Nel Consiglio Comunale del 28 dicembre 2023 ci è stata data risposta all’interrogazione da noi presentata dall’oggetto: “A quanto ammonta il costo della stagione 23/24 della Fondazione Teatri delle Dolomiti? “, in cui abbiamo posto all’Amministrazione alcune domande riguardo la Fondazione Teatri delle Dolomiti e al suo rapporto con le residenzialità teatrali.
Dalla risposta ottenuta, traiamo le seguenti considerazioni:
La Fondazione, dalla sua costituzione nel 2005 fino al 2012, ha sempre organizzato la Stagione di Prosa e lo ha fatto a fronte di una disponibilità allora di 650 mila euro da impiegare per l’attività (da parte dei soci di allora Comune di Belluno, Comune di Feltre, Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Fondazione Cariverona) e di un progetto che mirava alla creazione di un Teatro Stabile per Belluno e provincia.
Non corrispondono dunque al vero le dichiarazioni rilasciate in presentazione della Stagione attuale secondo le quali questa “E’ la prima stagione dopo 20 anni, che conferisce una nuova identità alla Fondazione”.
Oggi le cose sono profondamente cambiate. La Fondazione è di fatto dal 2012 una partecipata del Comune di Belluno che versa alla Fondazione stessa un contributo annuo variabile tra i 60mila e i 70mila euro. Ragione per la quale in questi anni la programmazione del Teatro Comunale è stata garantita alla nostra comunità, dall’attività dei tre soggetti residenti: Circolo Cultura e Stampa, Tib Teatro e Slow Machine.
In quanto residenti, questi tre soggetti, facendosi carico di tutti i costi delle programmazioni, potevano contare, su alcune gratuità e agevolazioni per l’utilizzo del Teatro e su un contributo da parte della Fondazione. Contributo ben inferiore ai costi sostenuti per la realizzazione delle programmazioni e tuttavia un sostegno necessario per dare continuità all’attività del Teatro.
L’estate scorsa, l’allora neo presidente della Fondazione, ha tagliato drasticamente i contributi ai residenti, lamentando difficoltà di bilancio che ammontano ad un passivo di € 55.033. Salvo poi, contemporaneamente, decidere di organizzare in proprio una Stagione per la quale spende € 53.800, come affermato nell’ultimo Consiglio Comunale in risposta alla nostra interrogazione in merito.
Per giunta finanziando soggetti già finanziati a monte da Ministero e Regione per la programmazione, come il circuito regionale Arteven, cui vengono devoluti dalla Fondazione € 13.500 (sempre da quanto appreso in Consiglio Comunale) più tutti gli incassi degli spettacoli di danza e circo.
Con il taglio dei contributi, la Fondazione (col bene placido dell’Amministrazione) ha fortemente colpito le imprese professionali del nostro territorio, cioè i tre residenti, che lavorano e danno lavoro nel settore dello spettacolo. Queste da tempo garantiscono alla città una programmazione diversificata e di qualità, garantendo un servizio culturale preziosissimo per la cittadinanza, portando a Belluno il meglio del Teatro nazionale e internazionale
Ci meraviglia che la Fondazione non abbia invece deciso, soprattutto in un anno di ristrettezze di bilancio, di avvalersi delle competenze dei residenti, sostenendone fattivamente la programmazione, magari aiutando ad incrementarla e promuovendone le proposte (ad oggi sul sito della Fondazione non c’è alcun segno delle programmazioni in corso di Tib e Circolo Cultura e Stampa, cosa mai avvenuta negli anni!).
Invece vengono richiesti canoni d’affitto maggiorati rispetto al passato, a cui si aggiungono le spese per il pagamento del personale dipendente della Fondazione.
Ci sembra invece che la Fondazione abbia tutta l’intenzione di andare in concorrenza ai tre residenti. Non solo: attraverso questa politica rende più gravoso e difficile l’attività dei soggetti teatrali territoriali, con il rischio di far morire le future Stagioni. Cosa tra l’altro già accaduta quest’anno.
Ci chiediamo infine se è così che questa Amministrazione intenda tutelare l’imprenditoria locale in un settore quale quello del teatro che, essendo non a scopo di lucro, necessita del contributo pubblico per svolgere la propria attività per la cittadinanza.
Auspichiamo quindi che si ritorni ad una fattiva collaborazione tra la Fondazione e i residenti, anche per non perdere il lavoro svolto in questi anni. Riteniamo, infatti, che le strutture teatrali professionali del territorio vadano tutelate e il lavoro da loro svolto vada riconosciuto e valorizzato attraverso un rapporto organico e strutturato, come una convenzione, prioritariamente con l’Amministrazione Comunale ed anche con la
Fondazione.
Gruppo Consiliare Valore Comune, i consiglieri
Mirco Costa
Giuseppe Vignato
Riccardo Samaria



