HomeCronaca/PoliticaLaghetto del Nevegal, "Un segno sulla carta geografica fatto con la matita"...

Laghetto del Nevegal, “Un segno sulla carta geografica fatto con la matita” * di Biagio Giannone

Biagio Giannone, ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Belluno

Ho seguito l’ultimo Consiglio Comunale di Belluno sulla questione “Laghetto del Nevegàl” e mi permetto di fare alcune considerazioni e precisazioni.

L’attuale Assessore ai Lavori Pubblici (Franco Roccon n.d.r.) ha definito il progetto del bacino d’accumulo, redatto dalla precedente amministrazione, «Un segno sulla carta geografica fatto con la matita»; peccato che quel segno sulla carta è un progetto preliminare che ha fatto aggiudicare al Comune di Belluno 1,8 milioni di euro dal bando “Rigenerazione Urbana 2”. Progetto redatto dall’ingegnere Andrea Gober, già ideatore e realizzatore di simili opere (una buona garanzia) in alcune località delle nostre Dolomiti.

Se l’attuale amministrazione non avesse ereditato il progetto preliminare del “laghetto” in Nevegàl (“il segno sulla carta geografica fatto con la matita” cit. Assessore LL.PP.) e l’1,8 milioni di euro, non avrebbe potuto dare il via alla progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera, in quanto finanziate con lo stesso bando vinto che comprende i costi di progettazione che, ricordo, ammontano al circa 10% dell’opera stessa.
L’assessore racconta che è stato molto faticoso portare a casa la realizzazione dell’opera, perché i pareri erano tutti negativi di Sovrintendenza e Genio Civile, ma nonostante tutto sono riusciti nell’intento.

Allora: il progetto preliminare non era proprio “an stris su an foio”, perché sono state apportate sullo stesso, come normalmente è consuetudine in un’opera pubblica in itinere, delle modifiche migliorative, ma evidentemente non sono state tali da stravolgere a tal punto il progetto stesso, infatti sia l’ubicazione del lago che la sua capienza non sono variate.
E poi, vorrei proprio vedere che non si dia il massimo per la realizzazione di un’opera sospirata per 30 anni e finalmente finanziata, che oltretutto nasce per fini di Protezione Civile.
Insomma: hai il finanziamento senza il quale non avresti neanche incontrato gli Enti preposti e iniziato qualsiasi progettazione, e non ti impegni al massimo? Mi pare scontato, ed e inoltre è il dovere di un buon amministratore stimolare i propri uffici, attori principali nel trovare una soluzione tecnica e non certamente politica; qualsiasi amministrazione ci fosse stata successivamente a quella Massaro, anche diversa dell’attuale, avrebbe fatto lo stesso.
O forse no? Infatti non era scontato che l’attuale amministrazione proseguisse con la
progettazione definitiva ed esecutiva, e con la successiva realizzazione dell’opera da noi messa in cantiere, nonostante l’ingente finanziamento, perché questo ad esempio non è accaduto per la copertura della Spes Arena e, in parte, per la messa in sicurezza di Via Tiziano Vecellio (che speriamo sia portata a termine definitivamente nel 2024), già finanziate e con pareri conformi per l’immediata realizzazione.

Ed ora, veramente siamo arrivati a dibattere per accaparrarsi a forza la paternità di un progetto o di un’opera? Ma la “continuità amministrativa”, condita da una buona dose di onestà intellettuale, per riconoscere il lavoro svolto, a prescindere della casacca indossata, dalla precedente amministrazione, non esiste più?

Mi dispiace affermare che vedo una volontà assoluta nel voler affermare la propria leadership speculando su una continuità amministrativa chiara a tutti i cittadini.

Ex assessore ai LL.PP.
Biagio Giannone