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Io sono ambiente. Coinvolte 34 classi della Primaria e Secondaria di 1° grado in 17 uscite didattiche

Nel mese di maggio 2023 l’Istituto Comprensivo 1 Belluno, rispondendo al bando “Io sono ambiente”, emesso da Ministero dell’Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero dell’Università e della Ricerca, ha presentato una proposta progettuale in partenariato con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che è risultata destinataria di un finanziamento di 30.000 euro per la totale copertura delle spese e che ha visto coinvolte 34 classi di Scuola Primaria e Secondaria di I grado in 17 uscite didattiche e laboratori sul territorio provinciale.

Il bando invitava alla realizzazione di progetti finalizzati alla diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, così l’allora Dirigente Scolastica Antonella Pacieri ha incaricato due docenti di scienze della “Sebastiano Ricci” di formulare una proposta: la Prof.ssa Maria Teresa Cassol, con una lunga esperienza nell’organizzazione di viaggi d’istruzione e di escursionismo in montagna, ed il Prof. Mattia Cesa, partecipante proprio in quei mesi ad un corso di formazione sull’alterazione ambientale di origine antropica organizzato dal Polo di Roma della Fondazione dei Lincei per la Scuola.

La tematica scelta è stata l’Antropocene, ossia l’attuale periodo geologico “firmato” con l’impronta umana indelebile su tutte le matrici ambientali. Da qualche decennio infatti misuriamo la più “grande accelerazione” nella storia della Terra delle concentrazioni di gas serra in atmosfera, della temperatura media globale, dello scioglimento dei ghiacci, dell’acidificazione e dell’innalzamento degli oceani, della biomassa pescata e di quella allevata, della perdita di foreste tropicali e di biodiversità in generale, della produzione di oggetti non biodegradabili.

Quali sono gli atteggiamenti più diffusi in risposta a tutto ciò? Indifferenza causata dall’assuefazione, ansia climatica generata da messaggi dal tono catastrofistico, oppure negazionismo, come conseguenza della difficoltà cognitiva di affrontare un problema complesso. La scuola – come ha spiegato il famoso divulgatore scientifico e fondatore di Tecnoscienza, dott. Lorenzo Monaco, invitato dall’IC1 ad aprire simbolicamente i lavori con un seminario preparatorio per circa cento docenti dei diversi plessi – dovrebbe investire nell’educazione climatica, nella cultura della sostenibilità, nell’alfabetizzazione sulle cause e sugli effetti che governano il mondo fisico, indicando stili di vita che ci portino a rallentare e riportare sotto controllo questa “auto impazzita” che è la nostra attuale società. Di qui il nome del progetto elaborato dall’IC1: “Come si guida nell’Antropocene?”.

Così nell’arco di tre settimane fra i mesi di settembre ed ottobre circa ottocento alunni dell’IC1 – ora diretto dalla Prof.ssa Fatima Palazzolo – hanno potenziato le loro abilità di osservazione e di analisi dei complessi cambiamenti ambientali in atto partecipando ad uscite e laboratori didattici nelle seguenti aree di studio:

i luoghi del disastro del Vajont, per riflettere su uno dei peggiori esempi di gestione ambientale al mondo

il Centro Valanghe ARPAV di Arabba ed i sentieri dell’alto agordino, per comprendere il lavoro degli esperti di meteorologia e di climatologia e per vedere da vicino gli effetti del surriscaldamento globale, dallo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada agli schianti della tempesta Vaia

i siti mesolitici di Mondeval e le sezioni di paleontologia e di archeologia del Museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore, compresa la mostra “Evolution”, per rivolgere lo sguardo a dove tutto è cominciato, ossia il progressivo ricorso alla stanzialità da parte degli uomini cacciatori-raccoglitori, che hanno così iniziato a plasmare l’ambiente circostante

il bosco del Cansiglio, per toccare con mano un esempio di secolare gestione delle risorse faunistiche e forestali, fra aree di riserva integrale, selvicoltura e progetti pilota di ripopolamento, ma anche per godere dello spettacolo della natura rappresentato dai bramiti dei cervi, ascoltati in appostamento nelle radure al calar del sole

i luoghi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi per riconoscere nella bellezza del proprio territorio non solo un patrimonio dell’Umanità che dev’essere tutelato ma anche una risorsa di sviluppo sostenibile che contrasti lo spopolamento delle nostre montagne: per Val Canzoi, Valzoldana, Prati di Salet.

Tutte le escursioni ed i laboratori didattici sono stati condotti sul posto da personale specializzato messo a disposizione dai diversi attori istituzionali e privati del progetto.

Si segnala che “Come si guida nell’Antropocene?”, presentato come elaborato finale del corso frequentato dal Prof. Cesa, è stato giudicato eccellente da una commissione di valutazione presieduta dal Prof. Giorgio Manzi, docente del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza, e meritevole del primo premio nella classifica di tutti i lavori presentati. Il riconoscimento è stato conferito a Roma lo scorso 29 gennaio durante una cerimonia presso la sede nazionale dell’Accademia dei Lincei a Palazzo Corsini.

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