Enrico Carraro, Presidente Confindustria Veneto in merito alla pista da bob per Milano-Cortina 2026 dichiara quanto segue.
Mestre, 16 ottobre 2026 – «Le dichiarazioni di Malagò rilasciate oggi in occasione della 141esima Sessione del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) che si sta svolgendo a Mumbai in India, pesano come pietre. Veniamo infatti a sapere, a cose fatte, che il Governo ha ufficialmente annunciato la volontà di rinunciare alla realizzazione della pista di bob, slittino, skeleton e para-bob a Cortina (lo Sliding Center inizialmente previsto dal Masterplan) per spostare le gare in una sede già esistente e funzionante fuori dall’Italia. Questa è una sconfitta per tutto il sistema Paese. Non ci meritiamo di essere visti come quelli che “non sono in grado di raggiungere l’obiettivo” nel contesto internazionale. Non se lo merita il Veneto e non se lo merita l’Italia. Sono dispiaciuto che nemmeno “l’operoso” Nordest abbia compreso come la sfida su questo progetto andava oltre la semplice sfida sportiva. Non è un problema solo di Giochi Olimpici ma di credibilità del nostro sistema imprenditoriale, industriale e valoriale. Vincerla sarebbe stata la più bella medaglia olimpica e il Veneto poteva farcela, come sottolineato a più riprese anche dal Presidente Luca Zaia» «Alcuni potrebbero chiedersi cosa c’entri Confindustria in questo contesto, perché prenda posizione – continua Enrico Carraro – Credo che abbia tutte le ragioni di esprimere la propria opinione quando si parla di una occasione, quale un evento internazionale, che muove circa 1,5 miliardi euro di pil per il Paese; c’entra perché le infrastrutture e le opere di viabilità delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 andranno a supporto delle attività produttive e produrranno vantaggi alla collettività ed alla economia veneta anche ben dopo gli eventi correlati alle gare; c’entra perché il tema della reputazione del sistema paese nei contesti internazionali ci sta particolarmente a cuore.»
Belluno, 16/10/2023 – Dunque la nuova pista da bob di Cortina D’Ampezzo non si farà. E per le gare bob, slittino e skeleton verrà individuata una pista già in funzione, all’estero. Alla fine sono prevalsi il buon senso, la tutela dell’ambiente – dichiarano l’on. Cappelletti e la sen. Guidolin dei 5 Stelle – e la volontà di non buttare ingenti risorse pubbliche dalla finestra. Ha vinto la società civile che è riuscita a far sentire forte la propria voce, hanno vinto le tante associazioni che si sono opposte al progetto, hanno vinto i gruppi di opposizione come il M5S che su questo progetto avevano sollevato una sfilza di perplessità, inanellate non da ultimo nella conferenza stampa tenuta al Senato, solo qualche giorno fa. Ha perso Zaia e chi, come lui, – proseguono Cappelletti e Guidolin – ha dimostrato di non possedere un grande interesse sull’utilizzo – senza sprechi – di fondi pubblici: non a caso la regione Veneto ospita Pedemontana, una superstrada che da sola ha registrato oltre 10 miliardi di sovra costi, ben difficili da giustificare. Il Ministro Giorgetti aveva promesso che le Olimpiadi invernali sarebbero state a costo zero per lo Stato, sostenibili da un punto di vista ambientale e senza sprechi. Noi del M5S continueremo a ricordare al Ministro questi impegni ed a vigilare, sapendo bene che per Giorgetti sarà arduo mantenere la promessa. Ma siamo lieti che, quantomeno, – concludono i parlamentari veneti – la volontà di erigere questo colossale monumento allo spreco, destinato peraltro a chiusura immediata a causa dei costi di mantenimento proibitivi, sia stata abbandonata.
