
Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno Dolomiti sulla base delle risultanze Istat Coeweb, le esportazioni venete vedono un ulteriore rallentamento, ma restano segnali positivi e incoraggianti:
L’export di Belluno cresce del +10%, grazie ad occhialeria e macchinari.
Per Treviso lieve diminuzione delle vendite all’estero (-1,3%): mobili in flessione, bilancio positivo per i macchinari.

“La dinamica dell’export regionale ai primi nove mesi 2023 – commenta il presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Dolomiti Mario Pozza – conosce un ulteriore rallentamento, ma mantiene il segno positivo: del +0,7% è la variazione rispetto allo stesso periodo del 2022 (era del +2,8% nel primo semestre e del +8,5% nel primo trimestre).”
“Restano dei segnali positivi e incoraggianti: le vendite all’estero di macchinari aumentano a due cifre sia a Treviso (+10,9%) che a Belluno (+11,8%). È un segno che le imprese, in particolare in ambito europeo, stanno proseguendo nel rinnovo della propria dotazione tecnologica, per poter rimanere competitive nei mercati. Ma l’export del settore è sostenuto anche dalle economie emergenti (Turchia, Messico, India).”
“Il bilancio positivo dell’occhialeria, contribuisce alla crescita a due cifre dell’export bellunese (che pari a +10% su base annua) – continua Pozza”.
“Per Treviso – prosegue il Presidente – osserviamo invece una lieve diminuzione delle esportazioni: pari a -1,3% rispetto ai primi nove mesi del 2022. Qui pesa la flessione dei beni di consumo durevoli, e del mobile in particolare, seconda voce dell’export provinciale, che conosce nell’ultimo anno una flessione del -10,5%, ma il confronto è con un triennio precedente di crescita sostenuta, con particolare riferimento al mercato europeo.
“Nonostante la frenata, il bilancio provvisorio sul 2023 possiamo considerarlo di tenuta. Ma è una tenuta – conclude Pozza – che va rafforzata con un’attività di supporto alle imprese, che il sistema camerale può offrire, nell’esplorazione dei mercati emergenti e delle relative opportunità di business. Altrettanto importante il supporto che possiamo dare sulle tecnologie abilitanti per permettere alle aziende di interagire con i mercati e le aziende leader di filiera, proiettate sui mercati esteri. Serve infatti che portiamo il maggior numero delle nostre imprese, anche piccole, dentro più aggiornati modelli di business 4.0”.
Il quadro regionale
Ammonta ad oltre 61 miliardi di euro l’export veneto ai primi nove mesi del 2023, secondo i dati diffusi di recente dall’ISTAT. In rallentamento la dinamica, come atteso: la variazione tendenziale, su base annua, scende infatti al +0,7%, quando era del +2,8% nel primo semestre, e del +8,5% nel primo trimestre. Incidono diversi fattori: calo degli ordinativi, confronto con un periodo di forte espansione dell’export, inversione di tendenza dei prezzi delle materie prime e dei semilavorati. Poi vedremo anche, nell’analisi settoriale e territoriale, come questa dinamica conosca importanti differenze: Belluno beneficia delle ottime performance dell’occhialeria (+12,5%); l’industria dei macchinari, a livello regionale, riesce a mettere a segno una variazione del +11% (sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
Nel periodo considerato risultano in calo anche le importazioni venete: del -9,8% in valori, e del -3,1% in quantità. Risultato questo che incorpora oltre che il rallentamento generale della domanda, anche una normalizzazione delle catene globali di fornitura, con conseguente riduzione della pressione sui costi delle materie: giusto un anno fa si osservava un importante divario fra acquisti dall’estero in valore ed acquisti in quantità: l’import regionale, comprensivo anche degli energetici, cresceva del +37,5% in valore e del +6,4% in quantità.
L’interscambio commerciale della provincia di Treviso
Nei primi nove mesi del 2023 le esportazioni trevigiane hanno superato i 12 miliardi di euro. La dinamica su base annua delle vendite all’estero vede la conferma di tendenze già osservate in occasione del rilascio dei dati relativi al primo semestre.
Dal confronto con gennaio-settembre 2022 si rileva una variazione con lieve segno negativo (-1,3%), ma permane un risultato in positivo rispetto al periodo pre-covid gennaio-settembre 2019 (+18,9%).
