Statistiche web
13.9 C
Belluno
domenica, Aprile 19, 2026
HomeCronaca/PoliticaAssemblea Upi: il sistema Paese non può prescindere dalle Province

Assemblea Upi: il sistema Paese non può prescindere dalle Province

Belluno ha presentato la situazione e le esigenze dei territori montani

Padrin: «La riforma è necessità condivisa, sia inserita nel ridisegno dell’architettura degli enti locali»

«Definizione certa di risorse, personali e compiti. Se – come hanno detto in più occasioni gli esponenti del Governo e il presidente Mattarella – le Province sono una componente fondamentale del sistema Paese, allora siano messe in condizioni di svolgere al meglio i compiti loro affidati». Sono le parole del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, intervenuto oggi, 11 ottobre, all’assemblea Upi nazionale all’Aquila. Un’assemblea che ha messo sotto la lente la situazione attuale delle Province italiane, nel limbo tra una riforma monca – quella del 2014, normata dalla legge Delrio – e una riforma in fase embrionale – quella che è al momento sul tavolo, ipotizzata dall’Esecutivo per ripristinare l’elettività e le funzioni degli enti di area vasta.

Molti degli interventi istituzionali hanno sottolineato proprio questa situazione di ibridismo. In un messaggio la premier Meloni ha affermato che «nei prossimi mesi va definito un quadro attraverso il quale si possano reintrodurre modalità organizzative, competenze, il perimetro di operatività delle nuove Province, dare possibilità di assumere, e garantire risorse finanziarie». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella giornata di apertura dell’assemblea Upi, aveva sostenuto la necessità di una riforma delle Province, a favore di un loro ripotenziamento e nuovo protagonismo. E il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini oggi ha ribadito che «occorre ridare alle Province la ‘P’ maiuscola e le piene competenze su alcuni temi. Occorre dire agli italiani che reintrodurre le Province a pieno regime non rappresenta un costo, ma un beneficio». «Ritengo possibile – ha aggiunto Salvini – tornare a eleggere direttamente i presidenti delle Province con piene funzioni, già dalla primavera 2024».

«Quelle ascoltate all’Aquila sono dichiarazioni importanti, a cui ci auguriamo possano seguire atti concreti: in dieci anni la legge Delrio ha mostrato tutti i suoi limiti e oggi è riconosciuto che le Province sono l’unico nucleo di coesione sociale possibile tra le aree metropolitane e le aree interne e periferiche. Per questo è necessario che il ritorno all’elettività rientri nel ridisegno complessivo dell’architettura degli enti locali e sia accompagnato dalla definizione di un perimetro di competenze chiaro. Bisogna insomma che lo Stato decida chi fa cosa, con quali risorse e con quale personale, in modo da dare risposte certe ed efficienti ai cittadini e ai territori. Ad oggi, nel conto dare-avere, le Province hanno perso 800 milioni contribuendo con lacrime e sangue alle economie della macchina pubblica. Quindi servono basi solide per il futuro, sia sul fronte economico sia sul fronte del personale» commenta il presidente Padrin, che all’assemblea è intervenuto in un panel intitolato “La nuova Provincia per la PA del futuro”, presentando un documento sulle Province di montagna. Con lui anche il consigliere provinciale Danilo De Toni.

DIFFERENZIALE MONTAGNA

«Serve un cambio di passo, che non dipende solo ed esclusivamente dal ripristino dell’elettività, ma dall’intera impostazione che si vuole dare alle Province. E questo vale ancora di più in montagna dove la perifericità dei piccoli Comuni rispetto ai centri può essere attutita solo dalla presenza di una Provincia forte e in grado di essere aggreditrice di servizi e garanzia di coesione sociale» ha detto il presidente Padrin nell’introdurre il documento, puntando l’attenzione su due punti: la funzione di aggregatore di servizi che la Provincia montana può svolgere; e il tema del differenziale montagna.

Sul primo punto, Belluno può fare scuola, dato che in questi anni è stata centro servizi per i Comuni per quanto riguarda la Stazione Unica Appaltante, e ha svolto questo compito anche per la struttura commissariale per i Mondiali di Sci di Cortina 2021. «La Provincia come centro servizi aggregati è una via percorribile, a patto che vengano rafforzate le componenti del personale e delle risorse» ha sottolineato il presidente Padrin. «L’ambito territoriale ottimale per i territori di montagna è quello provinciale. È così per effetto della distanza dal capoluogo di regione e anche per effetto della morfologia, che vede piccoli e piccolissimi Comuni dislocati in aree periferiche, talvolta privi anche dei servizi essenziali e costretti a ricorrere ai Comuni limitrofi».

Sul fronte della specificità montana, il documento evidenzia come la vita in montagna costa di più. «Per equilibrare le differenze, morfologiche ma anche sociali, sono necessari alcuni accorgimenti» ha sintetizzato il presidente Padrin. «I fabbisogni standard non tengono conto di variabili che sono diverse per le aree montane e servono alcuni correttivi per rendere equa la ripartizione delle risorse. Inoltre, è necessario garantire servizi ai cittadini che vivono nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, dove cioè la densità abitativa è talmente scarsa da rendere poco remunerativa la presenza di un dato servizio. Ma il mantenimento dei servizi, anche di fronte a un bacino d’utenza limitato, è fondamentale per contrastare lo spopolamento che investe tutte le aree montane a statuto ordinario».

TEMA TPL

Il presidente Padrin ha portato all’attenzione dell’assemblea Upi anche un tema spinoso e quanto mai attuale, quello dell’emergenza del trasporto pubblico locale, incontrando l’interesse comune dei colleghi, dato che il problema è condiviso da quasi tutti i territori.

«La Provincia del futuro, qualunque essa sia, non può prescindere dalla soluzione di alcune emergenze. Una delle più stringenti – e che riguarda più o meno tutto il Paese – è quella del trasporto pubblico locale, sempre più in affanno per la carenza di autisti e personale» ha detto il presidente Padrin. «In questo momento non ci sono ricette risolutive. Ma servono misure per attenuare l’emergenza, per dare risposte concrete ai cittadini. Solo facendo leva sulle risorse dei corrispettivi chilometrici Tpl è possibile tamponare il problema. Servono poi scenari di medio-lungo periodo per programmare il futuro del trasporto pubblico nell’ottica della sostenibilità ambientale ed economica, e per garantire servizi ai territori».

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Dolomiti Bellunesi: cala il sipario sulla stagione degli Under 19 dolomitici

DOLOMITI BELLUNESI-GIANA ERMINIO 2-5 GOL: pt 1' Vettorazzo, 36' Buzzi; st 14' Assanelli, 21' Andreoni, 27' Vettorazzo, 38' e 45' su rigore Nelini. DOLOMITI BELLUNESI: Guolla,...

Top Marques Monaco 2026