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Sanità. Bigon (Pd): “Le richieste del Veneto al governo sono inadeguate. Stanno depotenziando il servizio pubblico”

Anna Maria Bigon – Consigliere regionale

“Le richieste del Veneto al governo, in relazione ai posti negli Atenei per le professioni sanitarie, sono inadeguate. È infatti incomprensibile che, di fronte ad una carenza veneta dichiarata dallo stesso Zaia di 3.500 medici, la Giunta regionale ne chieda solamente 1.000 al governo. Basti pensare che l’Emilia Romagna, con una popolazione meno numerosa rispetto a noi, ne chiede 1.800 e che la Toscana, con 1,2 milioni di abitanti in meno, ne chiede 1.100. Anche la Lombardia, con una popolazione residente doppia, ha chiesto oltre il triplo rispetto al Veneto. Sbagliano forse tutte le altre Regioni?”.

Lo dice la consigliera regionale del Pd Veneto, Anna Maria Bigon.

“Eppure dovremmo aver imparato qualcosa dall’esperienza del Covid e della mancata programmazione dei medici di famiglia che ha portato a chiedere la metà delle borse di formazione rispetto alle altre Regioni. È evidente che questa inadeguatezza delle richieste sia dovuta ad una programmazione sbagliata e soprattutto alla volontà di depotenziare il sistema sanitario pubblico. Una strategia di smantellamento che nel frattempo ha favorito, tra il 2019 e il 2022, le dimissioni volontarie di ben 1582 medici e di 2632 infermieri. Non è possibile pensare che la mancanza di attuale di medici venga colmata entro il 2026, come dichiarato dal governo regionale. Anzi, il trend di invecchiamento della popolazione, assieme a dimissioni e pensionamenti del personale, aggraverà la situazione”.