Belluno, 14 – 01 – 2024 Si è concluso alle 3.30 l’intervento di recupero di uno scialpinista bloccato nel Vallon del Nevaio sotto il Rifugio Fonda Savio. Verso le 23.20 il Soccorso alpino di Auronzo è stato attivato dal 118, su segnalazione dei Carabinieri che avevano ricevuto la chiamata di un 48enne di Venezia in difficoltà ed erano risaliti alla sua posizione. Lo sciatore, che era partito verso le 19 dal Lago d’Antorno per una sciata in notturna, raggiunto il Rifugio aveva poi proseguito oltre per un tratto. Al momento di rientrare si era accorto però di aver preso un canale sbagliato e, costretto a risalire, con la pila frontale che si stava scaricando e le pelli che non restavano più incollate agli sci, aveva chiesto aiuto. Una squadra di sei soccorritori è quindi risalita con gli sci al Fonda Savio per poi affrontare il canale in discesa fino dall’uomo. Provvisto di una nuova frontale, lo sciatore ha quindi affiancato gli sciatori, che lo hanno guidato a valle scendendo lungo un altro percorso.
Nel pomeriggio, verso le 18, era invece scattata un’altra emergenza. Partiti alle 10 da Praciadelan con l’intenzione di passare la notte nel bivacco invernale del Rifugio Galassi, un ragazzo e una ragazza di Monastier (TV) avevano superato con grande fatica gran parte del percorso. Pur attrezzati per bivaccare con abbigliamento caldo e saccoapelo, non avevano però il necessario per muoversi sulla neve alta, né sci, né ciaspe. Ritrovatisi dopo aver aperto tutta la traccia, con un metro di neve fresca, completamente bagnati, con ancora 300 metri impegnativi davanti, in contatto con i soccorritori si erano fermati a quota 1.900, riparandosi sotto un mugo in attesa degli aiuti. Una prima squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha superato in quad il tratto da Praciadelan a Capanna degli Alpini, per poi proseguire a piedi seguendo le tracce lasciate dai due diciannovenni. Arrivati da loro verso le 21.30, i soccorritori li hanno rifocillati con bevande e qualcosa da mangiare, per poi intraprendere il percorso a ritroso trasportando i loro zaini. Una seconda squadra è andata loro incontro a metà strada, mentre una terza ha atteso il gruppo in Val d’Oten. I ragazzi sono stati accompagnati alla loro macchina e poi ospitati nella sede del Soccorso alpino, per permettere loro di cambiarsi e riscaldarsi. L’intervento si è concluso verso mezzanotte.
Oggi attorno alle 13 è invece scattato l’allarme per una scialpinista infortunatasi, mentre scendeva dalla Val d’Arcia a Borca di Cadore. La donna, con un sospetto trauma alla gamba è stata recuperata dall’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è trasportata all’ospedale di Cortina.
