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Sanità. Zaia: in Veneto calano le liste d’attesa. Camani e Bigon: ci sono ancora decine di migliaia di persone che aspettano una visita medica

Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto

Venezia, 2 luglio 2024  –  “I numeri ci dicono che nell’abbattimento delle liste d’attesa è stato fatto un lavoro veramente importante per superare la situazione che la Pandemia ci aveva lasciato in eredità. Un’opera immane che in quest’ultimo anno è stata premiata da importanti risultati. Ho voluto un controllo di gestione meticoloso, con dati continui e un sistema informatico che possa permetterci di avere la situazione aggiornata giorno dopo giorno. La curva delle prestazioni in attesa sta scendendo velocemente; prova ne è che per le prestazioni in priorità D, ossia da erogare entro 30gg, l’anno scorso a maggio erano in attesa quasi 83.000 persone, a maggio di quest’anno circa 13.000. Un ringraziamento va a tutti i medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale amministrativo per aver profuso un simile impegno”.

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha presentato gli ultimi dati dell’attesa per le prestazioni specialistiche della sanità veneta. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, e il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale, Massimo Annicchiarico.

Dal maggio 2023 a quello dell’anno successivo le prestazioni con priorità B (da garantire entro 10 gg dalla prescrizione) da 502 sono state azzerate; quelle con priorità D (30 gg) sono passate da 82.811 a a13.913, pari -83%; quelle con priorità P (60/90 gg) da 74.489 a 28.317, pari a -62%.

“È stata fatta un’azione eccezionale – prosegue il Governatore – che vede una omogeneità di risultato nelle varie aziende della Regione con un grande lavoro di squadra. Abbiamo assunto, dal 2019, 4.900 nuove figure professionali nelle aziende sanitarie ma purtroppo continuano a mancare i medici. Nel Veneto ne mancano 3.500 su una carenza a livello nazionale di 50.000. A sfatare la leggenda metropolitana che non facciamo assunzioni dico che si fa un concorso ogni tre giorni ma con scarsissime adesioni da parte dei dirigenti medici, sono pochi nel mercato del lavoro per una programmazione nazionale sbagliata anni fa. La cabina di regia che abbiamo organizzato sta contrastando questa situazione acquistando pacchetti di prestazioni, incentivando i nostri medici e operatori a lavorare internamente con forme di rapporto libero professionale oltre a quello previsto dal contratto con la Regione e studiando altre forme di servizio. E con un progetto innovativo in Veneto utilizzeremo anche l’intelligenza artificiale per aiutare la gestione dei flussi di prenotazioni”.

“Il lavoro non è ancora finito ma i numeri dicono che si sta lavorando bene, contiamo che per fine anno si possa arrivare a un abbattimento delle attese che si erano accumulate – aggiunge l’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin -. Il lavoro è continuo, sotto il monitoraggio della cabina di regia e sfruttando a pieno tutti gli strumenti a disposizione. Per questi importanti risultati desidero ringraziare coloro sono impegnati in questo sforzo: tutti i professionisti, i medici, gli infermieri, i tecnici, gli operatori che seguono e si interfacciano con i pazienti nel percorso dallo sportello del Cup alla consegna del referto. Un grazie lo esprimo anche agli utenti del Servizio sanitario che hanno dimostrato comprensione nei momenti di maggiore difficoltà”.

Nel contrasto delle liste d’attesa la Regione del Veneto ha aperto le porte anche all’intelligenza artificiale, come spiega il dottor Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Area Sanità e Sociale: “A fronte della necessità della programmazione da parte del medico specialista di una serie di indagini che devono precedere la valutazione di controllo, l’AI è in grado di aiutare il personale di front office a individuare le date per una corretta progressione dei vari appuntamenti necessari prima della visita. Così non solo si provvede alla correttezza della sequenza delle indagini ma si evita al cittadino di tornare per le varie prescrizioni”.

 

La replica di Camani e Bigon (Gruppo Pd): “Zaia e Lanzarin snocciolano cifre da realtà parallela e non veritiera”

Vanessa Camani – Consigliera regionale

Anna Maria Bigon – Consigliere regionale

“Sulle liste d’attesa il presidente Zaia e l’assessore Lanzarin dimostrano per l’ennesima volta di vivere in una realtà parallela. I dati da loro esposti trionfalisticamente in conferenza stampa cozzano innanzitutto con una realtà: in Veneto ad oggi ci sono ancora decine di migliaia di persone che aspettano una visita medica e non è sufficiente cambiare nome al galleggiamento, ribattezzato come pre-appuntamento, per ribaltare questo dato di fatto. La verità è che ci sono moltissime persone che sono escluse dalle cifre illustrate, perché non solo non ricevono l’appuntamento nel momento in cui telefonano ma non sono neppure messe nel pre-appuntamento e vengono liquidate dal CUP con un ‘la richiameremo’, senza essere annotate tra gli utenti in attesa. Lo stesso Direttore Generale Annichiarico, su nostra esplicita richiesta di chiarimento, ha ammesso che si tratta di persone la cui situazione non è calcolata dalle statistiche che vengono presentate”.

A dirlo, a nome del gruppo dem, le consigliere regionali del Pd Veneto, Vanessa Camani e Anna Maria Bigon.

“Se è vero che un certo numero di prestazioni è stata recuperata rispetto all’enorme quantità di visite non erogate negli ultimi anni, è altrettanto vero che un intervento così rilevante è arrivato tardi. Basti pensare che solo nelle ultime settimane, in coincidenza con l’approvazione del decreto del governo, la Giunta regionale ha approvato un piano d’azione per intervenire sulle liste d’attesa che poco aggiunge. E se è vero che una parte di prestazioni aggiuntive viene comprata dai dirigenti medici è altrettanto vero che una parte rilevante di queste viene invece acquistata dal privato accreditato. Un fatto che ha aiutato nel contenimento delle liste ma rafforzando ancora una volta la privatizzazione e indebolendo il pubblico”.

In conclusione Camani e Bigon evidenziano che “tanto la Regione, quanto il governo, continuano a sotto finanziare il comparto sanità. Un materia che è già ampiamente delegata alle Regioni. Ebbene, proprio mentre Zaia sventola la bandiera dell’autonomia, l’altra verità nascosta è che il Veneto è restio ad impegna risorse proprie sulle liste d’attesa: i 40 milioni che l’assessore Lanzarin ha detto di aver investito nel 2024 sono risorse che la Regione ha tolto dal Fondo sanitario nazionale che lo Stato trasferisce alle regioni per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. È ipocrita fare i complimenti ai professionisti della sanità e al tempo stesso, a causa della persistente carenza di personale e dei ritmi pressanti, non mettere queste persone nelle condizioni migliori per svolgere la loro professione. Così come non basta alzare bandiera bianca sui bandi che vanno deserti: bisogna anche dire con chiarezza il perché di quanto accade, evidentemente legato appunto alla scarsissima appetibilità delle condizioni di lavoro. Insomma, dietro il trionfalismo, ci sono molte falle che Zaia cerca di nascondere con la realtà parallela”.

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