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venerdì, Maggio 31, 2024
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Aborto: nuovo attacco alla 194; il Veneto esprima dissenso all’emendamento pro-life e investa sui consultori

Vanessa Camani – Consigliera regionale

A seguito dell’approvazione alla Camera di un emendamento al Dl Pnrr, che prevede che le Regioni, nell’organizzare i servizi dei consultori, possano avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza, dei pro-vita, la capogruppo del Pd Veneto, Vanessa Camani ha presentato una mozione. Il testo è stato sottoscritto dai colleghi di opposizione Luisetto, Zottis, Montanariello, Zanoni, Lorenzoni, Ostanel, Guarda e Baldin.

“Ancora una volta – si legge – dopo 46 anni dall’entrata in vigore della 194, si tenta di attaccare il cuore della legge, ovvero il diritto all’autodeterminazione delle donne e alla scelta informata e consapevole di maternità. La legge 194 prevede già la presa in carico delle utenti da parte di specialisti per accompagnarle nella scelta dell’interruzione volontaria di gravidanza, mentre la presenza di associazioni del terzo settore pro-life non solo appesantirebbe il loro percorso, ma potrebbe anche compromettere la riservatezza che tale scelta richiede”.

In relazione allo scenario veneto, la mozione riporta una serie di dati: “secondo il report di maggio 2023 sui dati del 2022, a cura della Direzione Servizi Sociali della Regione del Veneto, la rete dei Consultori familiari in Veneto è composta da 88 equipe multiprofessionali e multidisciplinari complete, che esercitano in 24 sedi principali. In media, è presente un’equipecompleta ogni 35.019 abitanti di età compresa tra i 14 e i 65 anni. Secondo la Relazione del Ministro della Salute sulla attuazione della legge 194, trasmessa al Parlamento lo scorso settembre, il Veneto è solo al nono posto in Italia per numero di consultori familiari (110) mentre il personale sociosanitario che pratica l’obiezione di coscienza è superiore rispetto alla media italiana: i ginecologi obiettori sono il 67,6% (contro una media nazionale del 63,4%); gli anestesisti obiettori sono il 43,1% (contro una media nazionale del 40,5%); il personale non medico obiettore arriva al 37,1% (contro una media nazionale del 32,8%)”.

“Una situazione che, in chiave veneta, rischia dunque di essere ulteriormente aggravata – osserva Camani – da questo emendamento che rappresenta un inedito in sede legislativa parlamentare, ma rispecchia gli stessi tentativi periodicamente agiti, nelle Regioni e Assemblee legislative dove la destra ha la maggioranza, di prevaricare la soggettività femminile e il diritto all’autodeterminazione delle donne quando si tratta di interrompere una gravidanza, attraverso l’interposizione di ostacoli al percorso già doloroso di chi prende in considerazione l’aborto”.

La mozione vincola la Giunta regionale ad una serie di impegni: “Ad esprimere dissenso rispetto alle indicazioni previste dall’emendamento al Dl Pnrr. A non esercitare la facoltà prevista per i servizi consultoriali, (ovvero che “le Regioni possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”), soprattutto in considerazione dei rischi di violazione di privacy, riservatezza e rispetto dei diritti delle donne e laicità del servizio pubblico. A rafforzare infine, nonostante i mancati trasferimenti e il sottofinanziamento statale, l’investimento nei consultori familiari in quanto strutture che rappresentano le sedi deputate a garantire la tutela della salute delle donne in un contesto di libertà e autonomia”.

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