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martedì, Febbraio 27, 2024
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Individuato odontoiatra con un sofisticato software per gestire i compensi in nero

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno recentemente concluso una verifica fiscale nei confronti di un odontoiatra, con studio medico in provincia di Treviso, constatando che il professionista, per gli anni d’imposta dal 2017 al 2022, non ha dichiarato compensi per 408.000 euro, contabilizzando anche costi indeducibili per 285.000 euro, per una complessiva maggiore base imponibile sottratta a tassazione pari a quasi 700 mila euro.
Singolare è stato il metodo utilizzato dall’odontoiatra per occultare gli incassi non fatturati, di cui erano a conoscenza anche i collaboratori di studio.
Il medico, infatti, dopo aver acquistato da una società lombarda un particolare software per gestire gli appuntamenti dei clienti, le cartelle cliniche e le fatturazioni, ha utilizzato il programma per tenere una doppia contabilità, la prima coincidente con le scritture contabili esibite ai verificatori il giorno dell’avvio dell’attività di controllo, la seconda, tenuta nascosta, per registrare i compensi incassati e non fatturati.
A tale contabilità occulta si poteva accedere solo attraverso una determinata funzione presente nel software, nota al professionista e ai suoi dipendenti, la quale, richiamando un vero e proprio archivio parallelo, consentiva di visionare anche le prestazioni eseguite, incassate e per le quali non era stata emessa alcuna ricevuta fiscale.
Sono stati i finanzieri del Gruppo Treviso, coadiuvati dal personale specialistico, abilitato alle ricerche informatiche con tecniche forensi, a scoprire il particolare programma di contabilità e la base dati che non era stata esibita ai finanzieri.
È stato, così, ricostruito il reale volume d’affari del professionista, tenendo anche conto di una serie di costi non inerenti, portati indebitamente in deduzione dalla base imponibile per contenere ulteriormente l’ammontare delle imposte da pagare.
Le imposte sottratte a tassazione, tra I.R.PE.F. e I.R.A.P., sono state determinate in 330 mila euro.
L’attività di servizio della Guardia di Finanza di Treviso è stata finalizzata a contrastare una particolare forma di evasione fiscale, realizzata con strumenti informatici insidiosi, a tutela dei lavoratori autonomi che instaurano con l’Amministrazione Finanziaria un rapporto di lealtà e collaborazione.

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