ROMA – È legittimo per un Comune imporre limiti orari alle attività e alle sale giochi del proprio territorio, ma non può essere imposta dal sindaco anche “la sanzione della sospensione dell’attività per un certo tempo”.
Lo ha stabilito la quinta sezione del Consiglio di Stato, che ha ribaltato la sentenza del Tar Veneto in merito al ricorso di una società che gestisce una sala nel territorio del Comune di Thiene contro l’ordinanza del 2017 che ha imposto la sospensione dell’attività per tre giorni a seguito di inadempienze rispetto ai limiti orari.
Come riporta Agipronews, il Tribunale Amministrativo aveva giudicato il provvedimento legittimo. Tuttavia, Palazzo Spada contesta all’autorità del primo cittadino del comune veneto “il potere sanzionatorio” che ha portato alla chiusura dell’attività per “un periodo di tre giorni” a seguito di “alcune violazioni nei mesi di maggio e giugno 2017”.
Il Consiglio di Stato ribadisce che “la possibilità di disporre la sospensione appartiene all’organo che ha rilasciato l’autorizzazione di polizia, cioè la Questura di Vicenza”.
GF/Agipro
