forcella della Val d’Arcia, la donna è stata accompagnata a Belluno.

Calalzo di Cadore (BL), 21 – 08 – 24  Ieri attorno alle 18.45 il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stato attivato dalla Centrale del 118, a seguito della chiamata della moglie di un 74enne di Pieve di Cadore (BL), non rientrato da un’uscita in cerca di funghi. L’uomo era partito in auto alle 14 per rientrare dopo 2-3 ore. Essendo molto metodico, non avendo sue notizie, la donna si era preoccupata e, dopo averlo atteso invano, aveva fatto partire le ricerche. Ritrovata l’auto parcheggiata in Val Vedesana, i soccorritori di Pieve di Cadore e Centro Cadore hanno avviato le perlustrazioni nella zona in cui in teoria doveva essersi diretto, ovvero Casera d’Aiaron. Quando però è arrivata l’unità cinofila molecolare, il cane si è spostato dalla parte opposta, portando il suo conducente e una squadra verso località Croda e il Rifugio Baion. Seguendo il cane in un bosco ripido ricoperto di schianti, i soccorritori sono andati avanti finché è stato possibile. Dove gli alberi a terra avrebbero impedito di proseguire, hanno chiamato il nome dell’uomo e lui ha finalmente risposto. Si trovava 300 metri più avanti, bloccato nell’intrico della vegetazione, con contusioni, leggera ipotermia, un dolore alla schiena e ferite dovute alle cadute. Era seduto appoggiato a un tronco. Grazie a un drone con termocamera e visori notturni, si è potuti risalire alle coordinate precise e due medici del Soccorso alpino hanno raggiunto l’infortunato prestandogli le prime cure. Sbarcati con un verricello di 70 metri, equipe medica e tecnico di elisoccorso di Trento emergenza si sono poi affiancati ai soccorritori. Verso le 23.15 luomo è stato quindi valutato, recuperato e trasportato all’ospedale di Belluno. Erano presenti una ventina di soccorritori, tre droni e l’unità cinofila molecolare.