Padova, 16 ottobre 2023 – «Questa mattina abbiamo appreso dalle parole del Presidente del Coni, Giovanni Malagò, pronunciate in India, che la pista da bob per le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina non si realizzerà più e che per le gare di specialità si andrà all’estero. Tutto ciò lo si era compreso da tempo e il Governo ha colpevolmente sottovalutato la complessità della situazione. Le difficoltà relative alla pista da bob, infatti, erano assolutamente note ed è molto grave che il Governo abbia informato il Coni solo due giorni fa e, soprattutto, che non lo abbia ancora fatto pubblicamente e nelle sedi istituzionali opportune. Chiediamo quindi che il Ministro Abodi venga in Parlamento a riferire in merito e a fare il punto dettagliato su tutto il cronoprogramma delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026». Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico del Veneto, Andrea Martella.
Venezia, 16 ottobre 2023 – “Alla fine ha prevalso la logica: la pista da bob a Cortina non si farà. E checché ne dica, si tratta di un enorme smacco per il presidente Zaia, che ci aveva messo la sua parola e la sua immagine”. Così il consigliere regionale Arturo Lorenzoni, uno dei primi amministratori pubblici a schierarsi apertamente (e convintamente) contro il progetto. “Vero che la decisione finale non spettava alla Regione Veneto – spiega – Ma è altrettanto lampante, ora che c’è pure la conferma da parte del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che una delle opere identitarie delle legislature di Zaia è miseramente naufragata”. “Quanto capitato dimostra che la politica degli annunci, svuotata da ogni contenuto, non porta da nessuna parte”. E pensare, aggiunge il consigliere regionale, che “il presidente era perfettamente consapevole delle criticità di questa struttura, sia in termini di costi che di tempi di realizzazione; tuttavia, la sua fissazione con la narrazione del Veneto eccellente gli ha impedito una gestione ragionevole e lucida della questione”. Lorenzoni, peraltro, aveva partecipato alla manifestazione che si è tenuta a Cortina lo scorso 24 settembre, insieme a centinaia di associazioni del territorio e cittadini. “Ora ci auguriamo che Zaia impari da questo errore di valutazione – conclude – D’altronde non ci voleva un genio della finanza o un sportivo di fama mondiale per capire che quel progetto non aveva né gambe sul piano economico, né ragionevolezza su quello ambientale”.
Roma, 16 ott. – “L’annuncio di Giovanni Malagò era atteso, non ci sono le condizioni per garantire le gare di bob se non a costi ambientali ed economici altissimi. Avevamo chiesto al Governo, con un nostro ordine del giorno sottoscritto alla unanimità dalla Camera, una soluzione alternativa alla pista di Cortina proprio perché speravano in scelte più ragionevoli, mentre il ministro Salvini ha continuato a sostenere, con la sua consueta leggerezza, che si dovesse costruite la pista proprio a Cortina: se ne dovrà fare una ragione, fosse per lui cementificherebbe l’ultimo cm quadrato verde rimasto libero”. Lo dichiarano Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, e Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, i quali aggiungono: “Questa vicenda dimostra che avevamo ragione nel dire che la pista a Cortina era uno spreco di denaro pubblico ad altissimo impatto ambientale, per questo siamo stati attaccati ma oggi le nostre ragioni sono vincenti”.
Venezia 16 ottobre 2023 – “La notizia non ci rallegra, anzi è pessima. Perché rappresenta un’occasione fallita per il Veneto, che poteva ricevere dalle Olimpiadi invernali 2026 una linfa positiva. Ma troppi sono stati gli errori e l’ostinazione nel procedere a testa bassa su un progetto, quello della nuova pista da bob, che ben presto si era rivelato un vicolo cieco. E non c’è dubbio che il primo responsabile di questo fallimento totale sia Luca Zaia”. Il giudizio è della capogruppo del PD Veneto, Vanessa Camani, assieme ai colleghi Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni, Anna Maria Bigon, Francesca Zottis e Chiara Luisetto. Questo, alla luce della comunicazione ufficiale data dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la sessione del Comitato olimpico internazionale a Mumbai, circa la decisione del Governo di porre lo stop al progetto per la nuova pista da bob di Cortina d’Ampezzo. “Zaia ha giocato tutte le sue carte, per sua stessa ammissione, su questa pista. Un’operazione che, se da un lato è stata proficua nel far prevalere la candidatura cortinese, subito dopo si è rivelata una presa in giro. Nei confronti del CIO e del sistema veneto. Dopo il trionfo, il nulla: in un crescendo di evidenti ritardi, di costi faraonici, di incompatibilità ambientali e di elementi che alla fine hanno trasformato quest’opera in una trappola, anche dal punto di vista imprenditoriale, e non di certo in una opportunità”. Secondo i dem, “si tratta di un lampante esempio di dilettantismo dell’era Zaia. La spia eloquente di un metodo pressapochista che il presidente però adotta in ogni ambito. Un metodo finalizzato più alla sua immagine che al bene della Regione. Basti pensare alle voragini economiche sul fronte della Pedemontana così come al sistema sanitario ormai allo sfacelo per colpa di una gestione gravemente deficitaria. La pista da bob insomma svela un volto reale, coperto da anni da una finta maschera di efficienza”.
