Il tema viene portato all’attenzione dei consigli comunali in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
La prossima settimana nei Consigli Comunali di Belluno, Feltre, Limana e Pieve di Cadore
verrà presentato un Ordine del Giorno per sensibilizzare i Consigli e i Sindaci sulle criticità
che emergerebbero se venisse attuata l’Intesa Stato-Regioni, recepita dalla Regione
Veneto con DGR 400 del 7 aprile 2023. L’Intesa e di conseguenza la Deliberazione, infatti,
impongono quale requisito essenziale per accedere ai fondi stanziati dalla regione che i
centri antiviolenza assicurino la reperibilità 24 ore su 24. Tale requisito è impossibile da
soddisfare per l’unico CAV operante in Provincia di Belluno, quello gestito da Belluno
Donna.
A un anno dall’approvazione dell’Intesa Stato-Regioni (approvata il 25/11/2022) e a pochi
mesi dall’attuazione della DGR che dovrebbe diventare operativa entro marzo 2024 la
situazione nella nostra provincia è molto preoccupante, poiché se la Legge non verrà
modificata rischieremo di perdere il 100% dei CAV operanti nel territorio, situazione unica
in Veneto, dove altri Centri sono a rischio chiusura, ma nessun territorio rischia la perdita
di tutti i presidi.
Dopo i fatti di cronaca di queste settimane, con il femminicidio di Giulia Cecchettin, e con
la vicinanza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo ritenuto
di dover portare all’attenzione dei Consigli questa grave situazione, già emersa
quest’estate e per la quale si è attivata anche la Consigliera Provinciale di Parità con una
lettera alla Regione sottoscritta da molti sindaci.
Perdere il CAV Belluno donna sarebbe
gravissimo per la nostra provincia: solo nel 2022 sono state ospitate 143 donne. I dati
forniti da Belluno donna fanno emergere una situazione drammatica, con un aumento
costante degli interventi negli ultimi 19 anni, dall’apertura del centro avvenuta nel 2004.
Maria Teresa Cassol, consigliera del Pd a Belluno aggiunge: “L’ordine del giorno è stato firmato da tutti i gruppi di minoranza in comune a Belluno e sarà discusso nel prossimo consiglio del 29 novembre. Come ricordato nel testo del documento circa un terzo delle donne che si sono rivolte in questi anni al CAV di Belluno sono del comune di Belluno, in pratica una ogni 10 giorni in media. Crediamo si tratti di un dato molto significativo che merita l’attenzione di tutti”.
Marta Picinotti, consigliera comunale a Limana dichiara “Sono contenta di aver presentato
l’ordine del giorno anche nel comune di Limana e fiduciosa del fatto che il consiglio non
possa rimanere indifferente. A un anno dall’entra in vigore dell’intesa stato regioni e a
pochi mesi dalla sua attuazione, è il momento di agire, a maggior ragione visti i dati
preoccupanti riguardo la violenza sulle donne e i recenti fatti di cronaca. Non possiamo
rischiare di perdere l’unico presidio a difesa delle vittime qual è il CAV Belluno donna.”
“La posizione periferica della Provincia di Belluno e la sua bassa densità demografica non
fanno che aumentare la condizione di isolamento delle donne vittime di violenza. In più
occasioni le operatrici del Centro Antiviolenza hanno accertato come spesso le donne non
riescano a raggiungere gli sportelli esistenti sul territorio a causa del tempo necessario agli
spostamenti, in particolare se con mezzi pubblici. Per queste ragioni è necessario
incrementare le risorse destinate al Centro Antiviolenza di Belluno e non metterlo invece
nella condizione di rischiare la chiusura” aggiunge inoltre Carla Cassol, capogruppo PD in
Consiglio Comunale a Feltre.
“Una presa di posizione istituzionale sul rischio di perdere il servizio del CAV di Belluno
donna è oggi quantomai necessaria. Per questo crediamo sia più che opportuno portare il
tema anche in Consiglio Comunale. Auspico che molti comuni seguano lo stesso percorso
perché questo passaggio può senza dubbio contribuire a risolvere un problema su cui
anche il Consiglio Regionale si è già pronunciato. Il tempo però stringe. Bisogna fare
presto” conclude Sindi Manushi Sindaca di Pieve di Cadore.
Nei prossimi giorni molti altri comuni promuoveranno nei Consigli questo appello lanciato
dalle amministratrici del PD Belluno Dolomiti. Il tema del contrasto alla violenza di genere
è infatti di primaria importanza. Non ci possiamo concedere il lusso di abbassare
l’attenzione.
