Dopo la prima donazione di terreni per il Parco del Cadore (a Valle di Cadore nel 2019) il Gruppo Promotore del Parco lancia la prima Campagna di donazione terreni per il Parco. Un gesto per dare un futuro al territorio, per fare un’azione che farà entrare i donatori (senza spese a loro carico) nella storia del Cadore del futuro.
• L’area da destinare a Parco (con zone di pre-parco, zone di penetrazione ecc.) comprende 10 comuni: Cortina d’Ampezzo, San Vito, Borca, Vodo, Valle, Pieve, Calalzo, Domegge, Lozzo, Auronzo. Ma i comuni possono essere anche altri… E’ la storia di tutti i parchi: all’inizio osteggiati e poi osannati tanto che molti enti, non previsti nel progetto iniziale, hanno chiesto poi di farne parte. Negli anni il Gruppo Promotore ha contribuito a promuovere Dolomiti UNESCO e ha fatto tutelare la zona attraverso il riconoscimento dell’area da parte della Regione Veneto (tutela recepita nel Piano Territoriale Regionale di Coordinamento); della Provincia di Belluno (Piano Provinciale di Coordinamento) e dell’Unione Europea (zone SIC, Sito di Interesse Comunitario, zone ZPS, Zone a Protezione Speciale). Non solo: la zona è inserita in Rete Natura 2000.
• La destinazione a Parco mira a dare un progetto unitario alla zona e a promuoverla attraverso azioni di:
– salvaguardia dell’eccezionale patrimonio naturale, culturale, storico;
– valorizzazione dell’agricoltura di montagna, delle attività silvo pastorali, dell’artigianato e del turismo “soffice” (quello maggiormente in espansione: lento, non mordi e fuggi; rispettoso, non concentrato in soli pochi periodi dell’anno);
– fruizione a scopo didattico e scientifico (attirando scuole di ogni ordine e grado, università, studiosi stranieri ecc.);
– partecipazione diretta delle popolazioni locali alla gestione e allo sviluppo del proprio territorio portando o riportando servizi essenziali sul territorio (scuole, servizi socio sanitari, trasporti, residenzialità contro lo spopolamento ecc.).
Una proposta quindi al passo con i tempi e compatibile con la crisi climatica in atto.
• Tra le tante proposte e momenti di approfondimento offerti negli anni dal Gruppo Promotore quella – emersa dopo un confronto coi parchi confinanti delle Dolomiti Ampezzane, di Fanes e Senes, del Cansiglio, delle Dolomiti Friulane, delle Dolomiti Bellunesi – di un progetto integrato e lungimirante denominato Carosello di Parchi, una proposta che tiene conto della necessità di attivare sempre più corridoi ecologici e iniziative atte ad attivare azioni che mirino attivamente a una vera e propria conversione ecologica avendo come orizzonte il Mondo, la crisi climatica in atto e la conseguente necessità di ragionare su tutela, riconversione, adattamento, equilibrio.
• L’unico vero problema, grande ma non insormontabile, è stata, negli anni, la mancanza di volontà politica e di capacità di “visione” per attivare i numerosi benefici che i vincoli attivi portano in sé (cura, tutela, preservazione degli habitat per le future generazioni, possibilità di osservazione di come la natura sa rispondere in modo magistrale ai vari eventi, anche quelli più traumatici, ecc.). In poche parole i vincoli, se così recepiti, generano zone abitate e rispettate, come, per tanti anni, in passato, hanno saputo gestire i territori molte persone e realtà montane, a cominciare dalle Regole (parola che con vincolo ha una stretta relazione).
• La parola vincolo, troppo spesso vista in negativo, é una parola bella, da riscoprire, se letta in altro modo. La parola vincolo indica legame, forte, profondo, come tutti noi dovremmo avere con la natura di cui facciamo parte (Noi siamo terra) specie se si tratta di ambienti fragili, delicati, come le nostre meravigliose Dolomiti. Basta pensare ai vincoli familiari: legami profondi, tra padri, madri e figli, tra due persone che si amano e formano una coppia, tra due persone che hanno un rapporto di amicizia.
• Chi teme i vincoli ha quindi altri interessi: persone o più spesso lobby con interessi speculativi su risorse naturali importanti, definite, a ragione, beni comuni come: acqua, boschi, paesaggio, suolo. Non a caso sono state ormai dimostrate molte infiltrazioni mafiose nelle zone montane del nostro Paese attive per depredare risorse preziose uniche; oppure possono essere frange di cacciatori (la caccia nei parchi non è permessa anche se questi ultimi possono essere chiamati a collaborare per la caccia di selezione).
• Di fronte a tutto questo, dal basso, dalla popolazione, è arrivato un segnale importante: due cittadini di Valle di Cadore, nel 2019, hanno deciso di donare alcuni terreni sotto l’Antelao e di destinarli a diventare “La prima pietra, le prime pietre, del Parco del Cadore”. La donazione, arrivata in tempi di pandemia, è stata celebrata nel marzo 2022 nel Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore.
• Da allora altri cittadini hanno offerto terreni e altri si possono aggiungere (nessun costo a carico del donatore)…con un’azione collettiva perché
• DONARE UN TERRENO PER IL PARCO
SIGNIFICA PROGRAMMARE UN FUTURO ARMONICO,
PER UN CADORE VISSUTO, ABITATO, AMATO
E NON attraversato, depredato, venduto, distrutto come certe proposte politico-economiche attualmente vorrebbero.
• DONA ANCHE TU, entra nella storia, in una bella storia…
quella di un Cadore che non si vende, non si svende, ma valorizza i propri tesori per lasciarli in eredità ai propri discendenti.
Il Gruppo Promotore inizialmente si chiamava Gruppo Promotore Parco delle Marmarole, Antelao, Sorapiss, oggi Parco del Cadore perché, molti cittadini di paesi non compresi nell’area, hanno chiesto di non rimanerne esclusi, in futuro.
E siccome la storia dei Parchi, inizialmente sempre osteggiati, hanno poi sempre invertito la tendenza e i comuni esclusi hanno bussato alla loro porta, non abbiamo voluto escludere nessuno, a priori, e quindi abbiamo aperto la possibilità di accedere al Parco, a tutti. Per questo, oggi, il Parco del Cadore.
Per informazioni sulle donazioni dei terreni telefonare ai numeri:
3357423588, 3336508171, email parcodelcadore@libero.it
Sito: www.parcodelcadore.wordpress.com
In tutti i paesi del Cadore, in alcuni esercizi pubblici e negozi
sono disponibili cartoline informative