Padova, 16/10/2023 “Flop di Zaia con la notizia dello stop alla pista da bob a Cortina e una brutta notizia oggi per tutto il Veneto. Bob, slittino, skeleton e para-bob non avranno infatti più luogo nella perla delle Dolomiti. Resta quindi da capire cosa rimanga nella nostra regione di queste famigerate Olimpiadi “green” 2026 su cui incombe anche l’ombra del cambiamento climatico con la scarsità di neve registrata negli ultimi tempi. E la necessità prevedibile di innevamento artificiale con costi naturali ed energetici altissimi”. Lo dichiara Matteo Favero, Responsabile Ambiente e Infrastrutture PD Veneto
Belluno, 16 ottobre 2023 – La notizia della retromarcia del Governo sulla pista da bob a Cortina non ci sorprende e, allo stato attuale delle cose, era perfino auspicabile. Ormai la situazione era allo sbando:
costi schizzati alle stelle, gare deserte, enorme impatto ambientale e ritardi clamorosi per
non parlare della totale incertezza sui costi di gestione. Tutte cose che, peraltro, avevamo
già messo in evidenza nell’odg approvato in Provincia. Di contro non possiamo che
rimanere esterrefatti per l’incapacità del Governo e della Regione Veneto (in particolare
del presidente Zaia), fino a ieri strenui sostenitori della costruzione della pista da bob, di
gestire la situazione. La figuraccia internazionale è sotto gli occhi di tutti.
Con oggi siamo arrivati al capolinea: è stato dichiarato al mondo il fallimento del progetto
contenuto nel dossier olimpico Milano-Cortina 2026. In un paese normale dovrebbero
esserci serie assunzioni di responsabilità.
Se la situazione non fosse tragica, farebbe quasi sorridere leggere quanto – giustamente –
emerge dal CIO. Il Comitato Olimpiaco sarebbe infatti favorevole al riutilizzo di impianti
esistenti e avrebbe definito “responsabile” la decisione del Governo. E pensare che, fino a
qualche tempo fa, per Zaia e per molti altri sostenitori della pista, era indispensabile
realizzare l’opera proprio perchè, a detta loro, era il CIO a chiederlo.
Seguiremo con apprensione il dibattito nei prossimi giorni, anche per capire cosa sarà del
villaggio olimpico. Ora non c’è più nemmeno la scusa per dire che l’ex colonia Eni a Borca
sarebbe troppo piccola.
Il segretario provinciale del PD Belluno Dolomiti
Alessandro Del Bianco
“Ora che il progetto della pista da bob è definitivamente fallito, serve una grande risposta corale da parte di tutti per evitare che queste Olimpiadi si riducano all’utilizzo del brand Cortina senza una vera progettualità di largo respiro”. Così il segretario generale Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini sullo stop alla struttura annunciato dal presidente del Coni Giovanni Malagò.
“Adesso però – prosegue Paglini – vanno confermati gli impegni di investimento di risorse sul territorio in vista delle Olimpiadi, a partire da quelli destinati alle infrastrutture e alla rete viaria e più in generale alla mobilità e ricettività del territorio, ma anche mettendo in campo in maniera decisa il recupero dell’ex villaggio Eni di Borca di Cadore: non trasformiamo il fallimento della pista da bob in una mancata occasione di rilancio e rigenerazione per tutto il territorio”.
