Rocca Pietore 31 luglio 2024 – Oggi chiudiamo un cerchio. E non solo in maniera simbolica. Perché lo sappiamo tutti: i Serrai erano diventati uno dei simboli della distruzione della tempesta Vaia; un canyon di rara bellezza cancellato in pochi istanti dalla furia dell’acqua. Ma oggi archiviamo il disastro e guardiamo al futuro con un simbolo di ricostruzione. Una ricostruzione concreta, vera, efficace, che ha ridato vita a un sito di grande pregio e di valenza ambientale e turistica.
I Serrai di Sottoguda ci ricordano quello che è successo. La tempesta di quel fine ottobre 2018, la strage di alberi, scuole e fabbriche fatte chiudere per salvare vite umane – ed era la prima volta che succedeva una cosa del genere nel nostro territorio. Le difficoltà dei giorni seguenti, con case senza acqua, luce e telefono. Ma anche l’immenso lavoro portato avanti dalla struttura commissariale – e guardo il governatore del Veneto Luca Zaia – lavoro fatto da tutti i soggetti attuatori per ricostruire, pezzetto dopo pezzetto, il nostro territorio.
Dopo sei anni le ferite non sono cancellate del tutto, ma è bene che sia così, perché servono a ricordarci la fragilità della montagna, la delicatezza di questi luoghi e insieme anche la grande forza di dignità delle nostre popolazioni, che vivono in territori difficili, dove niente è scontato e dove tutto o quasi si guadagna con sudore e sacrificio.
Le ferite, dicevo, non sono cancellate, ma possiamo vedere un territorio rinato, ricostruito. Un territorio che ha saputo rialzarsi. E quindi si chiude il cerchio anche perché oggi possiamo celebrare la forza delle Dolomiti bellunesi e delle popolazioni che le abitano.
In qualità di vice presidente della Fondazione Dolomiti Unesco ricordo la campagna lanciata dalla Fondazione SOS SERRAI, conclusasi a dicembre 2019. Una campagna di sensibilizzazione che ha stimolato la solidarietà e raccolto risorse tra donatori privati e attività commerciale della Fondazione stessa. Una cifra piccola, rispetto a quanto è stato investito per la ricostruzione dei Serrai, ma significativa di cosa è stato il movimento di rinascita dopo Vaia. Una cifra che è stata consegnata al Comune di Rocca Pietore e che potrà essere usata per completare i lavori di finitura, in particolare alla chiesetta di Sant’Antonio a cui gli abitanti del posto sono da sempre molto legati. A chi ha donato va oggi il nostro grazie, al pari di chi ha reso possibile la ricostruzione, la rinascita dei Serrai e delle comunità che vi si riconoscono.
Roberto Padrin *
*Presidente della Provincia
