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Interscambio con l’estero nel primo trimestre 2024. Belluno -4,6%, Veneto -5,1%

I dati dell’interscambio con l’estero nei primi tre mesi dell’anno 2024
Export Veneto in calo del -5,1% su base annua, ma il confronto è con un periodo ancora di crescita sostenuta anche dalla componente “prezzi”
Stesse tendenze anche per Treviso (-6,3%) e per Belluno (-4,6%). Soffre, in particolare, a Treviso il sistema moda, in flessione i macchinari in entrambe le province

 

Mario Pozza – Presidente Camera di Commercio Treviso/Belluno/Dolomiti

Treviso, 18 giugno 2024 – “Nel primo trimestre 2024 le esportazioni venete, trevigiane e bellunesi sono accomunate da una dinamica, su base annua, con segno negativo – commenta Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno|Dolomiti. – Analogo andamento negativo si registra per l’export lombardo ed emiliano. È dunque un risultato che va collocato nel più ampio contesto di una debolezza della domanda internazionale: ai conflitti ancora aperti, si somma il calo del potere d’acquisto delle famiglie e l’incertezza sugli investimenti futuri, penalizzati da tassi di interesse ancora elevati, nonostante un primo segnale di riduzione da parte della BCE.
I dati negativi del primo trimestre 2024 sono peraltro enfatizzati – continua il Presidente – dal ridotto periodo di osservazione come anche da un termine di confronto (il primo trimestre 2023) ancora ampiamente positivo, con variazioni sostenute, al tempo, dal rialzo dei prezzi.
Detto questo, bisogna prendere atto dei numeri e interpretarli con la giusta tara – prosegue Pozza -: l’export veneto registra una variazione negativa del -5,1% in valori, che però diventa del -1,4% in quantità. Si consideri che un anno fa, nel primo trimestre 2023, la variazione su base annua delle quantità esportate era del -6,7% (gli ordini esteri erano già fortemente in calo in quel periodo) a fronte però di una crescita in valori che si manteneva al +8,5%.
Questi dati – commenta il Presidente – fanno ben capire come l’attuale dinamica dell’export risulti ancora condizionata dalla concatenazione di shock recenti: debolezza della domanda internazionale che segue una situazione di effervescenza post pandemia, listini dei prezzi sulle montagne russe (ieri al rialzo per trasferire a valle i maggiori costi degli input, oggi in fase di normalizzazione), minore potere d’acquisto dei consumatori per effetto dell’inflazione stessa. Tant’è che se, di brutto, confrontiamo l’attuale valore export del Veneto (19,9 miliardi di euro) con quello del primo trimestre 2019 (“anno di grazia” lontano dai vari shock), notiamo un incremento del +25,8% (certo, in valori correnti).
Queste tare non vanno intese in termini consolatori – ci tiene a sottolineare il Presidente -. Alcuni settori presentano andamenti negativi sia in termini di valori che in termini di quantità. È il caso dei macchinari, prima voce export per il Veneto che, rispetto al primo trimestre 2023, scende con la stessa intensità sia in valori (-5,3%) che in quantità (-7,6%).
A livello di territori le esportazioni trevigiane flettono del -6,3% nel trimestre attuale, contro un +5,4% dello scorso anno, e quelle bellunesi del -4,6%, contro il +17,4% dello scorso anno.
I macchinari, prima voce anche dell’export trevigiana, accusano una flessione tendenziale del -4%, che tuttavia va confrontata con una crescita ancora molto sostenuta (+19,8%) registrata lo scorso anno. Diversa storia per il sistema moda che, invece, conosce una flessione molto più accentuata: è del -16,2% per il tessile-abbigliamento, e del -21,2% per le calzature. Con tali flessioni viene vanificato il recupero del 2023: i due settori vanno a posizionarsi al di sotto dei risultati del primo trimestre 2019 (-6,6% per il tessile-abbigliamento; -10,4% per le calzature).
Per Belluno l’occhialeria tiene, con l’export che si colloca poco al di sotto dei valori dello scorso anno (-1,3%). Va male invece la voce dei macchinari sia rispetto allo scorso anno (-29,1%) che rispetto al 2019 (-7,3%).
Ci si muove nell’incertezza – conclude Pozza -. È importante che le imprese si attrezzino per navigare in questa incertezza, adottando i più moderni strumenti di gestione strategica, tattica e predittiva. In tale direzione va il nuovo bando camerale che mette a disposizione delle imprese 1 milione di euro proprio per sostenere le imprese provinciali nella doppia transizione digitale e green.

Il quadro nazionale
L’Istat ha diffuso i dati dell’interscambio commerciale nazionale, regionale e provinciale dei primi tre mesi dell’anno 2024.
La debolezza della domanda internazionale, evidenziata da diversi trimestri anche dalle varie survey sul manifatturiero, condiziona inevitabilmente l’export italiano che riporta una flessione del -2,8% in valori rispetto allo stesso periodo del 2023.

Il quadro regionale
Nel primo trimestre 2024 l’export Veneto registra una variazione negativa del -5,1% in valori, che però diventa del -1,4% in quantità. Si consideri che un anno fa, nel primo trimestre 2023, la variazione su base annua delle quantità esportate era del -6,7% (gli ordini esteri erano già fortemente in calo in quel periodo) a fronte però di una crescita in valori che si manteneva al +8,5%.

L’interscambio commerciale della provincia di Belluno
Per la provincia bellunese, nel primo trimestre 2024 il valore delle esportazioni è in diminuzione nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente: la variazione su base annua è del -4,6%, ma anche in questo caso si confronta con un analogo periodo di forte crescita (nel primo 2023 l’export provinciale cresceva del +17,4%).
L’occhialeria, che contribuisce a quasi il 77% dell’export del trimestre, vede una lieve riduzione su base annua delle vendite all’estero (-1,3%). A determinare il risultato con segno negativo sono le minori vendite verso il mercato statunitense (da 322 milioni a quasi 251 milioni, -22,1%, risultato che non esclude un possibile effetto di una ricomposizione della filiera dell’occhialeria). Stabile il mercato francese, secondo partner commerciale con oltre 113 milioni di export nel primo trimestre 2024, ed in crescita la maggior parte degli altri principali mercati di destinazione. Rispetto al primo trimestre 2019 il settore resta in abbondante crescita (del +38,1%).
Al netto dell’occhialeria l’export bellunese del primo trimestre flette del -14,3% (da quasi 360 milioni del primo trimestre 2023 agli attuali 308 milioni). La variazione con segno negativo è determinata soprattutto dalle minori vendite di macchinari, seconda voce export, in calo del -29,1% su base annua (come pure del -7,3% rispetto al 2019). Il valore delle esportazioni scende anche per le altre principali voci merceologiche: prodotti di elettronica/medicali/di misurazione (-9,4%), prodotti tessili-abbigliamento (-19,2%, in calo anche rispetto al primo trimestre 2019), gomma-plastica (-5,0%).
Le importazioni della provincia di Belluno per il primo trimestre 2023 ammontano a oltre 323 milioni, in aumento del +6,3% su base annua: cresce in particolare l’approvvigionamento di prodotti legati all’occhialeria (da 81,7 a 121,6 milioni).

a cura dell’Ufficio Studi e Statistica della
Camera di Commercio di Treviso – Belluno