Belluno, 16 ottobre 2023 – “Non possiamo nascondere delusione e amarezza per un obiettivo non raggiunto: ci troviamo di fronte a un progetto fallito, a una scommessa persa. La pista da bob era un tassello importante per la completa riuscita dell’evento olimpico a Cortina. Ora non possiamo permetterci altri passi falsi, soprattutto sul fronte delle infrastrutture. Mancano poco più di due anni ai Giochi e occorre accelerare su tutti i fronti, lasciando da parte logiche che nulla hanno a che vedere con la sfida olimpica. In ballo c’è molto di più che un singolo evento: ci sono la credibilità di un Paese e la capacità di un intero sistema di programmare il proprio futuro. Anche per questo, mi chiedo se siano state valutate tutte le conseguenze, non solo economiche, di una decisione che, speriamo, non sia ancora definitiva. Mi auguro davvero che, in una partita così delicata e strategica, nulla sia stato lasciato intentato: in caso contrario, si deve avere il coraggio di ritornare sui propri passi, nell’interesse di Cortina, del Veneto e dell’Italia”.
A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, a seguito delle comunicazioni fatte da Giovanni Malagò in occasione della 141esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) che si sta svolgendo a Mumbai in India dove ha reso nota la volontà del Governo di non procedere alla realizzazione della pista da bob di Cortina.
“Come imprenditori bellunesi, rimaniamo però concentrati sull’obiettivo: fare in modo che le Olimpiadi siano il mezzo per garantire un futuro sostenibile al territorio, rendendolo più attrattivo verso l’esterno. Abbiamo il dovere morale di crederci, l’opportunità di ospitare una Olimpiade resta storica”, afferma Berton. “In tal senso, il ruolo delle infrastrutture deve rimanere strategico”.
Da qui l’appello: “Chiediamo a tutti i livelli istituzionali e ai soggetti che si stanno occupando delle Olimpiadi di aprire un dialogo ancora più forte con il mondo dell’impresa per individuare priorità e linee di intervento sostenibili, anche dal punto di vista economico. Come sempre, siamo disposti a fare la nostra parte con la massima operatività”, la conclusione di Berton.
Belluno, 16/10/2023 – «Se saranno veramente le Olimpiadi di Milano e Cortina, e non solo di Milano, dovremo costruirlo da qui in avanti. Con un’attenzione particolare non solo alle gare sportive, ma all’eredità dei Giochi sul territorio, a cominciare dalle varianti e dalle opere infrastrutturali indispensabili al territorio». È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, nella giornata in cui da Giovanni Malagò è arrivata la notizia che lo sliding center non verrà realizzato a Cortina e che per le gare di bob, skeleton e slittino il Coni sta pensando a un impianto estero.
«La pista da bob di Cortina è sempre stata nel dossier olimpico, fin dall’inizio, fin dalla presentazione della candidatura. Il problema del forte aumento dei costi e soprattutto dell’assottigliarsi dei tempi tecnici per la realizzazione ha inevitabilmente indirizzato le scelte, ma la decisione finale è quanto mai intempestiva: giunge fuori tempo massimo e rischia di stravolgere completamente quello che era il progetto iniziale di Milano-Cortina 2026, sostenuto e finanziato dal Governo, dalle Regioni coinvolte e dal sistema Paese. Non vorrei che l’aver abbandonato la pista ampezzana solo adesso, dopo lunghi mesi in cui era emersa in maniera piuttosto chiara la direzione che era stata imboccata, possa diventare un modo per dimenticarsi del territorio bellunese e lasciare solo il nome di Cortina sulle Olimpiadi».
