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L’artigianato cambia pelle. I dati degli indicatori del primo Focus Osservatorio Economia e Territorio

Moreno De Col presidente CNA Veneto
Matteo Ribon – Segretario CNA Veneto

Per il Veneto un anno di economia di stabilizzazione. Ottima performance per l’occupazione, in particolare per il comparto turistico. Crescono le imprese dell’artigianato “non convenzionale”.
De Col, Presidente CNA Veneto: «Stiamo vivendo un momento di forte trasformazione: cambia l’artigianato su cui costruire il futuro del Made in Italy. Oramai improrogabile mettere mano alla Legge Quadro ferma al 1985 che non racconta più il nostro mondo.»
Ribon, Segretario CNA Veneto: «Gli indicatori mostrano che il gap della pandemia è più che superato. Il Veneto è la regione più “industrializzata” d’Italia con una Occupazione solida non legata a dinamiche temporanee. Il Turismo si conferma traino per la nostra regione.

La lettura degli ultimi dati forniti dall’Osservatorio Economia e Territorio CNA Veneto mostra come la dinamica negativa legata alla pandemia, relativamente ad alcuni indicatori quali il PIL, i Consumi, gli Investimenti, l’Occupazione, l’Export e il Turismo possa considerarsi del tutto archiviata. I dati infatti mostrano come, per ora, la tendenza sulle dinamiche di quest’anno per il Veneto sia di una economia di stabilizzazione.

Due gli indicatori più rilevanti: imprese e ocupazione
Calano le Imprese, ma cambia l’Artigianato. Dal 2019 si registrano 9 mila aziende in meno, 5 mila delle quali sono imprese artigiane (da circa 125.600 a poco più di 120 mila, -4%). In particolare, si nota la flessione delle imprese artigiane nel manifatturiero (-2.858 aziende) e nella logistica (oltre mille imprese in meno, pari al -12,9%). Ma questo calo delle imprese artigiane va considerato secondo una lettura particolare: le aziende artigiane del manifatturiero si trasformano ed escono dallo status di artigiane per sopraggiunti limiti dimensionali, crescono numericamente invece le imprese appartenenti ad un Artigianato “non convenzionale”, legato ai servizi ad alto contenuto di conoscenza in grado di padroneggiare le nuove tecniche digitali per una innovazione dei processi produttivi. Tra queste imprese si contano in aumento quelle dedicate ad attività di consulenze informatiche; attività professionali scientifiche e tecniche; le imprese di comunicazione e produzione video; quelle dedicate ad attività creative e di intrattenimento; di silvicoltura e utilizzo di aree forestali; e di servizi alla persona.
«Dobbiamo guardare con attenzione per seguire questa strada – afferma il Presidente CNA Veneto Moreno De Col –. L’artigianato è cambiato e cambia nelle procedure, negli orientamenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Si deve guardare con ancor più attenzione alle transizioni – green e digitale – che non sono più prorogabili e che richiedono un nuovo approccio anche per rendere attrattive le nostre imprese per i giovani. In questa prospettiva risulta necessario porre mano alla Legge Quadro sull’Artigianato datata 1985 che non racconta più l’artigianato di oggi. Su questo nuovo Artigianato si costruisce infatti il futuro del Made in Italy.»
Tra le variabili che hanno inciso invece sulla chiusura delle imprese artigiane: il mancato passaggio generazionale; le conseguenze dello stallo dovuto al Covid; la situazione geopolitica attuale con i conflitti in Europa e in Medio Oriente.

Occupazione e turismo
Bene per l’Occupazione. Il dato mostra una crescita del +3,7% rispetto al 2022 superiore alla media nazionale (+2,1%). L’incremento dell’occupazione si riscontra in tutti i settori economici ad eccezione dell’Agricoltura (-5%); in particolare, si segnalano le performance del Commercio (+6,7%) e dell’Industria (+5,1%). Con riguardo al mercato del lavoro, il Veneto si dimostra la regione più “industrializzata” d’Italia: gli occupati nell’industria sono infatti il 28,7% del totale regionale, a fronte di una media nazionale del 20,1%. Ciò significa che nel territorio prevale un tipo di occupazione “solida” non legata a richieste specifiche o a dinamiche temporanee.
Lettura positiva anche per il movimento turistico regionale che conferma il trend di crescita (nel 2023 +9,1% presenze; nei primi mesi del 2024 +6% presenze rispetto allo stesso periodo del 2023). In questo particolare settore l’occupazione si dimostra vitale con un +6,7% (commercio, alberghi e ristoranti) e si posiziona ancor prima del dato relativo alla occupazione nel settore Industria.
«Il dato rilevato dall’Osservatorio relativo al Turismo con quasi 72 milioni di presenze dimostra come il gap della pandemia sia oramai più che superato – commenta il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon – ¬. È senz’altro il dato più performante di questo Focus, a corollario di un anno più che positivo per il turismo della nostra regione. E le statistiche confermano la tendenza: infatti le presenze turistiche in questi primi mesi del 2024 mostrano un ulteriore crescita di 6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2023.»

LA TABELLA DEGLI INDICATORI

Consumi
Da non trascurare il peso dell’Inflazione che permane e che in qualche misura continua a rallentare il dato relativo ai Consumi in aumento limitato del +0,8% nel 2024, i quali, peraltro, hanno ampiamente recuperato il crollo del 2020.

Export
Dopo una fase (2021-2022) caratterizzata da una crescita impetuosa dell’Export del Veneto, i dati del 2023 manifestano una sostanziale conferma dei valori dell’anno precedente (-0,3%). Il trend positivo di Meccanica e Agroalimentare controbilancia la flessione degli altri settori, particolarmente evidente nella Metallurgia (-8,4%) e nella Chimica-Gomma-Plastica (-7,2%).

Investimenti
Nel 2024 ancora segno positivo ma in forte rallentamento a causa di molteplici elementi: aumento tassi di interesse; attuazione del PNRR; effetto dei Bonus edilizi. Per il 2024 il DEF delinea una crescita degli investimenti del + 1,7% inferiore a quella dello scorso anno.

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