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L’Italia e l’Europa devono dire basta alla guerra. E devono dirlo ora! Venerdì 23 in Sala Bianchi e sabato 24 in piazza Martiri

Il Coordinamento provinciale Pace & Disarmo di Belluno invita tutti in piazza dei Martiri la mattina di sabato 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per chiedere come cittadini ai nostri rappresentanti di invertire la rotta e di adoperarsi piuttosto per fermare la criminale follia di tutte le guerre, la corsa al riarmo e la distruzione del pianeta Terra. E per attivare politiche diplomatiche e nonviolente per la risoluzione delle controversie internazionali, come richiederebbe il dettato costituzionale.

L’evento di Belluno è uno dei tanti che si svolgeranno nelle principali piazze italiane, coordinati da Europe for peace, e sarà preceduto venerdì 23 febbraio alle ore 18.30 a Belluno, presso la Sala Bianchi, da un incontro con Chiara Marangon, Fiammetta Arsié, Massimo De Nardi e Ruggero Da Ros dal titolo Testimonianze nonviolente dalla Palestina, organizzato in collaborazione con Insieme si può ong. Saranno raccontate esperienze di viaggi realizzati dal 2019 al 2023 in Palestina nell’ambito della campagna Ponti non
muri di Pax Christi, che da più di vent’anni segue la vicenda palestinese da vicino.

La guerra è tornata di moda. Al di là della timida mozione, non vincolante, per il cessate il fuoco votata alla Camera dei deputati martedì 13 febbraio, non passa giorno senza che Stati e governi non approvino aumenti alle spese militari e non promuovano interventi armati per eliminare alla radice chi disturba le loro mire e i loro interessi geopolitici ed economici.

Ci preoccupa moltissimo che tra questi ci siano anche l’Italia e l’Unione europea, di cui siamo cittadini. Eccone una breve e recente dimostrazione:

– 7 ottobre 2023: a ritorsione del massacro in Israele da parte di Hamas, l’Italia ha bloccato i fondi all’UNRWA, agenzia dell’ONU che con 30.000 persone soccorre quasi 2 milioni di sfollati nell’inferno di Gaza ed è presente anche in Cisgiordania, Siria e Libano.
– 28 ottobre e 12 dicembre 2023: per due volte l’Italia si è astenuta mentre l’Assemblea generale dell’ONU approvava rispettivamente con 120 e 153 voti a favore le risoluzioni proposte per una “tregua umanitaria immediata e duratura” del conflitto tra Israele e Hamas.
– novembre – dicembre 2023: l’attuale governo italiano, come i precedenti, decide di non prendere parte alla seconda Conferenza degli Stati parti del Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari, già in vigore e sottoscritto da 92 paesi.
– dicembre 2023: la legge di bilancio prevede per il ministero della difesa 28,1 miliardi di euro (5,5% in più dell’anno precedente).
– 16 gennaio 2024: la commissione Difesa ed esteri del Senato approva alcuni emendamenti del DDL sulla modifica alla legge 185/90 che regola le esportazioni di armi dell’Italia, limitando i controlli e facilitando il rilascio delle autorizzazioni. Viene anche eliminata ogni informazione riguardo agli Istituti di credito operativi nel settore dell’import/export di armamenti.
– 16 gennaio 2024: l’Autorità UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) presso il Ministero degli Esteri nega ad Altreconomia l’accesso civico alle informazioni sull’export effettivo delle industrie italiane dall’inizio dei bombardamenti su Gaza. Tra le “ragioni” opposte il “nocumento al sistema di difesa nazionale” e la tutela della “confidenzialità” con Tel Aviv.
– 27 gennaio 2024: il ministro Crosetto chiede 10 mila riservisti per far fronte ai nuovi scenari (richiamando, per altro, ciò che era già stato espresso in una legge del 2022).
– 1 febbraio 2024: i 27 paesi dell’Unione europea si accordano per mettere a bilancio 50 miliardi euro per armare l’Ucraina e poco dopo il segretario della Nato, seguito dal cancelliere tedesco Scholz, ha chiesto all’Europa di aumentare ancora le forniture di armi all’Ucraina e le scorte dei paesi europei, passando da una produzione lenta a una veloce, come necessario in tempi di guerra.
– 8 febbraio 2024: la Camera dei deputati (il Senato ha già dato l’ok) autorizza anche per l’anno 2024 la fornitura di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell’Ucraina; l’elenco dei mezzi sarà definito con decreti, tutti secretati, del Ministro della Difesa.
– 19 febbraio 2024: la missione militare Aspides sul Mar Rosso, cui partecipa anche l’Italia con tre unità navali e a cui verrebbe affidato anche il comando tattico, dovrebbe essere approvata formalmente dal Consiglio Europeo il prossimo 19 febbraio. La missione si svolge senza un mandato dell’ONU e senza che sia stata tentata un’azione diplomatica volta a proteggere davvero la navigazione, che invece viene messa ulteriormente a rischio proprio dalla militarizzazione.

Coordinamento provinciale Pace & Disarmo

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