«L’intera vicenda, se si può cogliere un insegnamento, deve farci riflettere» continua il presidente Padrin. «Il clima di contrapposizione totale che si è creato sulla pista da bob – pur a fronte di giustificate motivazioni sia nella contrarietà a fronte di costi di realizzazione e gestione futura, sia nelle motivazioni a favore della riqualificazione della dismessa pista esistente – è stato disgregante e distruttivo. Nella gestione di un grande evento – come anche nella gestione di un territorio o di opere pubbliche – non ci può essere spazio per divisioni manichee che non permettono un’analisi sana, corretta e costruttiva dei costi e dei benefici».
“Uncem aveva scritto già due anni fa che quelle del 2026 dovevano essere Olimpiadi delle Alpi. Ma di certo avremmo preferito un impegno completamente sul versante italiano. Anche per il bob e lo slittino. Le opportunità c’erano, in diversi contesti alpini. Con investimenti certo, utili al sistema nazionale del ghiaccio del futuro. Si preferisce invece andare in Austria a completare le sedi di gara di Milano-Cortina. Una scelta del CONI e del CIO che sorprende e che apre uno scenario del tutto nuovo. Non nascondiamo come Uncem forte perplessità. Lo sport non ha confini, ma questa decisione unilaterale, non condivisa nelle scorse ore con FISI e Comuni, non è certo la migliore possibile”.
Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
Una buona notizia per Cortina e per i futuri giochi olimpici invernali del 2026. È questo il commento di Legambiente per quella che secondo gli ambientalisti appare essere una decisione di buon senso, anche se probabilmente dovuta in particolare ad impedimenti tecnici e temporali che hanno sospinto ulteriormente verso questa inattesa ma ineludibile decisione. Ora secondo l’associazione ambientalista sarà importante continuare a monitorare con attenzione gli interventi di adeguamento che verranno proposti per gli impianti esistenti all’estero che potrebbero ospitare le gare di bob, slittino e skeleton e vigilare sul prosieguo dei lavori di bonifica e ripristino ambientale della ex-pista da bob Eugenio Monti a Cortina, che non vanno abbandonati. “L’italia e il Veneto devono essere soddisfatti per questa positiva scelta – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – che aiuterà a far riaccendere la credibilità del sistema valoriale del nostro Paese. Di fronte all’inevitabile analisi costi-benefici, stretti tra impatti antropici causati dalla nuova pista da bob e quelli direttamente connessi ai cambiamenti climatici, il Governo ha, seppur con grave ritardo, finalmente compreso quanto fosse un errore lasciare una così pesante eredità sulle spalle dei territori e delle casse pubbliche.”. Secondo Legambiente infatti, condividere le future gare olimpiche di bob, slittino e skeleton con altre regioni alpine più legate a questo sport e dove tali impianti sono già esistenti e funzionanti, è una scelta che fa bene alla reputazione dell’Italia perché in linea con l’Agenda del CIO e con il contratto di assegnazione dei Giochi, attraverso il quale il nostro Paese si era impegnato a rispettare il fondamentale principio di sostenibilità ambientale, affrontandolo in sette articoli che riguardano, tra l’altro, le infrastrutture e i siti naturali, le risorse e la gestione dei materiali, la mobilità, le emissioni climalteranti nonché la stessa governance dei giochi olimpici. “Per assolvere all’impegno di organizzare Olimpiadi pienamente rispettose di tale principio e per dimostrare che il nostro Paese è pienamente in grado di raggiungere l’obiettivo nonostante le cassandre di qualche imprenditore che non vuole rinunciare a fare BAU (business as usual), è dunque opportuno – conclude Lazzaro – prendere spunto da questo caso emblematico per migliorare il dialogo tra gli Enti responsabili dei giochi olimpici, le organizzazioni della società civile e il mondo delle imprese, per valutare per tempo la rilevante ricaduta sui territori degli effetti del complesso delle opere previste per lo svolgimento dei Giochi e per monitorare la loro corretta realizzazione. Un’occasione imperdibile per costruire soluzioni comuni a problemi ricorrenti, favorendo al contempo paradigmi condivisi da cui nemmeno i giochi invernali, nell’epoca della transizione ecologica, devono derogare.
