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domenica, Maggio 26, 2024
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Le nuove tecnologie al servizio dei vini veneti

L’edizione del 2025 di Vinitaly (che si terrà dal 6 al 9 aprile) si preannuncia già come un’edizione di successo. Lo dicono i pareri positivi ricevuti durante il tour di promozione internazionale come il salone mondiale del vino e degli spirits Wine to Asia. Grazie alla collaborazione tra Veronafiere e Shenzhen Pacco Communication, questo evento è stata una vetrina per promuovere Vinitaly e l’eccellenza del Veneto nel mondo. Con oltre 500 brand che hanno partecipato a Wine to Asia durante le tre giornate del festival, la promozione di Vinitaly 2025 ha avuto un palcoscenico unico

L’industria vitivinicola e del cibo è sempre più internazionale, interconnessa e tecnologica. Essenziale per l’economia e il mondo del lavoro della provincia di Belluno e di tutto il Veneto, questa industria unisce tradizione ed innovazione per creare un futuro più efficiente e sostenibile.

Tra le tante tecnologie che stanno supportando l’industria vitivinicola veneta e non solo ci sono i QR code e le etichette digitali (e-label), utili anche per la tracciabilità dell’intera filiera. Innovazioni come queste aiutano soprattutto i consumatori, che hanno informazioni dettagliate sulla provenienza del vino, sulla produzione e su come abbinare la bottiglia a ricette regionali.

Secondo le direttive dell’Unione Europea, queste etichette digitali devono includere dati fondamentali come ingredienti, allergeni, nutrizione ed energia. Esistono sanzioni per le imprese che non rispettano queste regole e le autorità possono addirittura ritirare il vino dal mercato. Altrettanto importante è la direttiva per cui una e-label non può contenere informazioni promozionali o di marketing, ma solo dati utili ai consumatori.

Le etichette digitali e i QR code non sono le uniche tecnologie che stanno trasformando l’industria vitivinicola veneta. Ci sono anche i sensori e i robot, entrambi importanti per la gestione dei vigneti e per la coltivazione in generale. La raccolta di dati è fondamentale per lo sviluppo dell’industria e dei suoi processi produttivi. Per questo ci sono strumenti come lo switch ethernet e il GPS da implementare nel vigneto, anche per il monitoraggio della crescita delle piante e delle condizioni climatiche.

La tecnologia ha diverse vantaggi per le imprese vitivinicole, che diventano più efficienti e sostenibile. Si riducono i tempi ed i costi ma senza sacrificare la qualità. Secondo una ricerca di mercato di Federvini, il 78% delle aziende del settore è pronta a investire nella digitalizzazione nei prossimi 5 anni, però non mancano gli ostacoli. Tra questi, il più grande è l’incertezza, economica e non solo, e la difficoltà di ricevere crediti o fondi comunitari.

Una delle innovazioni più accessibili è l’intelligenza artificiale (IA), che aiuta le aziende ad ottenere dati precisi e puntuali, anche in tempo reale, e di prevenire i gusti e gli atteggiamenti dei consumatori. Sono gli ottimizzatori, strumenti usati dalle imprese vitivinicole per capire le tendenze del mercato. L’IA aiuta nella simulazione e combinazione dei gusti per creare un prodotto che rispecchi le preferenze dei clienti.

“Quello che oggi funziona di più è l’agricoltura predittiva,” ha detto Peter Kruger, presidente AgriFoodTech Italia durante una recente intervista, “basata su sistemi di monitoraggio, raccolta dati ed elaborazione attraverso algoritmi agronomici.”

Questi algoritmi supportano le aziende nella previsione della produzione vitivinicola in termini di volumi e, affiancati a strumenti come i robot e la meccanizzazione dei vigneti, assiste le imprese nella loro corsa alla trasparenza e sostenibilità. La condivisione e la gestione dei dati e dell’eccellenza italiana permette di posizionare i prodotti nazionali agricoli-agroalimentari sul mercato globale, dandogli un giusto valore economico. Questo, nonostante il 70% del territorio italiano non abbia ancora accesso alla banda larga e nonostante gli investimenti siano una sfida per tutte le aziende dell’industria vitivinicola italiana.

 

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