Il recentissimo episodio che ha visto un operaio cinquantaduenne di Belluno accasciarsi sul tetto di un immobile, dove stava lavorando, per poi essere ricoverato in rianimazione, evidenzia come il tema legato allo stress termico, per le alte temperature raggiunte in questi giorni, non riguardi più solamente il sud Italia, ma debba essere tenuto in assoluta considerazione anche per le lavoratrici e i lavoratori dei cantieri edili della nostra provincia.
Ilaria Sperandio, segretaria generale della Fillea CGIL di Belluno, interviene con alcune
opportune precisazioni: “Fermare le lavorazioni nelle ore più calde è necessario, soprattutto in queste giornate di afa eccezionale. Il fenomeno delle alte temperature, con il cambiamento climatico in corso, non è più un problema che riguarda solo ed esclusivamente il sud Italia, ma ormai è una realtà anche per la nostra provincia. Come sindacato siamo a chiedere maggiore attenzione e sensibilità su questa tematica, che riguarda direttamente la salute e la sicurezza dei lavoratori. Da stime dell’Inail sappiamo che gli infortuni legati allo stress termico sono più o meno quattromila all’anno, ma il fenomeno è sicuramente molto più consistente, perché di difficile monitoraggio e valutazione”.
L’azione della categoria sindacale è duplice, di informazione e monitoraggio, alla ricerca di risposte utili a contenere il problema, da parte datoriale: “Come Fillea Cgil” chiarisce Ilaria Sperandio “continuiamo a informare e sensibilizzare i lavoratori, ma è sempre più necessario, a livello nazionale, uno strumento normativo strutturale. Chiediamo alle aziende di riorganizzare i turni di lavoro, cercando di evitare le lavorazioni all’aperto nelle ore di caldo più intense. Se le temperature superano i 35 gradi, soprattutto se quelli percepiti sono di più, se si è esposti al sole diretto o ad ulteriori fonti di calore
come il catrame, i lavoratori si devono fermare, niente vale quanto la salute e la vita umana e in caso di fermata per tutelare la propria condizione, di fronte ad un pericolo evidente, nessuna sanzione può e deve essere erogata agli operai”.



