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Comitato Civico Variante di Longarone: “Ci siamo trovati di fronte a un progetto necessario quasi una sorta di dogma”

Si è costituito il 23 aprile, in una sala gremita che ha riunito più di duecento cittadini, il Comitato civico per discutere il progetto della Variante di Longarone.

Nonostante le premesse di un dialogo costruttivo e di una volontà di cooperazione evidenziate negli incontri degli ultimi tre mesi, in cui alcuni cittadini hanno lavorato in stretta relazione con l’Amministrazione per proporre e analizzare miglioramenti sostanziali al progetto della variante di Longarone, la serata ha messo in luce un divario tra le aspettative create e le reali intenzioni delle istituzioni, lasciando tutti sorpresi.

Dopo l’esposizione dettagliata da parte del gruppo di cittadini, che ha evidenziato i tratti del progetto suscettibili di maggiori preoccupazioni in termini di criticità ambientali, funzionali e di sicurezza, sono intervenuti il commissario straordinario di Governo Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano-Cortina) e il capo dipartimento Anas Venezia ing. Ettore de la Grennelais oltre che il sindaco Roberto Padrin.

Malgrado le dettagliate espressioni di preoccupazione da parte dei cittadini, gli interlocutori hanno manifestato una certa rigidità nel considerare modifiche al progetto, giustificando le scelte con il rispetto delle leggi vigenti e il rischio idrogeologico.
Quando le premesse sembravo essere di una semplice formalizzazione delle richieste ormai recepite, ci si è trovati invece di fronte a una netta posizione di contrarietà e inflessibilità. Questo atteggiamento ha di fatto trasformato la variante, da un progetto necessario quasi in una sorta di dogma, specialmente considerando che è un’opera supportata dai fondi destinati all’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 e questi finanziamenti potrebbero andare persi se non si procedesse nei tempi previsti.

Durante la discussione, l’argomento principale è stato la richiesta di sostituire l’attuale variante in terrapieno sopraelevata nella zona della Fiera verso nord e portarla in trincea. La risposta sembra dipendere dall’analisi della problematica relativa al rischio idrogeologico anche se a tutt’oggi non è stato chiarito quali caratteristiche dovrebbero avere gli argini o in generale le azioni di mitigazione e se esse sono compatibili o meno con l’opera.
Per questo motivo il neo formato comitato, nei prossimi giorni, si impegnerà a ottenere chiarezza su questo punto contattando le autorità competenti. L’obiettivo è raccogliere gli elementi che possano confermare o rigettare definitivamente l’ipotesi auspicata dalla collettività della soluzione in trincea.

Un altro punto in cui non si è riscontrata apertura al confronto riguarda la tipologia di immissioni dei veicoli in alcuni punti della variante che rischiano di creare situazioni di notevole pericolo. Sono state chiamate in causa normative specifiche ma non è noto che siano applicate in ogni progetto alla stessa maniera per cui rimane una sensazione di perplessità e la consapevolezza che se ci fosse realmente disponibilità, ci sono sicuramente modalità per revisionare e ridimensionare il progetto.

Le parole espresse descrivendo la costruzione del passaggio sopraelevato nello svincolo di Longarone per consentire di osservare la diga del Vajont durante il transito, sono sembrate mancare di rispetto nei confronti della tragedia che essa rappresenta. Dobbiamo ricordare che la diga del Vajont non può essere considerata in nessuna maniera un’attrazione turistica, ma piuttosto un monumento commemorativo di una terribile catastrofe che merita un approccio rispettoso e riflessivo, evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione che possa minimizzare l’importanza della tragedia e il dolore delle vittime e delle loro famiglie.

La conclusione della serata è stata caratterizzata da un senso di frustrazione diffuso tra i cittadini, che rimangono scettici sulla volontà reale delle autorità di ascoltare e rispondere alle loro preoccupazioni temendo che l’obiettivo primario sia quello di portare a compimento l’opera a tutti i costi.
Se non ci sarà un vero cambiamento nel progetto, si rischia di assistere a un crescente movimento di opposizione che propone addirittura di bloccare la variante del tutto finché non saranno accettate le principali migliorie proposte. Queste sono state le parole espresse da molti alla fine della serata.

Comitato Civico Variante di Longarone

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