
Il consiglio comunale di Val di Zoldo si oppone alla paventata fusione dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” dei Comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore con l’Istituto comprensivo di Longarone. Poiché ritiene che tale decisione vada nella direzione opposta agli obiettivi della Strategia Nazionale Aree Interne e del Disegno Legge sulla montagna e a quanto stabilito dal Decreto Interministeriale 127 del 30 giugno 2023, più volte richiamati nei provvedimenti regionali relativi al dimensionamento scolastico, contribuendo alla marginalizzazione e allo spopolamento del territorio della Val di Zoldo e di Zoppè di Cadore e aumentando la disparità di offerta per gli studenti.
Il mantenimento dei servizi essenziali, fra i quali l’istruzione, in territori già svantaggiati per criticità ambientali e sociali è imprescindibile per combattere lo spopolamento e puntare ud uno sviluppo sostenibile del territorio.
Per queste ragioni, il consiglio comunale all’unanimità impegna il sindaco e la giunta a contrastare nelle sedi più opportune e con gli strumenti più adeguati l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” dei comuni di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore con l’Istituto Comprensivo di Longarone, chiedendone il mantenimento dell’autonomia. a sensibilizzare i parlamentari eletti in Veneto affinché il contrasto alla marginalizzazione dei comuni montani non rimanga un tema ideologico ma si concretizzi in azioni a garanzia del mantenimento e del rafforzamento dei servizi essenziali: ISTRUZIONE, SALUTE, MOBILITA’, precondizioni per lo sviluppo dei territori e per il contrasto allo spopolamento.

Sulla stessa linea la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza di Belluno, che esprime la sua totale contrarietà all’accorpamento dell’Istituto Dante Alighieri di Forno di Zoldo con l’Istituto Comprensivo di Longarone. Come già evidenziato nelle ultime settimane, si unisce alla manifestazione di sabato 25 novembre, promossa a Forno di Zoldo dal Consiglio di Istituto del Comprensivo.
Le istituzioni unite alla popolazione e alle organizzazioni sindacali non possono rimanere inermi di fronte all’ennesimo taglio, che va a ferire la montagna e le nuove generazioni.
È evidente che la riorganizzazione, così come prospettata, acuirà i problemi e impoverirà ulteriormente la qualità dell’offerta formativa.
Alla soppressione degli uffici di segreteria situati a Forno di Zoldo, con la conseguente
perdita di posti di lavoro per il personale amministrativo, si aggiungerà la riduzione
complessiva di unità di collaboratori scolastici, a cui competono i compiti di vigilanza e pulizia dei locali, di assistenza agli allievi (in particolare i disabili), di supporto alle segreterie e ai docenti; questa diminuzione porterà a un depotenziamento dei servizi aggiuntivi, ora offerti dal personale ausiliario, con necessario intervento di supporto in capo agli Enti Locali e a generare finanche la necessità di chiudere i plessi scolastici più piccoli e/o più periferici.
I risparmi che ne deriveranno sono esclusivamente imputabili al taglio del personale e
non rimarranno a disposizione del territorio per nuovi investimenti qualitativi.
L’istruzione, che necessita di maggiori risorse proprio per assicurare a tutte e tutti uno
standard di formazione che garantisca pari opportunità e una qualità dell’insegnamento
migliore, viene in questo modo penalizzata e con essa i nostri ragazzi.
Si auspica che la Regione riveda la sua decisione rispetto agli accorpamenti previsti per
la nostra provincia.

No alla soppressione dell’Istituto comprensivo di Zoldo. Così si uccide la montagna.
“Parlare di specificità montana e poi sopprimere le scuole di montagna è una
contraddizione in termini”. Queste le dichiarazioni del segretario provinciale del PD
Belluno Dolomiti Alessandro Del Bianco che chiede un intervento diretto della Regione per
scongiurare il rischio dell’accorpamento degli istituti di Zoldo e Longarone.
“Tagliare dei servizi scolastici nelle zone montane non aiuta certo a frenare lo
spopolamento in corso nella nostra provincia. Con l’accorpamento degli istituti segreteria e
dirigenza verrebbero “unificati” a Longarone, creando così non pochi disagi ad alunni,
genitori e insegnanti di Zoldo. Per questo siamo vicini ai sindaci e a tutti i cittadini che si
stanno impegnando in questa battaglia e sabato saremo con loro alla manifestazione.”
Il tema del dimensionamento degli istituti scolastici sarà sicuramente d’attualità anche nel
preannunciato ddl montagna. In questi territori Stato e Regione devono fare uno sforzo in
più se non ci si vuole rassegnare alla prospettiva che la montagna diventi unicamente un
grande villaggio vacanze.
Ci aspettiamo che la Regione del Veneto e l’assessore Donazzan battano un colpo e si
schierino a fianco del territorio.


