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Nevegal, presentato il progetto del Consorzio Tolomeo. Stagione estiva assicurata con apertura seggiovia. Sul tavolo la prossima stagione invernale progettata da esperti

Belluno, 25 marzo 2024 – E’ stato presentato oggi pomeriggio a Palazzo Rosso il progetto del Consorzio Tolomeo che si propone come protagonista per le prossime stagioni invernali ed estive del Nevegal.

In apertura, il sindaco Oscar De Pellegrin ha ripercorso le ultime vicissitudini del Colle. “Sono cambiate le condizioni generali. Non ci sono più i presupposti per proseguire la gara per la gestione degli impianti (precedentemente aggiudicata all’unico soggetto che si fece avanti, l’Ati composto da Dolomiti Strade e Nevegal 2021)” ha detto il Primo cittadino ringraziando la società Nevegal 2121 che ha comunque assicurato la stagione 2023/2024 anche in condizioni difficili con rare nevicate. Preso atto che la Nevegal 2021 ha deciso di cedere le proprie quote, come ha dichiarato Roberto Pierobon e il presidente della società stessa Alessandro Molin, il sindaco ha parlato di “una nuova possibilità per il Nevegal, e di altre che arriveranno”.

E’ intervenuto quindi Lorenzo Baldanello, portavoce della società Uoffy Italia, che ha creato il marchio We Love Nevegal, costituita da un team di esperti di marketing, comunicazione e questioni legali, e anello di congiunzione tra le tre associazioni operanti in Nevegal, “Proprietari Nevegal” “Amici del Nevagal” e “Nevegallika”, che ha spiegato le motivazioni, la strategia del progetto. “Abbiamo contattato il Consorzio Tolomeo che si occupa di gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie, i cui tecnici si sono interfacciati con gli operatori bellunesi, per questo progetto Nevegal che va aldilà degli impianti. Il nostro team ha deciso di investire perché riteniamo ci siano tutte le potenzialità nel Colle”.

Roberto Pierobon, affiancato dal presidente Alessandro Molin della società Nevegal 2021, ha parlato di una grande svolta per il Nevegal “Noi ci crediamo – ha detto – siamo un piccolo gruppo di imprenditori”. Pierobon ha spiegato i presupposti necessari per la riuscita del progetto, la doppia stagione invernale e estiva, l’adeguamento tecnologico con un impianto moderno di innevamento, l’ospitalità con il coinvolgimento degli operatori. “Abbiamo lavorato – ha detto – per tenere in piedi il Nevegal, perché il nostro bacino d’utenza era dedicato a tremila bambini che qui hanno imparato a sciare e saranno i futuri sciatori delle terre alte. Il volano economico turistico, non può prescindere dall’attività sciistica, tant’è che Dolomiti Superski continua a investire negli impianti a tecnologia avanzata.

Per il Consorzio Tolomeo che opera in Alta Valsusa, c’era Alessandro Pietroboni, imprenditore bresciano, e il tecnico Devis Biena, titolari delle società che costituiscono il consorzio stesso. “L’amministrazione comunale ha già provveduto alla realizzazione del lago in quota, fondamentale per l’innevamento – ha detto Pietroboni – Ora passeremo alla fase 2 ossia quella degli impianti di innevamento”.

Abbiamo dinanzi degli esperti del settore, abituati a gestire impianti da 400 cannoni per la produzione di neve. Con l’utilizzo delle più moderne tecnologie come per le piste di Sansicario (Cesana), Claviere e Sauze d’Oulx dove hanno georeferenziato il territorio con i droni. Parliamo di sistema “snowsat” ossia software e hardware in grado di gestire l’innevamento artificiale da una sala di controllo.

“Dal 6 dicembre si deve poter sciare – ha detto Pietroboni – perché perdere le vacanze natalizie significa perdere il 60% del fatturato”. Si è parlato anche di costi di realizzazione del progetto. Per il Nevegal servono dai 12 ai 15 milioni, secondo la stima di Pietroboni, Di cui 3,5 / 5 milioni per un moderno impianto di innevamento. “In Piemonte – ha detto Pietroboni – la produzione di neve è considerata bene di pubblica utilità e viene finanziata dalla Regione. C’è inoltre il Bando Santanchè che finanziava fino al 90% degli investimenti”. Secondo la previsione di Pietriboni il Nevegal potrebbe andare a pieno regime in tre anni.

“Quello di cui abbiamo bisogno è l’innevamento artificiale. Mentre l’attuale seggiovia in due tronconi può andare bene e ha costi molto inferiori rispetto a una ovovia, che comunque sarebbe sovradimensionata per il Nevegal”.

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