
Consigliere comunale di Belluno del Partito Democratico
Vicepresidente della terza commissione e presidente della commissione pari opportunità del comune di Belluno
La vicenda dell’assemblea dei cittadini di Borgo Piave e Borgo Prà sfociata con una votazione che ha approvato la fusione dei due borghi per l’espressione del capofrazione, (lasciando fuori la parte della parrocchia di Borgo Piave di là del Piave), lascia perplessi per molti aspetti.
Innanzitutto non sono per nulla chiari i contorni della votazione. Una votazione confezionata a tavolino il giorno stesso, senza preavviso, come dimostrano le locandine affisse per la pubblicizzazione dell’incontro. Inoltre, come mi è stato riferito da alcuni dei presenti, molti dei partecipanti hanno abbandonato la sala al momento della votazione per protesta.
Ancora più perplessi lascia la risposta del sindaco alla richiesta del Comitato Borgo Piave – Oltrepiave di ridiscutere la questione ed eventualmente rifare la votazione: “Venite a parlare con me, ma sulla decisione della votazione non si ritorna”. Spero invece che possiamo discuterne nel Consiglio Comunale attraverso le sue commissioni visto che la questione non riguarda il sindaco e la giunta ma la cittadinanza rappresentata dal sindaco e dai consiglieri comunali.
Più in generale come consiglio comunale stiamo ancora aspettando l’occasione di discutere la questione dei capifrazione. Senza entrare nel dettaglio del regolamento una questione su tutte mi lascia perplessa: le istanze/proposte che il capofrazione raccoglie nelle assemblee dei cittadini a chi le porta, con chi le condivide? Al solo sindaco? E chi confronta le proposte delle varie frazioni per scegliere le priorità e quindi i finanziamenti? Di nuovo il solo sindaco?
Non è quanto previsto dal nostro sistema democratico visto che è il Consiglio Comunale che approva il bilancio, fa le scelte urbanistiche, approva tariffe… Ricordiamoci tutti che le assemblee delle frazioni oltre che proporre piccoli interventi di sussidiarietà (per esempio sistemazione di una fontana) potranno esprimere pareri su questioni che la riguardano per esempio modifiche alla circolazione, permessi per nuovi negozi, la scuola del quartiere…questioni insomma che interessano non solo la frazione ma tutta la cittadinanza, pareri che quindi devono trovare il modo di essere portati al confronto nel consiglio comunale. Per questo nuovamente chiediamo di discutere anche di questi aspetti in consiglio comunale.
Per chiudere con una battuta: usciamo dall’ascolteria e pratichiamo la democrazia.
Maria Teresa Cassol – Consigliera comunale di Belluno



