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Belluno photo festival 2024. Sabato a Palazzo Fulcis l’inaugurazione della 2a edizione dell’esposizione fotografica

Chiostro, giardino del Museo “Fulcis” Belluno

Pronta all’esordio la seconda edizione di Belluno Photo Festival. L’attualità, i conflitti in corso in Europa e nel mondo, suggeriscono il tema di quest’anno, che sarà: “Le strade della pace”. Il circuito espositivo dedicato alla fotografia d’autore sarà inaugurato sabato 27 aprile alle 17 a Palazzo Fulcis alla presenza del direttore artistico dell’iniziativa, Fabio Cavessago; i pannelli fotografici, poi, resteranno esposti fino al 9 giugno.

E’ confermato il format dello scorso anno, collaudato e apprezzato da cittadini e turisti, di una mostra open air diffusa lungo vie e piazze del centro storico, esposizione firmata da grandi nomi della fotografia che fino ai primi di giugno arricchirà la passeggiata nel cuore storico del capoluogo offrendo spunti di riflessione e scorci su mondi e realtà diverse, ma non così lontani. L’itinerario si snoderà tra piazza dei Martiri, piazza Vittorio Emanuele II, porta Dojona e via Rialto, piazza Duomo e piazza Castello, un percorso che abbraccerà i luoghi più frequentati del centro storico.

I pannelli in mostra saranno 15, le foto complessivamente 60 firmate da noti fotografi: Azim Khan Ronnie, Walter Rothwell, Mou Aysha, Nicola Ducati, Stefanie Waiblinger, Laurence Bouchard, Mania De Praeter, Marco Parenti, Mimo Khair, Robin Fox, Mark Fromson, Regula Tschumi, Céline Pannetier, Jonas Dyhr Rask, Robin Yong.

L’iniziativa, curata dagli assessorati alla cultura e al turismo e proposta dall’Associazione Lab77, va nella direzione di destagionalizzare l’offerta turistica e le iniziative arricchendo il calendario del territorio in un periodo di cosiddetta bassa stagione e offrendo ai visitatori da fuori provincia un motivo in più per passeggiare in città.

“E’ un modo per avvicinare i giovani al viaggio, per stimolare la conoscenza verso altre culture, tradizioni e popoli – commenta il curatore, Cavessago -. La fotografia è un mezzo che unisce tutti sotto la stessa bandiera, quella della pace. La città in questo modo si trasforma in un museo a cielo aperto”.

I FOTOGRAFI
Azim Khan Ronnie – fotografo del Bangladesh viaggia nel suo Paese e nel resto del mondo per «catturare momenti di vita» Nelle fotografie aeree, che si potranno vedere esposte davanti ai giardini in Piazza dei Martiri, aggiunge alla dimensione umana la sua arte nella composizione, nelle forme e nel gioco dei colori conferendo ad ogni scatto una dimensione geometrica e artistica. Le sue foto vincono regolarmente numerosi premi internazionali, ad oggi oltre 700.
Walter Rothwell – fotografo pluripremiato, pubblicato ed esposto a livello internazionale con lavori conservati in collezioni private. I suoi scatti sono stati esposti al Salon de la Photo di Parigi e alla Saatchi Gallery di Londra. Nel 2015 ha co-fondato lo Street Photography International Collective, che ora vanta il più grande account Instagramdedicato al genere, con quasi 2 milioni di followers.
Mou Aysha – fotografa documentarista di Dhaka, Bangladesh dove dal 2014 è docente per i corsi di fotografia presso il First Light Institute of Photography. E’ coinvolta come volontaria in progetti sociali e umanitari.

Nicola Ducati – travel photographer italiano nato nel 1973 a Trento, dove attualmente vive. La fotografia per lui è stata il mezzo per esplorare il mondo e incontrare popoli sconosciuti; la curiosità negli anni si è trasformata in passione e necessità di conoscenza. La sua fotografia è ispirata dallo scorrere del tempo e dal desiderio di preservare la memoria di culture e tradizioni che presto lasceranno il posto alla modernità. Ha esposto in alcune gallerie di New York e Parigi, pubblica i suoi progetti su numerose riviste specializzate.

Stefanie Waiblinger – fotografa e architetto di Amburgo. Nota per il genere street che l’ha portata in finale in molti concorsi fotografici internazionali.
Laurence Bouchard – fotografo inglese residente a Tokyo. I suoi scatti sono caratterizzati dall’attenzione posta alle forme e alla luce.

Mania De Praeter – fotografa, ma anche neurochirurgo presso l’ospedale universitario della sua città natale, Anversa (Belgio). Si divide tra Anversa, dove lavora e vive, e New York. Dopo il lockdown all’impegno nella neurochirurgia pediatrica ha aggiunto la passione per la fotografia. I suoi lavori sono per lo più in bianco e nero.

Marco Parenti – fotografo ed ex docente di Farmacologia a Milano. Artista di grande talento.
Mimo Khair – fotografa creativa versatile, nota per i suoi successi nel campo della fotografia, della scrittura, dei blog, della consulenza di design e dell’animazione. Con un’impronta globale, il suo lavoro ha raccolto premi, pubblicazioni e mostre in vari continenti.
Robin Fox – fotografo di terza generazione all’interno di una famiglia nota per nel campo delle arti fotografiche. Vincitore, nel 2005, del prestigioso premio della rivista Broadcast Magazine come “Miglior giovane cameraman” e, nel 2010, dell’IVCA Gold Award per la cinematografia per il film “Le 1001 invenzioni e la biblioteca dei segreti”, con Sir Ben Kingsley. Di recente ha lavorato a produzioni per BBC, Amazon e Netflix.
Il suo lavoro si snoda tra la fotografia e la produzione cinematografica di documentari, film drammatici e spot pubblicitari.
Marco Fromson – fotografo canadese con sede a Vancouver. Viaggiatore instancabile e proprietario di un’agenzia digitale, dai sui viaggi in 57 Paesi e lungo 6 continenti ha tratto scatti di grande impatto. A Belluno esporrà 4 immagini del Burning Man, festival di otto giorni a Black Rock City, città del Nevada sulla distesa salata del deserto Black Rock.
Regula Tschumi – fotografa con sede a Berna, in Svizzera, ma anche antropologa e mediatrice artistica.Trascorre molti mesi all’anno in Ghana.
Céline Pannetier – fotografa di strada, di origine francesi ma residente a Barcellona. Al suo attivo ha la vittoria di numerosi premi in concorso fotografici internazionali.
Jonas Dyhr Rask – danese, fotografo ufficiale della Fujifilm.
Robin Yong – fotografo nativo di Singapore ma trapiantato in Australia. Vincitore di numerosi premi internazionali, oggi è uno dei fotografi più popolari e influenti del Carnevale di Venezia.

 

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