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Indagine sul biancone, il rapace diurno migratore transahariano del Parco regionale dei Colli Euganei

Biancone (Foto di Aldo Tonelli)

Un gruppo di ricercatori, composto da volontari delle Sezioni LIPU di Padova e di Vittorio Veneto e da freelancers, ha documentato un’importante rilevazione scientifica nell’area del Parco Regionale dei Colli Euganei. Il 5 luglio 2022 è stato rinvenuto un roost, ossia un dormitorio comune, costituito da più di 30 esemplari di biancone (Circaetus gallicus), il più esteso in assoluto per dimensioni scoperto in periodo estivo in tutto l’areale riproduttivo della specie, che comprende l’Europa mediterranea e centro-orientale.

Il biancone è un rapace diurno migratore transahariano, cioè una specie che sverna in Africa meridionale e due volte all’anno, una in primavera (da sud a nord), e l’altra a fine estate (da nord a sud), attraversa il deserto del Sahara e il Mar Mediterraneo per venire a riprodursi in Europa, scegliendo perlopiù gli ambienti mediterranei semiaridi ricchi di serpenti, prede che costituiscono oltre il 90% della sua dieta. Il sito collinare oggetto di studio, con una superficie di circa 60 ettari, non viene reso noto per motivi protezionistici ed è caratterizzato da un bosco misto di latifoglie e conifere. Il roost, una sorta di assembramento temporaneo di individui su gruppi di alberi per passare la notte, è stato monitorato costantemente dai ricercatori per tutta l’estate del 2022 continuando le rilevazioni sul campo anche nel 2023.

L’osservazione scientifica, compiuta ogni mattina per un totale di 217 ore e coordinata dall’ornitologo esperto in bianconi Roberto Guglielmi, è stata condotta lungo molteplici direttive: il comportamento, seguito da Aldo Tonelli, naturalista storico del territorio euganeo che da trent’anni segue l’avifauna dei Colli; l’analisi dell’andamento del numero di individui del roost e l’esplorazione del territorio, curate dalla Biologa ambientale Elena Rizzo; la determinazione dell’età dei soggetti in base ai diversi pattern di piumaggio e stati della muta, opera della studentessa in Scienze Biologiche, Beatrice Zambolin; gli aspetti cartografici, a cura del naturalista Giovanni Benetton. I risultati hanno portato a ritenere che il dormitorio si possa essere formato grazie a tre fattori, ossia l’ampia disponibilità di rettili presenti negli ambienti del Parco regionale dei Colli Euganei, l’assenza di coppie riproduttive di bianconi detentori di territori già occupati e la posizione geografica del territorio euganeo che forma un crocevia di rotte migratorie, verso Sud, Est e Ovest.

La presenza del biancone nel territorio collinare è importante perché costituisce, come tutti i predatori che stanno all’apice della catena alimentare, un indicatore di elevata qualità ambientale, da proteggere per la salvaguardia di tutti gli ecosistemi presenti nell’area protetta. Inoltre, questo rapace rientra tra le specie inserite in Allegato I della Direttiva “Uccelli” (2009/147/CE), per le quali i Paesi membri dell’Unione Europea devono riservare misure speciali di conservazione mirate a garantire la sopravvivenza nel tempo delle loro popolazioni e dei loro habitat. Lo studio è ancora in corso e proseguirà in futuro, con la speranza di attestare nell’area dei Colli Euganei nuovi insediamenti coppie riproduttive costituite dagli individui del roost che risultavano in gran parte ancora sessualmente immaturi. La ricerca ha ottenuto il patrocinio dell’Ente Parco ed è stata presentata sotto forma di poster al XXI Convegno Italiano di Ornitologia, tenutosi dal 5 al 9 settembre 2023 a Varese, organizzato dall’Università dell’Insubria e dal C.I.S.O. (Centro Italiano Studi Ornitologici).

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