Il panorama culturale di Borgo Piave, e quindi della città di Belluno, si arricchisce di una nuova proposta, che avrà luogo nell’ultimo fine settimana di luglio e il primo di agosto, dal titolo “Dolomites – Cultura, Patrimonio, Comunità” e consiste in una mostra che contiene al suo interno tre diverse collezioni ed è diffusa nei tre edifici in uso all’associazione Borgo Piave ETC, promotrice dell’iniziativa.

Per l’occasione anche Palazzo Secco – Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, in Riva San Nicolò 66-68, si adeguerà agli orari delle altre due mostre diventando il luogo dove si potranno approfondire le Dolomites dal punto di vista della cultura. Tutti e tre i palazzi saranno aperti il 27-28 luglio e 3-4 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17; Palazzo Secco e da Rosalina saranno con accesso libero mentre Palazzo Doglioni sarà visitabile a piccoli gruppi alle ore 10,11,15,16 solo su prenotazione scrivendo a segreteria@borgopiaveetc.it oppure WhatsApp 351 3785750. A sostegno delle iniziative associative, per chi lo desidera, si potrà dare un contributo minimo volontario di 5 euro a persona.

Le Dolomites come patrimonio si concretizzeranno a Palazzo Doglioni, in via dei Molini 3, dove sarà possibile visitare nel piano nobile, con affreschi del ‘500, la mostra SERIE UNICA – Craft Design Made in Veneto, una collezione di oggetti di design artigianale ispirati all’oggetto di merchandising territoriale e dedicata ai 9 siti patrimonio materiale UNESCO veneti, di cui le Dolomiti fanno parte: ad ogni azienda è stato affidato un patrimonio UNESCO veneto, che poi è stato codificato attraverso lo studio, l’analisi e la progettazione in oggetto di design, sia esso arredo, complemento arredo o accessorio moda. Nella collezione le forme si arricchiscono dagli intrecci dei materiali e dalle storie che raccontano.
In SERIE UNICA l’oggetto diventa pura narrazione e strumento di conoscenza, superando il significato di oggetto di design per diventare rappresentazione di un territorio e l’eccellenza territoriale incontra il Saper Fare per raccontarsi con i codici del design. Le 9 aziende coinvolte nel progetto sono tutte venete, provengono da 3 province diverse e, dopo aver seguito un percorso di formazione durato un anno, e finanziato dalla Regione Veneto, da gennaio 2023 si sono autofinanziate investendo nella realizzazione della collezione. Dopo la presentazione ufficiale durante la Venice Design Week 2023, a novembre 2023, la collezione ha ricevuto il 1° premio “Arte Fiera Dolomiti” per il design. La direzione artistica è di Federica Preto, di Fondo Plastico di Cavaso del Tomba, che ha ideato il progetto e che cura il coordinamento, la promozione e la comunicazione del progetto mentre l’allestimento multimediale della mostra è a cura di Fabbrica Lumiere di Asolo.
In questa occasione sarà possibile vedere e prendere in anteprima il nuovo libro “Borgo Piave e Palazzo Doglioni” edito da Borgo Piave ETC che di fatto rappresenta la prima pubblicazione importante dopo oltre 40 anni dall’uscita di Borgo Piave 1-2 dell’IBRSC e vede i contributi di Jacopo De Pasquale, Daniele Reale, Gloria Sabina Manera, Giorgio Reolon.

Da Rosalina, in via Uniera dei Zatèr 6, si rifletterà sulle Dolomites come comunità attraverso la mostra “Cortina d’Ampezzo e la sua cooperativa – 130 di storia” che vede proseguire la collaborazione tra La Cooperativa di Cortina e l’associazione Borgo Piave ETC nata nel 2021 quando fu ospitata nel borgo la mostra sul Trenino delle Dolomiti.
In questa nuova mostra sarà possibile vedere come nel 1893 venticinque intraprendenti promotori costituirono la Società Cooperativa in Ampezzo, allora un territorio dell’Impero austro-ungarico caratterizzato da pascoli, campi coltivati, mulini che costeggiavano i torrenti e gruppi di case, organizzate in villaggi, dove la solidarietà che caratterizzava la gente di montagna si era concretizzata in un fòntego, un magazzino istituito dal Comune, per fornire a prezzo di costo e talvolta gratuitamente ai più bisognosi, beni di prima necessità, per le attività agricole e pastorali e per le esigenze della vita quotidiana che però chiuse nel 1888 instillando il bisogno di creare un’istituzione che avesse le stesse funzioni e facesse da calmiere sui prezzi. Fu la prima cooperativa di consumo dell’intero Sudtirolo, come risulta nel libro della Camera di Commercio di Bolzano, dove il 28 giugno 1893 venne registrata come “Consumverein Ampezzo”. Proseguendo nella visione della mostra si potrà vedere come questa istituzione si è evoluta nei decenni andando a strutturarsi sempre più sia dal punto di vista sociale che di impatto positivo per la conca: fin dal primo statuto le finalità sociali della Cooperativa furono chiarissime e la sua attività doveva essere rivolta a favore dei soci, alle loro famiglie, agli artigiani, ai contadini, procurando loro vantaggi, comodità e risparmi. Nello statuto si dice che la società “si propone sia di vendere che di acquistare beni e servizi nel modo più vantaggioso per i soci, sia di migliorare le loro condizioni materiali e morali”. Lo statuto fu aggiornato nel 1989, con l’obiettivo di potenziare la cooperazione solidaristica attraverso l’attuazione di “ogni iniziativa tendente a promuovere e migliorare lo sviluppo delle attività locali in ogni settore dell’economia”. Oggi la Cooperativa si caratterizza anche per eventi culturali, presentazioni di libri, mostre e sostegno economico a svariate iniziative del territorio ampezzano.