Legambiente Veneto
Roma, 17 ottobre 2023 Come annunciato ieri il senatore e segretario regionale del Partito democratico del Veneto, Andrea Martella, ha formalizzato la richiesta di audizione dei ministri Salvini e Abodi in Commissione Lavori Pubblici del Senato per conoscere lo stato di avanzamento di tutte le opere e gli interventi previsti per lo svolgimento dei giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 alla luce di quanto annunciato dal Presidente del Coni nella giornata di ieri relativamente alla pista da Bob. Inoltre questa mattina Martella ha depositato un’interrogazione urgente alla presidente del Consiglio e ai ministri delle Infrastrutture e dello Sport proprio per conoscere i motivi per cui la comunicazione al Coni di non realizzare la pista da bob a Cortina d’Ampezzo sia avvenuta solo il 14 ottobre scorso e senza che il Governo ne abbia fatta menzione ufficiale nelle sedi istituzionali. L’esponente del Pd chiede al governo di sapere quali siano le opzioni disponibili e se c’è davvero la volontà di ricorrere a impianti all’estero. Infine, intende chiarire se vi siano ritardi nel cronoprogramma dei lavori che possano compromettere il regolare svolgimento delle gare anche in altre discipline, cosa che rappresenterebbe un danno di immagine per il Paese, per il Veneto e per lo sport azzurro.
Cortina, 17 ottobre 2023 – Sono davvero amareggiato per la decisione di non procedere con la realizzazione della nuova pista “Eugenio Monti” a Cortina d’Ampezzo. Ritengo sia una grandissima sconfitta come paese ospitante ma soprattutto per gli atleti italiani e stranieri che avrebbero potuto contare su un impianto all’avanguardia per avvicinarsi a queste discipline, allenarsi e gareggiare ad alto livello, supportati dallo storico Bob Club Cortina. 36 sono le medaglie Olimpiche maschili e femminili che si sarebbero potute assegnare a Cortina agli atleti partecipanti alle prove di Bob, Skeleton e Slittino durante i Giochi del 2026. Ora è il momento di tenere la barra a dritta per non perdere altro tempo prezioso mettendo davvero a fattore comune la grande tradizione sportiva che il Veneto e il Bellunese possono vantare. Cortina è una delle due città ospitanti dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici – non dimentichiamolo – qui abbiamo tutte le competenze e le capacità per ospitare anche altre specialità affinché “Olimpiadi diffuse” non si traduca in una inutile dispersione di energie e capitale umano. Fondazione Cortina, assieme a tutti gli altri attori del territorio, ha già dato prova di saper gestire con successo gare internazionali di diverse discipline, non voler sfruttare appieno queste capacità sarebbe miope e dannoso per la buona riuscita dell’evento e per la legacy di lungo periodo che esso porta con sé. Accantonata la delusione è il momento di guardare avanti così come è altresì importante che i lavori iniziati per demolire la vecchia pista intitolata al campione olimpico Eugenio Monti siano conclusi al più presto riqualificando l’area in termini ambientali e funzionali, qualunque sia la sua futura destinazione. Come ogni discesista sa bene, bisogna sempre superare una porta avendo già impostato quella successiva, noi siamo già pronti a cogliere la prossima sfida.
Stefano Longo, presidente Fondazione Cortina
Cortina d’Ampezzo, 17 ottobre 2023 – «Al di là delle facili polemiche che non ci interessa alimentare, evidenziamo con rammarico come in questa vicenda, a perdere sia stato innanzitutto lo sport italiano. Una sconfitta che pesa e amareggia – lo dico da sportivo – e che sa quasi di paradosso se si pensa che proprio lo sport è stato appena inserito nella nostra Costituzione. Il Bob avrebbe dovuto rappresentare, per Cortina e per il nostro Paese, il fiore all’occhiello della competizione Olimpica. Dirottarlo all’estero equivale a mettere a segno un clamoroso autogol, perché il messaggio che passa è di scarsa considerazione verso una disciplina che negli anni ci ha regalato tante soddisfazioni e medaglie e a Cortina cercava il suo definitivo riscatto. Evidentemente non si è voluto credere fino in fondo che in Italia e in special modo a Cortina si potesse mettere in piedi un management serio e soprattutto non si è tenuto conto dell’indotto che sarebbe derivato a medio e lungo termine da quest’operazione. Ad ogni modo, la nostra volontà, ribadita a più riprese, è sempre stata quella di rimetterci alle disposizioni del Governo e delle Istituzioni preposte, di cui prendiamo atto con spirito costruttivo.
