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venerdì, Maggio 31, 2024
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Di cosa è fatta la speranza. Venerdì in sala Bianchi la presentazione del romanzo di Emmanuel Exitu

E’ uscito a ottobre da Bompiani (ed è già alla seconda ristampa) il libro “Di cosa è fatta la speranza”, romanzo che ripercorre la storia di Cicely Saunders, infermiera, assistente sociale e poi medico, che ha lottato tutta la vita per ridare dignità ai malati terminali.

Il libro sarà presentato a Belluno in sala Bianchi di viale Fantuzzi il 22 marzo alle ore 20:30. Sarà presente l’autore Emmanuel Exitu, autore televisivo e drammaturgo per il Teatro di Documenti; dal suo romanzo “La stella dei Re” ha tratto la sceneggiatura per l’omonimo film Rai; autore di documentari, sta sviluppando progetti e podcast dedicati al sociale e alla costruzione del bene comune. Dialogheranno con lui il dottor Marco Maltoni, Coordinatore della Rete di Cure Palliative della Romagna e professore straordinario a tempo determinato presso la Scuola di specializzazione in Medicina e Cure Palliative dell’Università di Bologna e il dottor Giuseppe Fornasier, Coordinatore della Rete delle Cure Palliative dell’ULSS 1 Dolomiti.

Fino agli anni ’70 del secolo scorso questi pazienti erano abbandonati dai medici perché “non c’è più niente da fare”. Invece per lei ce n’era, e molto: partendo dall’osservazione, guidata dalla fede e dallo spirito scientifico, rinnovò la terapia del dolore inventando le cure palliative e i moderni hospice.
Ripercorrendo la sua vicenda umana e professionale, l’autore Emmanuel Exitu mette in luce il misterioso abbraccio fra il dolore e la speranza, che è un’esperienza che ci riguarda tutti.
La sua storia ci dimostra come dalla capacità di osservare e di ascoltare il paziente nascano l’empatia, la compassione, la capacità di prendersi cura; di come si possa vivere fino all’ultimo respiro con un senso di dignità rinnovata. “Di cosa è fatta la speranza” è certo la storia di un genio femminile della medicina, il racconto dell’incapacità di rassegnarsi e della capacità di trovare speranza anche dove si pensava non ci fosse. È un romanzo che qualsiasi studente e futuro professionista sanitario dovrebbe leggere, perché ci narra di che cosa significa fare veramente medicina.
Ma è soprattutto una storia d’amore, la storia di un abbraccio alla persona che sa mostrare la speranza a tutti gli uomini e le donne, raccontata in modo capace di parlare a tutti, dal profondo della nostra esperienza, costruendo ponti sul “comune terreno della nostra vulnerabile umanità”.

 

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