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giovedì, Giugno 13, 2024
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Manifatturiero in tenuta. La congiuntura nel primo trimestre 2024

Mario Pozza – Presidente Camera di Commercio Treviso/Belluno/Dolomiti

Si allontana per il momento il rischio recessione. Segnali positivi sul passo congiunturale convivono con un confronto su base annua ancora sfavorevole. In recupero l’industria dei metalli, segno di una possibile ripartenza della domanda di input a supporto dei vari settori

Il commento del presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Mario Pozza
I risultati al primo trimestre 2024 dell’indagine congiunturale condotta come di consueto su un campione di imprese manifatturiere venete, trevigiane e bellunesi, non evidenziano ulteriori peggioramenti. Siamo ancora dentro una fase di rallentamento del ciclo economico, ma con alcuni incoraggianti segnali di attenuazione – commenta il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza.
Quali sono i dati che ci permettono questa affermazione? Le variazioni congiunturali – spiega Pozza: produzione e raccolta ordini, in particolare dai mercati esteri, sono tornati a recuperare terreno, sostenendo la tenuta e il lieve miglioramento del grado di utilizzo degli impianti, e un altrettanto lieve allungamento dei giorni di produzione assicurati dal portafoglio ordini.
Restiamo pur sempre dentro un quadro di congiuntura debole – aggiunge il Presidente – condizionato dai ben noti scenari internazionali e da settori che oggi pagano di più l’inflazione strisciante, il calo del potere d’acquisto delle famiglie, l’incertezza negli investimenti, come anche l’esaurimento di fasi fin troppo effervescenti immediatamente dopo la pandemia. Fra tutti, il legno-arredo è un settore che sembra non partecipare ancora al recupero congiunturale, con tutti i suoi indicatori (non solo produzione, ma anche ordinativi) ancora in negativo. Ma anche il “sistema moda” presenta indicatori prossimi alla stazionarietà, con l’eccezione dell’occhialeria che conferma il suo trend positivo.
Interpreto come segnale positivo – continua il Presidente – anche la ripartenza dell’industria dei metalli e della gomma plastica, dopo trimestri di sofferenza: settori che, in quanto fornitori di input, sono anche termometro di una possibile ripartenza delle altre filiere.
Le previsioni per il secondo trimestre dell’anno sono improntate a cauto ottimismo. Però – prosegue il Presidente – non bisogna sottovalutare i rischi che ancora permangono a livello geopolitico; così come sarà fondamentale che la BCE trovi il giusto ritmo per la rimodulazione dei tassi d’interesse, prima di deprimere troppo questi segnali deboli di ripartenza che, parlando con le imprese, fanno fatica a proiettarsi su orizzonti temporali lunghi, inibendo strategie di investimento più strutturate.

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