Anche a Belluno, come in altre città d’Italia, l’amministrazione comunale ha deliberato di dotare la polizia locale del Taser, cosiddetta “arma non letale” che agisce paralizzando temporaneamente una persona considerata “pericolosa” colpendola con dardi sparati a corta distanza che erogano una scarica elettrica.
La agenzia Reuters ha documentato oltre 1000 casi di persone colpite a morte con un Taser dalla polizia negli Stati Uniti dal 2000 al 2017. Reuters ha potuto consultare le autopsie di 712 delle 1.005 vittime censite constatando che in 153 casi, cioè oltre un quinto, il Taser è indicato come causa o come fattore che ha contribuito alla morte. Le altre autopsie citano una combinazione di problemi di salute, in particolare cardiopatie, abuso di droghe e condizioni psichiatriche per i quali era stato richiesto un intervento sanitario, il cui esito è stato la morte del paziente. E’ inoltre dimostrato che il fallimento dell’uso del TASER aumenta sia la probabilità che le forze dell’ordine vengano aggredite, sia che segua un conflitto a fuoco, con conseguenze imprevedibili.
La ricerca sulla letteratura medico-scientifica attraverso il motore PubMed con le parole chiave “Taser and death (morte)” e “Taser and injury (lesione)” porta rispettivamente a 78 e 181 articoli in cui tali argomenti vengono trattati. I dati disponibili riportano un rischio di morte immediata dello 0,11 – 0.25% (1 ogni 400-900 casi) e sequele con danni gravi sino al decesso per trauma cranico in caso di cadute accidentali da contratture muscolari incontrollate. Numerose sono inoltre le segnalazioni di gravi lesioni oculari e di interferenze elettriche in portatori di pacemaker o defibrillatori impiantati, con arresti cardiaci immediati e aritmie a distanza, per cui si ritiene tassativo che gli utilizzatori di TASER siano dotati di defibrillatori e formati al loro utilizzo e le persone colpite siano sottoposte a controllo sanitario.
A fronte di tali riscontri, l’inserimento nella dotazione della polizia locale di uno strumento come il Taser, dovrebbe essere preceduto non solo da una formazione ad un suo uso proporzionato, necessario ed adeguato, ma anche da una valutazione tecnico-scientifica del rapporto fra i rischi ben documentati che il Taser comporta e i benefici che la sua introduzione apporterebbe in una città come Belluno che risulta, sulla base dei più recenti dati del Sole 24 ore, fra le più sicure d’Italia. Viene da chiedersi come gli operatori della polizia locale possano sapere se la persona da colpire sia, ad esempio in gravidanza o affetta da malattia cardiaca o psichiatrica o debilitata da uno stato di tossicodipendenza o alcoldipendenza e quindi particolarmente esposta ai danni da Taser. E quali garanzie giuridiche essi avrebbero se colpissero agli occhi o al torace comportando lesioni permanenti o addirittura la persona decedesse a seguito dell’uso del Taser.
Davide Mazzon *
* già Direttore Anestesia e Rianimazione Ospedale di Belluno Settembre 2001- Maggio 2023