La dinamica su base annua dell’export trevigiano accomuna, per segno ed intensità, sia le vendite destinate all’area europea che extra Ue 27: per entrambe la variazione è del -1,3%. Ma traiettorie differenziate si osservano all’interno di queste due macroaree. Per l’Unione Europea il segno negativo accomuna quasi tutti i principali mercati, in particolare la Germania, primo partner commerciale della provincia di Treviso con quasi il 15% delle vendite realizzate nei primi nove mesi, che sconta una variazione del -2,6%. In controtendenza il mercato francese, secondo partner con oltre il 12% dell’export provinciale, che vede un aumento delle vendite del +3,7% rispetto a gennaio-settembre 2022. Le vendite extra Ue 27 risentono in particolare della flessione del mercato nordamericano (per gli Stati Uniti pari al -5,5% e per il Canada pari al -16,8%), del mercato britannico (-9,6%) e di quello cinese (-7,8%). Prosegue dall’altro lato l’ottima performance verso Turchia (+46,1) e Messico (+51,7%).
Le importazioni provinciali ammontano a quasi 6,9 miliardi di euro, in diminuzione del -8,9% rispetto all’analogo periodo 2022. La flessione, lo diciamo subito, incorpora un allentamento abbastanza generalizzato dei prezzi delle materie prime e dei semilavorati: il dato ultimo rilevato, ad ogni modo, si colloca ancora nettamente sopra il valore del periodo corrispondente pre-Covid (+31,8% rispetto ai primi 9 mesi 2019).
Dall’analisi per mercati di approvvigionamento si osserva una riduzione, in valore, degli acquisti provenienti dall’area extra Ue 27 (-15,5%) ed in particolare dalla Cina (-19,7%). Le importazioni dall’Unione Europea, mercato dal quale proviene oltre il 62% degli acquisti delle imprese trevigiane, registrano una variazione negativa pari al -4,3%, che riflette in particolare la flessione dell’import dalla Germania (-3,9%), cresce invece il valore delle importazioni dalla Romania (+4,2%) e dalla Francia (+6,6%).
L’interscambio commerciale della provincia di Belluno
Nei primi 2023 le esportazioni bellunesi hanno superato i 4 miliardi di euro, con un aumento su base annua del +10%. Come noto, i 2/3 dell’export bellunese sono determinati dall’occhialeria. Nello stesso periodo le importazioni delle imprese bellunesi sono state di quasi 873 milioni di euro, in flessione del -8% rispetto ai primi nove mesi 2022.
Le vendite all’estero dell’occhialeria ammontano ad oltre 3 miliardi di euro nei primi nove mesi, con un aumento del +12,5% sul 2022 (+11,6% in ambito extra-Ue dove si concentrano i due terzi delle esportazioni). Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per il settore: il 30% delle vendite complessivamente realizzate all’estero è destinato a questo mercato, che accusa una lieve flessione del -0,5%. Una dinamica espansiva, con variazioni percentuali significativamente superiori al dato medio si osservano in particolare per le esportazioni dirette in Turchia (+102,6%), Cina e Hong Kong (+37,6%), Emirati Arabi (+28,6%) e Messico (+23,6%). In ambito Ue più si intensificano i flussi verso il Portogallo (da 36 nel 2022 a 43 milioni di euro nel 2023) la Polonia (da 32 a 40 milioni di euro). Bilancio in positivo anche per i primi tre partner europei: Francia +14,8%, Germania +12,9%, Francia +3,7%, Spagna +16,9%.
Al netto dell’occhialeria l’aumento su base annua dell’export bellunese è cresciuto del +3,2%, risultato al quale hanno contribuito in particolare le vendite di macchinari (+11,8%, incremento distribuito, in particolare, fra i principali partner dell’Unione europea con l’eccezione della Spagna) ed i prodotti di elettronica e le apparecchiature di precisione (+1%, crescono in particolare nell’ultimo anno le vendite dirette verso la Francia e la Germania), di prodotti chimici e farmaceutici (+23,6%, con equa distribuzione fra l’area dell’Unione europea e l’area extra Ue 27). In contrazione, rispetto ai primi nove mesi 2022, le esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento (-27,7%) e di prodotti in gomma o plastica (-6,5%).
Con riferimento ai mercati di approvvigionamento delle imprese bellunesi, il principale partner commerciale rimane Cina e Hong Kong, mercato dal quale proviene oltre il 35% delle importazioni provinciali (occhialeria in particolare) e che vede una flessione su base annua del -20%. In controtendenza positiva la dinamica degli acquisti in particolare dalla Croazia (15,7%), per i mercati infra Unione, e, per l’extra Ue 27, dal Brasile (+101,9%) e dal Vietnam (+30,9%).