Il mio compito è in primis quello di difendere gli interessi della categoria che rappresento e i professionisti dell’ospitalità ampezzana, che avevano creduto e sposato fin da subito il progetto nella sua totalità così come sottoscritto in sede di assegnazione, in questo momento sono disorientati. Ci è stato richiesto un impegno enorme a fronte di accordi che per vari motivi non possono essere rispettati. Ora più che mai, quindi, gli imprenditori hanno bisogno di certezze, non di promesse. Non possiamo continuare a navigare a vista; per andare avanti in maniera programmatica e serena occorre che ci venga detto chiaramente cosa si intende fare da qui ai prossimi due anni e soprattutto come si intende farlo. E ritengo che quello alla trasparenza sia un diritto dovuto non solo ai nostri associati, ma anche a tutto il territorio – che pagherà comunque il prezzo di questa decisione – e dei tanti turisti che si aspettano da Cortina un’offerta di eccellenza».
Così Stefano Pirro, Presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina
«La decisione di non procedere con i lavori per la pista di bob di Cortina», commenta Walter De Cassan, presidente di Federalberghi Belluno Dolomiti «mi ha lasciato davvero attonito».
«Viene svilito un tassello fondamentale del dossier di candidatura e, a mio avviso, andiamo a perdere un volano di opportunità. La pista avrebbe dato spazio a più discipline olimpiche e paralimpiche che andiamo completamente a perdere. Penso all’indotto di atleti, staff, addetti ai lavori ed appassionati che avrebbero frequentato Cortina e le nostre
Dolomiti e che invece andranno altrove. Discipline nelle quali tra l’altro storicamente gli atleti italiani si sono sempre saputi distinguere e grazie alle quali, il bob in primis, si è anche costruita una parte della notorietà e della storia sportiva ampezzana con le imprese di Eugenio Monti».
«Personalmente penso che riportare la pista di bob a Cortina avrebbe potuto generare anche benefici a lungo termine per il territorio e per il movimento sportivo di riferimento nazionale ed internazionale. Per il nostro territorio lo ritengo un segnale davvero negativo».
«Ora», afferma De Cassan «è fondamentale conoscere nel dettaglio l’impatto che questa scelta avrà sull’indotto e sui livelli di attrattività di Cortina e dintorni ed ottenere una compensazione con eventi e discipline che possano innescare interesse, visibilità e benefici concreti. Al pari non voglio neanche pensare che tale decisione possa tradursi
in una riprogrammazione al ribasso delle ricadute sul territorio in termini di infrastrutture e strumenti per il rinnovamento del tessuto economico e delle imprese turistiche».
Milano, 17 ottobre 2023 Il Club Alpino Italiano esprime la sua soddisfazione per lo stop definitivo alla costruzione della pista da bob a Cortina, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina 2026. “Non realizzare la pista da bob a Cortina, ci sembra una presa di posizione di buon senso che ci consente di guardare con ottimismo al futuro”, ha affermato il Presidente generale Antonio Montani. “Siamo fermamente convinti che per realizzare un evento olimpico veramente sostenibile, il percorso sia ancora lungo e complesso. La nostra associazione continuerà ad impegnarsi in tutte le sedi opportune per portare il proprio contributo a difesa dell’ambiente e del corretto sviluppo della montagna”, continua Montani.
Il Club Alpino Italiano sottolinea inoltre la necessità di monitorare costantemente le infrastrutture legate all’evento olimpico. “La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un imperativo, specialmente per manifestazioni di portata internazionale come le Olimpiadi. Continueremo a vigilare affinché questo criterio sia sempre al centro delle decisioni” ha concluso Mario Vaccarella, Delegato al coordinamento delle attività ambientali del Cai.



