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Associazione Io non ho paura del lupo: “Non esiste alcuna emergenza lupo in Alpago”

“Non esiste alcuna “emergenza lupo” in Alpago; esiste piuttosto l’esigenza di informare con equilibrio e solidità scientifica Amministratori, cittadini e allevatori sul ritorno naturale di questo affascinante e controverso predatore.”

Questo il pensiero dell’Associazione Io non ho paura del lupo, da anni impegnata anche in Veneto per favorire la conservazione del lupo e la sua coesistenza con le attività umane.

A seguito dell’avviso emanato da alcuni Sindaci dell’Alpago che invitano i residenti a non uscire a causa della “presenza di lupi” riteniamo urgente l’avvio di un percorso condiviso utile alla conoscenza dei grandi carnivori, che metta da parte paure immotivate e proclami ideologici e che veda in prima linea esperti e professionisti accanto alle istituzioni, con l’obiettivo di creare cultura e conoscenza sul lupo tra gli abitanti dell’Alpago.

A tal proposito è importante specificare che “Il lupo è presente in maniera stabile in Alpago almeno dal 2020. Questi animali occupano territori molto ampi e si muovono su vaste aree. Quello che sta accadendo è un fenomeno del tutto naturale che avviene da oltre 50 anni nel resto dell’Italia e da circa 30 anni sulle Alpi: i lupi occupano nuovi territori espandendosi naturalmente.”

Parlando del comportamento di questi animali è importante aggiungere che “Un singolo branco utilizza aree molto vaste, ampie anche centinaia di chilometri quadrati, dove non tollera la presenza di lupi estranei al proprio nucleo familiare: non esiste quindi alcun “sovrannumero”, il lupo è il miglior regolatore di se stesso.”

“In Alpago il lupo trova una densità di prede selvatiche tra le più alte d’Europa, e, grazie al suo importante ruolo ecologico, ridurrà sensibilmente i danni creati dal sovrannumero di ungulati, causati proprio da decenni di mancanza di predatori al vertice della catena alimentare.”

Le paure dei cittadini, alimentate dalla continua disinformazione sul tema e da proclami di dubbia efficacia appaiono quindi ingiustificate e sovradimensionate, poiché ad oggi,il lupo non rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza delle persone. Gli avvistamenti occasionali di lupi in ambiente naturale così come gli avvistamenti nei pressi dei piccoli centri abitati dell’Alpago, contornati da boschi e prati e dove vivono in abbondanza anche le prede del lupo come cervi e caprioli, non devono destare eccessive preoccupazioni per la sicurezza.

“Gli incontri occasionali con la specie devono essere affrontati dai cittadini e dalle istituzioni con l’attenzione che va riservata a qualsiasi animale selvatico senza cadere in preoccupazioni ingiustificate, lasciando agli esperti eventuali valutazioni su quei rari casi di lupi “confidenti” rispetto ai quali è necessario l’intervento immediato delle Istituzioni.” Spesso tuttavia questi comportamenti problematici si manifestano proprio a causa dell’assenza di quelle semplici regole di comportamento che è necessario adottare: scarti alimentari, rifiuti e cibo per animali domestici non devono essere lasciati in luoghi accessibili alla fauna e i propri cani devono essere custoditi correttamente e mai lasciati liberi di vagare, un fenomeno questo purtroppo frequente.

Lo stesso vale per gli animali d’allevamento “Dopo oltre 3 anni dall’arrivo del lupo non possono essere gestiti come se questo non esistesse. I piccoli allevatori, così come gli hobbisti vanno incentivati e sostenuti nel mettere in atto misure preventive, necessarie a mantenere al sicuro i propri animali. Non è tollerabile invocare l’eliminazione del lupo quando si continua a tenere i propri animali incustoditi anche dopo aver subito le prime predazioni. Come dimostrato da diversi studi e ricerche la rimozione di lupi non è efficace per ridurre sul lungo e medio termine l’impatto sulle attività zootecniche. La prevenzione del danno rimane la migliore arma contro le predazioni da lupo.”

Come Associazione ci mettiamo quindi a disposizione dei cittadini e delle Amministrazioni per fornire informazioni, donare materiale informativo come il vademecum cartaceo “Conoscere il lupo” e per realizzare eventi divulgativi e tavoli di discussione aperti a tutti, affinché si continui a creare cultura per favorire la coesistenza con questi affascinanti e controversi animali con cui, che piaccia o no, continueremo a convivere in futuro.

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